Le ondate di calore stanno mettendo in evidenza la fragilità delle nostre città. I rifugi climatici sono una risposta d’emergenza, ma non bastano: servono politiche strutturali di adattamento climatico capaci di trasformare lo spazio urbano attraverso alberi, suoli permeabili, infrastrutture verdi, città spugna e una nuova pianificazione fondata sul rapporto tra natura e territorio. Il contributo di Elena Granata.
Intelligenze Collettive
L'innovazione sociale non si costruisce con una sola voce. Si costruisce quando persone diverse — con storie, competenze e prospettive differenti — scelgono di ragionare insieme su un futuro possibile.
Intelligenze Collettive è lo spazio che Innovazione Sociale mette a disposizione di chi quel futuro lo pensa, lo studia e lo pratica ogni giorno: ricercatori, imprenditori sociali, responsabili di fondazioni, attivisti, progettatori, amministratori.
Voci autorevoli e indipendenti che condividono qui le loro riflessioni, un pensiero originale su temi che contano.
Ogni contributo è un punto di vista. Insieme sono una mappa in movimento dell'innovazione sociale italiana.
Come si costruiscono società capaci di affrontare la complessità senza lasciare indietro nessuno? Il libro “Changemaking – Idee che ispirano, azioni che trasformano”, promosso da Ashoka Italia e ForwardTo, propone una nuova visione del cambiamento: non più il risultato dell'azione di pochi, ma una competenza diffusa, fondata su collaborazione, leadership condivisa e trasformazione sistemica. Il contributo di Arianna De Mario.
«Un perimetro non è un recinto. È una soglia che apre». Paolo Venturi, direttore di AICCON (Università di Bologna), commenta il primo Piano nazionale per l'economia sociale, analizzando le novità su fiscalità, SIEG e public procurement e spiegando perché la vera sfida è rendere l'economia sociale una componente strutturale dello sviluppo del Paese.
Il Public Engagement come leva strategica per generare impatto sociale e valore pubblico: il percorso dell’Università di Bologna e AICCON mostra come università, comunità e territori possano co-progettare innovazione sociale e sviluppo sostenibile.
Oggi la sostenibilità non può più essere ridotta a una questione di consumo responsabile o di mero rispetto delle norme. È necessario un cambio di paradigma: passare da una logica estrattiva, orientata al consumo delle risorse, a una logica generativa, fondata sulla capacità delle comunità di creare valore condiviso e rigenerare le condizioni del proprio sviluppo. Una visione human-centered della sostenibilità, al centro del contributo di Silvia de Aloe.
Perché le politiche di sviluppo territoriale continuano a fallire? E cosa dovrebbero fare invece per dare una prospettiva di futuro alle nuove periferie? Proviamo a cambiare prospettiva: il problema non è negli individui, ma nel clima emotivo collettivo in cui vivono. Tra “deep story”, fiducia nelle istituzioni e narrazione condivisa, emerge come il vero fattore abilitante dello sviluppo sia la capacità di un territorio di riscrivere il proprio copione. Prima delle infrastrutture e degli investimenti, serve costruire una nuova immaginazione del futuro. Il contributo di Andrea Ferrazzi.
In un tempo in cui le democrazie mostrano fragilità crescenti, vale la pena interrogarsi sul ruolo del terzo settore. Tra pragmatismo, adattamento e minore spinta innovativa, emerge una domanda di fondo: stiamo ancora contribuendo a trasformare la società o ci limitiamo a far funzionare l’esistente? L’economia sociale può aprire nuove prospettive, ma serve una rinnovata consapevolezza della nostra funzione. Il contributo di Flaviano Zandonai.
La comunicazione gioca un ruolo strategico nel promuovere una cultura di pace all’interno e all’esterno delle organizzazioni. Eventi e iniziative come Steps for Peace e la Marcia PerugiAssisi dimostrano come la pace sia una responsabilità condivisa, che coinvolge anche il mondo imprenditoriale. Le riflessioni emerse dalle “Conversazioni sulla pace”, promosse da Koinètica e dall’IPSC dell’Università Cattolica di Milano, evidenziano come la costruzione della pace sia una sfida concreta anche per le imprese, chiamate a integrare sostenibilità, competitività e impatto sociale nei propri modelli di business.
La 14ª edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale (6–8 ottobre 2026, Università Bocconi di Milano) ruota attorno al tema “Andare oltre”, un invito a cambiare prospettiva per affrontare le sfide della sostenibilità. Il Salone si conferma come spazio di confronto aperto e pensiero critico, capace di favorire il dialogo tra imprese, istituzioni e Terzo Settore e di generare connessioni virtuose lungo tutta la filiera.
Il libro “Innovazione sociale aperta. Governance pubblica, risorse finanziarie, imprenditorialità e impatto sociale”, scaricabile gratuitamente, analizza 16 casi di innovazione sociale in Italia, mostrando come la governance strategica possa creare valore collettivo e impatto territoriale. Dalla rigenerazione urbana all’inclusione sociale, il testo esplora pratiche replicabili e riflette su chi possa orchestrare ecosistemi di innovazione locale efficaci.
Nel dibattito contemporaneo su innovazione sociale e impatto, il rischio di una semplificazione dei concetti è sempre più evidente. Intenzionalità e innovazione trasformativa, Quaderno dell’Economia Civile n.14 di Paolo Venturi, riporta al centro il ruolo delle istituzioni come luogo in cui l’intenzionalità si traduce in regole e orienta nel tempo pratiche e processi. L’impatto viene così letto non come esito puntuale, ma come processo capace di incidere in modo duraturo sulla trasformazione sociale.
Attraverso il racconto di Luca Bruschi, Direttore di AEVF, scopriamo il significato profondo e autentico di uno dei cammini più celebri al mondo che, percorrendo l'Europa da nord a sud lungo 3200 km, ci porta a scoprire territori, culture e comunità, recuperando il senso vero del dialogo e della democrazia.
I luoghi come occasioni per sperimentare forme nuove di parità e di reciprocità. Attraverso le storie e le intuizioni di molte donne che si sono occupate di città, raccolte all'interno del libro Il senso delle donne per la città, Elena Granata scandaglia ogni possibile scenario di intervento sui territori urbani, sugli spazi pubblici, sui luoghi dell’abitare. Un contributo critico e propositivo, che indica la strada verso alternative possibili per chi studia, progetta, amministra e vive le città.
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