Il Network Cohesion Index, sviluppato da DialogicaLab, è uno strumento potente per misurare e migliorare la coesione all'interno delle organizzazioni. Sfruttando dati scientifici, NCI dà alle aziende l'opportunità di mappare e comprendere le modalità interattive tra le risorse umane, rilevando come queste influenzano il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Non si tratta più di raccogliere opinioni, ma di misurare scientificamente quanto il linguaggio e le interazioni contribuiscano alla coesione o la frammentino.
La coesione nelle reti multi-attore è fondamentale per raggiungere obiettivi comuni e generare impatti sociali sostenibili e trasformativi. Insieme a DialogicaLab, ci concentreremo sul concetto di coesione come fattore chiave per il successo delle reti. Un passo importante in questa direzione è l'uso del Network Cohesion Index, uno strumento che ci aiuta a valutare e migliorare la collaborazione tra i vari attori coinvolti.
"Ragazzi, cosa ci inventiamo?" è la domanda che Daniele Manni rivolge ai suoi studenti all'inizio di ogni anno scolastico. Ex imprenditore e docente da oltre 30 anni, Manni guida i suoi alunni nella creazione di micro attività imprenditoriali innovative e nella progettazione di startup, sia economiche che a vocazione sociale. Il suo approccio ha portato al successo iniziative come MaBasta, di Mirko Cazzato, e Deghi SpA, di Alberto Paglialunga. La sua particolare tecnica didattica, rivoluzionaria e sperimentale, unica in Italia, valorizza i sogni e le inclinazioni degli studenti, dando loro la possibilità di essere protagonisti di un futuro più equo, sostenibile e inclusivo.
Le imprese svolgono un ruolo fondamentale nell'affrontare le disuguaglianze e risolvere le problematiche sociali ed etiche attraverso innovazioni mirate. La responsabilità sociale d'impresa (CSR) e l'innovazione sociale sono concetti interconnessi: la prima guida le aziende verso scelte che promuovono il benessere collettivo e l'inclusività, mentre la seconda offre soluzioni per le sfide contemporanee. Le imprese, quindi, possono essere agenti di cambiamento, contribuendo a un futuro più equo e sostenibile. Ne parliamo con Rossella Sobrero, fondatrice di Koinètica, la prima realtà italiana specializzata in comunicazione CSR.
Ogni membro della comunità è corresponsabile nel promuovere coesione. In che maniera la condivisione della responsabilità viene favorita dai nostri modi di interagire? E come possiamo, attraverso le nostre interazioni, condividere le regole che ci aiutano a utilizzare al meglio le risorse comuni? ISA (Impact and Sustainability Assessment) è lo strumento progettato da DialogicaLab per misurare e promuovere l'uso responsabile delle risorse nelle comunità, valutando il contributo di ogni membro verso obiettivi condivisi di sostenibilità e impatto generativo.
La qualità della vita nell'area alpina è una priorità strategica, come evidenziato dallo studio ESPON sulla QoL nello spazio della Convenzione delle Alpi. Un territorio resiliente richiede l’integrazione del benessere umano con gli aspetti economici, sociali e ambientali dello sviluppo sostenibile. Questo approccio influenza sempre più i processi decisionali a ogni livello, promuovendo la partecipazione attiva delle comunità locali. Ne parliamo con Mascia Baldessari, Consulente di Welfare Aziendale e Manager dello sviluppo territoriale in Trentino.
In un ipotetico dialogo tra esperti e professionisti di diversi settori, tra Profit, Non Profit e Pubbliche Amministrazioni, esploriamo come l’impatto e la sostenibilità possano essere definiti e misurati non solo in termini numerici, ma anche e soprattutto attraverso il loro contributo alla coesione delle comunità. Ad aiutarci a trovare la giusta chiave di lettura ci sarà ISA, tool sviluppato da DialogicaLab per misurare la responsabilità condivisa nel promuovere un uso generativo delle risorse, da parte di una comunità di progetto.
L'occupazione e la carriera delle donne, quando diventano madri, sono ancora troppo spesso percepite in modo negativo, nella convinzione che la famiglia possa risentirne sfavorevolmente. Dunque in troppe vi rinunciano con la nascita dei propri figli. O così ci aspettiamo che facciano. La domanda che dunque oggi dovremmo porci è: che effetto ha tutto questo sulle figlie e sui figli, donne e uomini del domani? Ne parliamo con Anna Granata, autrice di "Ragazze col portafogli. Una pedagogia dell'emancipazione femminile”
L’ultima tappa di “5 passi verso la progettazione europea” è dedicata alla figura del Consulente, un supporto strategico essenziale per affrontare con successo i complessi bandi di finanziamento. Affidarsi ad un professionista qualificato fin dall’inizio garantisce un metodo su misura, prevenendo criticità e massimizzando le possibilità di successo. Attraverso la “Carta del Consulente”, un vademecum in sette punti presentato da Ilaria Rudisi, esploriamo come collaborare efficacemente con questa figura per costruire progetti sostenibili e di impatto.
In un contesto storico che ci pone di fronte a sfide ogni giorno più complesse e interconnesse tra loro, la collaborazione tra il mondo non profit e quello profit gioca un ruolo di grande rilievo. Questo approccio segna un cambio di prospettiva, ponendo al centro un processo partecipativo e dinamico in grado di coinvolgere attivamente tutti gli attori in campo. L'obiettivo è preciso: anticipare i bisogni delle comunità e generare impatto sul territorio.
Le risorse acquisiscono valore attraverso l’uso che ne facciamo nelle interazioni, contribuendo agli obiettivi comuni. Ciò vale anche per quelle che, in ambito lavorativo, definiamo “risorse umane”. In questo il ruolo è centrale, poiché permette a ciascuno di posizionarsi come risorsa, ma assegnarne uno non basta: il suo esercizio richiede strategie mirate. In questo contesto, la supervisione si dimostra particolarmente efficace.
Il contesto storico attuale è segnato da profonde trasformazioni digitali, ma il ruolo dell’elemento umano resta fondamentale per sviluppare un pensiero creativo e critico in risposta ai nuovi bisogni sociali. Per questo, la trasformazione digitale rappresenta oggi un’occasione irripetibile per il Terzo Settore: da sempre attento osservatore dei cambiamenti sociali, il mondo Non Profit può ora, grazie al digitale, offrire soluzioni innovative per affrontare le sfide emergenti, diventando un terreno fertile per nuove idee e scambi.
Il mondo sta cambiando sotto molti aspetti: sociale, ambientale ed economico. Le comunità energetiche rappresentano una delle possibili risposte a queste nuove sfide. Ma come spiegarle in modo semplice? Ne parliamo con Giuseppe Milano, autore di "Comunità energetiche. Esperimenti di generatività sociale e ambientale".
I consumatori sono sempre più attenti all'impatto ambientale dei prodotti che acquistano. Questa crescente consapevolezza sta guidando una trasformazione verso un'economia più circolare. In questa intervista, Francesco Castellano, fondatore di Tondo, racconta come possiamo accelerare questo processo e costruire un futuro più sostenibile.
Il grado di coesione di una comunità è un riflesso dinamico delle interazioni tra i suoi membri. Le modalità con cui affrontiamo sfide e problemi collettivi e le regole che adottiamo per interagire sono indicatori non solo della coesione esistente, ma anche della capacità della comunità di evolversi e innovare verso assetti più compatti. Un antico racconto potrebbe aiutarci a chiarire tale concetto: avete già ascoltato la favola della zuppa di sasso?
Partecipare a un bando richiede una preparazione accurata e una valutazione attenta delle proprie capacità. Spesso le organizzazioni sottovalutano la complessità di questo processo rischiando di presentare proposte poco competitive. La creazione di una rete di Progetto, che unisca le competenze e le risorse di diversi enti, può diventare una strategia vincente. Nel quarto appuntamento di "5 passi verso la progettazione europea", Ilaria Rudisi approfondirà questo fondamentale passaggio.
Cosa significa innovare? Ogni contenuto nuovo è automaticamente garanzia di cambiamento? E cosa accade quando la comunità non ne riconosce il valore? Secondo la Scienza Dialogica, un’innovazione può ritenersi tale se riesce a cambiare i modi con cui la comunità interagisce nella gestione delle sue stesse criticità. L'housing condiviso, quale risposta all'emergenza abitativa, può farci da esempio.
Appennini: opportunità per giovani innovatori e risorsa per tutti, laboratorio a cielo aperto dove sperimentare modelli economici e sociali alternativi nel rispetto dell'ambiente. Ne parliamo con Francesca Campora, Direttore Generale di Fondazione Edoardo Garrone, Ente che dal 2014 si occupa, attraverso Progetto Appennino, di promuovere percorsi e modelli di sviluppo virtuosi in area appenninica, aiutando i giovani aspiranti imprenditori a costruire realtà economiche in grado di restituire benessere e valore ai luoghi e alle loro comunità, senza mai depredarne la natura e le risorse. Perché partendo dalla rigenerazione dei nostri territori è possibile andare a disegnare un futuro migliore per tutti.
Come passare dalla logica della sostenibilità alla logica dell'impatto? In quale modo è possibile superare quella dialettica del rifiuto che tanto contraddistingue la nostra società lineare? Ed in cosa la società circolare si differenzia? Insieme a Silvia de Aloe, fondatrice di DialogicaLab, e Elena Stoppioni, Direttrice della Business Unit ESG di Lombardini22, parleremo di sostenibilità integrata e capiremo cosa vuol dire riprogettare gli spazi pubblici in ottica di "community holder", promuovendo il coinvolgimento responsabile dei cittadini e superando quella logica dello scarto che fin troppo caratterizza la nostra società.
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