Energia condivisa e sviluppo locale: la sfida sociale della CER Tigullio Energie Condivise
Nel Tigullio prende vita un nuovo modello di produzione e condivisione dell’energia: si tratta della Comunità Energetica Rinnovabile Tigullio Energie Condivise – Società Cooperativa di Consumo Impresa Sociale, iniziativa promossa dal Gruppo Territoriale del Tigullio di Confindustria Genova. Il progetto rappresenta l’attuazione concreta di una delle dieci azioni strategiche presentate il 27 maggio 2024 durante l’Assemblea pubblica “Contributi per un piano industriale del Tigullio”, tra cui figurava la creazione di comunità energetiche locali.
La CER nasce da una rete articolata di attori del territorio e vede tra i soci fondatori, oltre a Confindustria Genova e alla Diocesi di Chiavari, anche realtà imprenditoriali e del mondo cooperativo come Cooperativa Tassano, Il Sentiero di Arianna Cooperativa Sociale, COSME, CSolutions, DLS, Enaltec, Frigorgelo e Virtual. A pochi giorni dalla costituzione, hanno inoltre già formalizzato la richiesta di adesione aziende come I.M.L. Prodotti Industriali e Tecnodidattica, segnale di un interesse crescente verso il progetto.
Fin dalla sua impostazione, l’iniziativa si distingue per una forte vocazione “green & social”. La collaborazione tra imprese, enti religiosi e soggetti del terzo settore — coinvolti anche grazie al supporto di Confcooperative Liguria — ha portato alla definizione di un modello in cui è la stessa CER a realizzare gli impianti. Gli incentivi riconosciuti dal GSE nei 20 anni previsti dalla normativa, insieme ai ricavi derivanti dalla vendita dell’energia, non vengono distribuiti tra i soci ma destinati al finanziamento di iniziative a favore della comunità, al netto dei costi di realizzazione e gestione.
Questa scelta si riflette anche nella forma giuridica adottata: una cooperativa di consumo impresa sociale, soluzione innovativa che consente di coniugare sostenibilità ambientale e impatto sociale, favorendo la partecipazione attiva di soggetti diversi e rafforzando il legame con il territorio
A sottolineare il valore strategico dell’iniziativa è Giancarlo Durante, Presidente del Gruppo Territoriale del Tigullio e della CER: “La costituzione della CER rappresenta il raggiungimento di uno degli obiettivi più sfidanti che ci eravamo posti a maggio del 2024 con la presentazione del documento “Contributi per un Piano industriale del Tigullio”. Impegno sociale e sostenibilità, confermati dalla presenza della Diocesi di Chiavari tra i Soci fondatori, sono gli elementi che caratterizzano la nostra Comunità Energetica e che la rendono un modello virtuoso e replicabile su altri territori. Confidiamo nella partecipazione all’iniziativa di altre aziende e operatori del Terzo Settore al fine di ampliare la compagine societaria e, conseguentemente, aumentare le ricadute positive sulla collettività. La richiesta di adesione di alcune importanti imprese a pochi giorni dalla costituzione della CER conferma la bontà del progetto”.
Il perimetro operativo iniziale della CER comprende numerosi comuni del Tigullio, tra cui Chiavari, Lavagna, Sestri Levante e Moneglia, insieme ad altri centri del comprensorio. Sono già stati individuati diversi siti per l’installazione progressiva di impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva superiore a 1,5 MW, con una riduzione stimata delle emissioni di CO₂ pari a circa 500 tonnellate all’anno.
Dal punto di vista economico, l’iniziativa prevede ricavi complessivi per circa 7 milioni di euro nei 20 anni, derivanti sia dagli incentivi sia dalla vendita dell’energia prodotta. Di questi, circa 3 milioni saranno destinati direttamente a iniziative a beneficio della collettività locale, rafforzando ulteriormente la dimensione sociale del progetto
Il coinvolgimento della Diocesi di Chiavari contribuisce a dare una forte impronta valoriale all’iniziativa. Come evidenzia il Vescovo Giampio Devasini: “Alla luce della Lettera enciclica 'Laudato si’' e dell’Esortazione apostolica 'Laudate Deum' di Papa Francesco, la Conferenza Episcopale Italiana da alcuni anni è impegnata a promuovere la nascita di sistemi energetici più sostenibili, decentralizzati, partecipativi e capaci di dare risposte concrete alle esigenze di inclusione e alle situazioni di povertà presenti sul territorio. Ebbene, dal momento che la CER Tigullio Energie Condivise si prefigge statutariamente tali obiettivi, la Diocesi di Chiavari ha deciso di partecipare, come socio fondatore, alla costituzione della stessa. Un grazie di cuore a tutti i soggetti che hanno concorso alla nascita della predetta CER che certamente rappresenta un passo decisivo verso una transizione energetica in una prospettiva di ecologia integrale, che abbraccia la tutela dell’ambiente, la giustizia nei rapporti economici e sociali, la cura della persona umana e delle comunità”.
Anche il sistema cooperativo ha avuto un ruolo rilevante nello sviluppo del progetto. Anna Manca, Presidente di Confcooperative Liguria, sottolinea il valore dell’iniziativa: “Mai come in questo momento credo si debba accogliere positivamente ogni iniziativa volta alla promozione di impianti da fonti rinnovabili. Grande la nostra soddisfazione per questo connubio tra imprese del Tigullio, tra cui nostre associate, che hanno scelto la forma cooperativa per questa CER davvero generatrice di energia buona: quella fotovoltaica e quella sociale che genererà benessere per la comunità”.
Un contributo determinante è arrivato anche da Duferco Energia, che ha supportato il gruppo di lavoro sia sul piano tecnico sia nella definizione del business plan. Come evidenzia il Presidente Marco Castagna: “Grazie a questo progetto pensiamo di aver contribuito all’elaborazione di un modello originale di comunità energetica, un modello che mette insieme le imprese aderenti a Confindustria Genova, il mondo religioso e gli enti del terzo settore per massimizzare nel lungo termine i ritorni economici da destinare a progetti sociali a favore del territorio. Come Duferco Energia intendiamo supportare nel tempo l’attività della CER, garantendo il ritiro dell’energia prodotta dai suoi impianti”.
Alla realizzazione dell’iniziativa hanno contribuito anche Ausind, Confcooperative Liguria ed EpC Energie per la Comunità, a conferma di come la collaborazione tra soggetti diversi possa generare modelli energetici innovativi, sostenibili e capaci di produrre valore condiviso per il territorio.
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