Un Albero per il Futuro. Le scuole creano il più grande bosco diffuso italiano

Fonte foto mite.gov.it
Il progetto, iniziato nel 2020, a seguito di un accordo di programma tra la Direzione generale IPP del MiTE e i Carabinieri forestali, ha una durata di due anni ed è un’occasione non solo per avvicinare concretamente i giovani alle tematiche ambientali, ma anche per contribuire a ridurre il riscaldamento globale attraverso la messa a dimora di migliaia di piantine, futuri alberi, che costituiranno un bosco diffuso. Infatti, durante il progetto vengono distribuite gratuitamente migliaia di piante forestali autoctone che verranno piantate dagli studenti durante le attività didattiche.
L’attività progettuale è iniziata con il coinvolgimento delle scuole su tutto il territorio italiano e per facilitare l’adesione al progetto e la comunicazione con le scuole, è stato creato un indirizzo ad hoc: unalberoperilfuturo(@)carabinieri.it
La gestione delle domande è stata affidata al Reparto Carabinieri Biodiversità di Pieve Santo Stefano (AR), deputato anche alla produzione e distribuzione delle piantine forestali.
Hanno aderito all’iniziativa centinaia di Istituti scolastici di ogni parte d’Italia. Le scuole appartengono a tutti gli ordini e gradi, anche se risultano maggiori le adesioni da parte delle scuole primarie e secondarie di primo grado.
A tutti gli istituti è stata proposta una scheda di attività che prevede incontri presso la scuola e/o webinar in cui sono anche presentate le magnifiche Riserve Naturali dello Stato, vero scrigno di natura gestite dai Carabinieri della Biodiversità, approfonditi tutti i benefici ecologici delle piante e chiarite le buone pratiche che potranno garantire un futuro più verde. Sono previste anche giornate sul campo per la messa a dimora delle piante nei giardini e/o nelle aree attigue agli edifici scolastici.

Fonte foto mite.gov.it
Il Progetto Nazionale si sta rivelando un efficace contributo al percorso verso la sostenibilità, attraverso il quale gli Istituti scolastici diventano parte attiva nella scelta dell’area dove piantare gli alberelli, nel proprio plesso oppure in altre zone bisognose di essere riqualificate, attraverso la messa a dimora delle piante e la loro cura anche negli anni successivi.
Nella primavera del 2021 sono state distribuite gratuitamente fino a 60.000 piantine che si andranno ad aggiungere ai circa 12 miliardi di alberi già presenti nei nostri boschi.
Oltre ad essere dei laboratori di biodiversità, gli alberi sono anche dei formidabili assorbitori di anidride carbonica. Si calcola infatti che le foreste italiane riescano a stoccare ogni anno oltre 45 milioni di tonnellate di CO2. I boschi intanto si espandono: gli ultimi dati indicano una superficie forestale nazionale in crescita, pari a circa 11 milioni di ettari, di cui più di 9 milioni di ettari di bosco.
Ogni albero distribuito attraverso il progetto contribuirà a costituire in tutta Italia un grande BOSCO DIFFUSO, fatto di specie autoctone che cresceranno aumentando la qualità ambientale. Ogni pianta potrà essere geolocalizzata, fotografando uno speciale cartellino posto su ciascuna di esse e sarà possibile seguire a distanza l’andamento e l’espansione del nuovo bosco, apprezzando anche il progressivo risparmio di CO2.
Grazie infatti a un algoritmo realizzato dal centro Nazionale Biodiversità Forestale (CNBF) di Pieve Santo Stefano in collaborazione con il CREA, verranno confrontate le curve di accrescimento delle piante con i dati relativi allo stoccaggio di anidride carbonica e in questo modo sarà possibile verificare on-line il complessivo assorbimento di tutte le nuove piante.

Fonte foto mite.gov.it
Le specie vegetali prodotte nei Centri Nazionali di Biodiversità Forestale di Pieve Santo Stefano (AR) e Peri (VR) sono state scelte accuratamente nel rispetto delle aree geografiche e fitoclimatiche in cui dovranno essere piantate.
Vista l’emergenza sanitaria, per venire incontro a tanti studenti impegnati nella didattica a distanza, è previsto che gli studenti possano prendersi cura delle piantine anche da casa propria, per poi provvedere, appena possibile, alla loro messa a dimora.
I ragazzi e le loro famiglie potranno seguire i consigli dei Carabinieri della Biodiversità sulla cura delle singole specie in attesa di poterle poi piantare nel luogo prescelto, seguendo le informazioni contenute nel “Portale del bosco diffuso” che consente la registrazione dei partecipanti all’iniziativa, l’individuazione della posizione precisa degli alberi e la verifica dello sviluppo progressivo del bosco diffuso. Le piante infatti sono riconoscibili tramite un QR code posto sul vaso.
Il progetto intende coinvolgere attivamente studenti, scuole, famiglie e tanti cittadini in un percorso reale di consapevolezza ecologica, per migliorare la qualità ambientale di molte aree e contribuire a mitigare i cambiamenti climatici.
“UN ALBERO PER IL FUTURO” è un’occasione per conoscere i tesori naturali, accrescere la biodiversità del nostro Paese e contrastare il riscaldamento globale.
(Fonte: www.mite.gov.it )
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