Digitalizzazione dei Comuni, l’80% soddisfatto delle risorse PNRR: il report Uncem
L’80% dei Comuni montani italiani esprime soddisfazione per le risorse ottenute attraverso il PNRR per la digitalizzazione dei sistemi degli Enti. È uno dei principali risultati del dossier di Uncem, realizzato per il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che analizza gli interventi realizzati e le principali criticità ancora presenti nei territori montani.
Dall’indagine emerge un quadro nel complesso positivo sul fronte delle risorse, ma anche la presenza di tre problemi strutturali che continuano a condizionare la trasformazione digitale dei Comuni e degli Enti: la connettività, caratterizzata anche da una presenza disomogenea delle reti 5G, la difficoltà di finanziare la manutenzione una volta terminati gli interventi del PNRR e la carenza di competenze tecniche interne alle amministrazioni.
"Il dossier Uncem evidenzia come la soluzione che emerge dal documento non è quindi semplicemente 'dare più soldi ai singoli Comuni', ma favorire gestione associata, la condivisione delle competenze ICT, l'interoperabilità dei sistemi, la formazione e investimenti pluriennali. Il report stesso individua nella collaborazione tra Enti e nella diffusione delle buone pratiche una delle direzioni principali", spiega Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.
Lo studio Uncem ha approfondito in particolare alcune aree nelle quali è già attiva la Strategia delle Green Communities, mettendo in relazione i processi di trasformazione digitale con le dimensioni ecologica ed energetica dei territori.
"Intrecciare green, dimensione ecologica ed energetica dei territori - prosegue Bussone - con la digitalizzazione, è decisivo. I due fronti vanno insieme".
Risorse PNRR, 5G e costi della manutenzione
Per il 54% degli Enti intervistati, il PNRR è stato negli ultimi dieci anni l’unica fonte di finanziamento degli interventi per la digitalizzazione. Guardando alla sufficienza delle risorse, l’80,1% degli Enti considera i fondi ricevuti adeguati, mentre per il 18,4% sono stati insufficienti. Circa un Ente su cinque, quindi, ritiene che le risorse a disposizione non abbiano coperto pienamente le necessità.
Più articolata è la situazione relativa alla connettività. Il quadro nazionale del 5G risulta infatti molto meno positivo rispetto a quello relativo ai finanziamenti. Il 42,4% delle risposte segnala una copertura concentrata soprattutto nelle aree maggiormente popolate, mentre il 27% segnala una copertura 5G inesistente.
La presenza della rete, inoltre, non coincide necessariamente con una qualità adeguata del servizio. Soltanto nel 49,6% dei casi la copertura 5G viene considerata adeguatamente performante. In circa un caso su due, dunque, permangono problemi legati alla qualità del servizio. Quando la copertura viene giudicata insoddisfacente, nel 48,7% dei casi vengono inoltre presentate lamentele.
Un ulteriore elemento riguarda la capacità degli Enti di sostenere nel tempo gli investimenti realizzati. Il report sottolinea infatti che la digitalizzazione non può essere considerata un intervento una tantum: infrastrutture e servizi richiedono risorse anche dopo la conclusione dei finanziamenti PNRR.
Il 43,9% degli Enti prevede fondi provenienti da altre risorse per la manutenzione e la gestione ordinaria, mentre il 28,5% utilizza ancora risorse PNRR. Il 26,7%, invece, non ha previsto alcuno stanziamento.
Si tratta di un dato particolarmente significativo: oltre un Ente su quattro non ha previsto risorse dedicate alla manutenzione ordinaria. Una criticità che riguarda anche altre componenti del PNRR, ma che assume un peso specifico nel caso della digitalizzazione, considerato che i costi non si esauriscono con la realizzazione dell’investimento.
"E il problema è particolarmente rilevante perché i costi digitali continuano anche dopo l'investimento iniziale - spiega Luca Veltri, che ha curato per Uncem il report - cloud, software, sicurezza, assistenza, aggiornamenti, connettività ecc. Le interviste qualitative evidenziano proprio il problema della copertura dei costi negli anni successivi all'avvio dei servizi".
Competenze digitali e interventi ancora da finanziare
Tra gli aspetti messi in evidenza dal dossier c’è anche la carenza di competenze interne nei Comuni, che può limitare l’efficacia degli interventi di digitalizzazione. Non è sufficiente, infatti, dotarsi di hardware, software e servizi: gli Enti devono poter disporre di personale in grado di utilizzare gli strumenti, integrarli nei sistemi esistenti e gestirli nel tempo.
Le richieste di supporto riguardano diversi ambiti, tra cui software specifici, gestione dei dati digitali, comunicazione digitale, sicurezza informatica, programmazione, piattaforme collaborative e analisi dei dati. Tra le difficoltà vengono invece indicate competenze digitali limitate, infrastrutture tecnologiche insufficienti, supporto tecnico inadeguato, resistenza al cambiamento, problematiche di sicurezza e privacy, normativa complessa e insufficiente comunicazione/promozione.
Il quadro qualitativo conferma inoltre che la scarsità di personale tecnico rappresenta una difficoltà particolarmente rilevante nei piccoli Comuni montani.
L’indagine mostra anche che gli interventi di digitalizzazione non hanno coinvolto tutti i Comuni in maniera uniforme. A livello nazionale, il 59,6% degli intervistati afferma che tutti i Comuni della propria aggregazione territoriale, in particolare le Green Communities, sono stati coinvolti in modo omogeneo. Il 28,8%, invece, segnala un coinvolgimento non uniforme. Quasi tre Enti su dieci, quindi, rilevano una distribuzione non omogenea degli interventi.
Rimane infine una quota significativa di esigenze ancora da finanziare. Alla domanda di Uncem sulla presenza di ulteriori interventi di digitalizzazione da sostenere economicamente, il 56% degli intervistati ritiene che le necessità siano sostanzialmente coperte. Per il 42%, al contrario, restano aree della digitalizzazione che necessitano ancora di finanziamenti.
Tra gli Enti che individuano ulteriori esigenze, nel 32% dei casi queste vengono considerate in grado di produrre cambiamenti radicali nell’erogazione dei servizi. Le necessità ancora presenti, dunque, non riguardano soltanto interventi marginali o di completamento: in una parte significativa dei casi possono incidere concretamente sulle modalità attraverso cui i Comuni organizzano ed erogano i propri servizi.
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