Bonus e agevolazioni dimenticati: il potenziale della Welfare Integration
Nel panorama economico attuale, caratterizzato da una crescita salariale in Italia ferma al 2,7% (contro una media europea del 5,2%) [1] e da un'inflazione che morde il potere d'acquisto, le imprese cercano nuove strade per sostenere i propri dipendenti. Mentre il welfare aziendale tradizionale mette a disposizione mediamente 1.000 euro pro capite [2], esiste un giacimento di risorse spesso ignorato: l'accesso ai bonus, ai contributi e alle agevolazioni del welfare pubblico.
Da questa consapevolezza nasce il concetto di "Welfare Integration": un modello che punta a integrare misure pubbliche e private per ampliare il sostegno economico alle persone senza gravare ulteriormente sui budget delle imprese. È la visione sviluppata da BONOOS Srl, Società Benefit e primo operatore HR-Tech italiano specializzato in questo ambito, che identifica proprio nell'accesso ai cosiddetti Public Benefit il principale elemento spesso ancora assente nei tradizionali programmi di welfare.
Il valore medio delle misure pubbliche potenzialmente accessibili da un lavoratore può raggiungere circa 1.200 euro all'anno, superando in molti casi il valore medio dei crediti welfare erogati dalle aziende. Una risorsa significativa che, se opportunamente valorizzata, potrebbe contribuire a rafforzare il benessere economico delle famiglie e l'efficacia complessiva delle politiche di welfare.
Abbiamo approfondito il tema con Giovanni Scansani, co-fondatore di BONOOS Srl.
Che cos'è la Welfare Integration
Innanzitutto, cosa si intende per "Welfare Integration"? E perché in BONOOS sostenete che i piani di welfare tradizionali hanno sempre un «vuoto» al centro?
Giovanni Scansani: “Negli ultimi dieci anni il welfare aziendale è cresciuto significativamente, grazie all’evoluzione normativa e alla contrattazione collettiva. Tuttavia, i piani tradizionali, basati soprattutto su Fringe Benefit e Flexible Benefit, trascurano spesso un elemento essenziale: servizi di informazione e accompagnamento che aiutino i lavoratori ad accedere alle numerose misure di welfare pubblico disponibili, come bonus, contributi e agevolazioni. In BONOOS definiamo questo approccio "Welfare Integration", ovvero l’integrazione tra welfare aziendale e welfare pubblico. È proprio l’assenza di questo collegamento il «vuoto» che individuiamo al centro dei piani di welfare tradizionali. Colmarlo significa aumentare il valore economico complessivo a disposizione delle persone e migliorare la capacità di risposta ai loro bisogni e a quelli delle loro famiglie.”
Il tema è particolarmente rilevante perché l'effetto di sostegno al reddito derivante dall'integrazione dei Public Benefit non richiede alcun incremento del budget aziendale. Le risorse provengono infatti da strumenti già finanziati dal sistema pubblico, ma che spesso restano inutilizzati per mancanza di informazioni o per difficoltà burocratiche. Il fenomeno del "non-take-up" (welfare non riscosso) raggiunge punte del 70%.
Il costo nascosto della burocrazia
A questo proposito, quali sono le barriere burocratiche che BONOOS aiuta a superare per consentire ai lavoratori di ottenere mediamente oltre 1.200 euro l'anno?
Giovanni Scansani: "Il principale ostacolo è la scarsa conoscenza delle opportunità disponibili. A questo si aggiungono la frammentazione delle informazioni e procedure burocratiche spesso complesse. Inoltre, proprio i lavoratori sono spesso vittime di un pregiudizio autoescludente: chi dispone di un reddito di lavoro spesso ritiene, a torto, di non possedere i requisiti per accedere alle numerose misure disponibili.”
Per affrontare questo problema BONOOS ha sviluppato una piattaforma digitale che, attraverso la profilazione del beneficiario e tenendo conto della sua residenza, individua le misure potenzialmente accessibili e offre supporto nella raccolta della documentazione e nella presentazione delle domande.
Precisa, infatti, Scansani, “Ogni misura è stata riclassificata in base alla territorialità del soggetto erogatore, ai bisogni cui essa offre risposta ed è stata categorizzata per ambito di intervento, seguendo la stessa tassonomia che si può trovare anche nelle piattaforme di welfare aziendale: la famiglia, lo studio dei figli, la casa, la mobilità, la salute, la non-autosufficienza. Ovviamente questo non basta, perché in tal modo si è risolto solo uno dei problemi: la mancata conoscenza delle opportunità esistenti.”
Per questo, oltre a fornire un'informazione completa sulle misure disponibili, BONOOS semplifica gli adempimenti burocratici necessari per ottenerle. Per ogni misura è possibile attivare un servizio di assistenza dedicato alla finalizzazione della richiesta e gestire online la predisposizione della documentazione necessaria. Tutti i documenti possono essere richiesti gratuitamente, favorendo così l'accesso alle opportunità da parte dei lavoratori e dei loro familiari. Secondo una survey realizzata su un campione di oltre 30 mila lavoratori registrati, il beneficio economico medio ottenibile supera i 1.200 euro annui, con casi che possono arrivare a superare i 5.000 euro.
Un welfare più efficiente, senza aumentare il budget
Disporre di questo importo medio consente una gestione più efficiente delle risorse, poiché il lavoratore può contare sia sul Credito Welfare aziendale sia sui Public Benefit ottenuti. In questo modo evita sprechi e duplicazioni, scegliendo di utilizzare la soluzione più conveniente oppure integrando entrambe quando necessario , per rispondere in modo ancora più efficace ai propri bisogni. La piattaforma include inoltre una puntuale informazione sulle prestazioni offerte da enti bilaterali e fondi sanitari, anch'esse spesso poco conosciute nonostante siano già finanziate da imprese e lavoratori che versano i relativi contributi.
Dalla vostra ricerca IPSOS-DOXA emerge un forte gap informativo: gli HR Manager mappano circa 200 bonus, ma BONOOS ne ha censiti oltre 1.000. In quali ambiti si nascondono queste opportunità "invisibili"?
Giovanni Scansani: "Molti HR Manager hanno una percezione solo parziale dell'ampiezza e delle potenzialità del welfare pubblico. Ad oggi abbiamo censito oltre 1.000 misure tra bonus, contributi e agevolazioni fiscali, grazie a sistemi tecnologici basati su AI che monitorano e aggiornano costantemente le informazioni disponibili."
Le opportunità riguardano praticamente tutti gli ambiti del welfare: famiglia, istruzione, salute, mobilità, casa, cultura e persino turismo. Una sovrapposizione che evidenzia come welfare pubblico e welfare aziendale possano lavorare in modo complementare per rispondere ai bisogni delle persone.

Perché i Public Benefit interessano sempre di più le imprese
Secondo l'indagine IPSOS-DOXA, solo 4 HR Manager su 10 sanno che i Public Benefit possono superare i 1.000 euro pro capite senza gravare sul budget aziendale. Perché questo dato è una vera "rivelazione" per le imprese?
Giovanni Scansani: “Le Direzioni HR operano spesso con budget limitati e reperire risorse aggiuntive per rafforzare i piani di welfare non è semplice. Anche la conversione dei premi di risultato in servizi di welfare resta poco diffusa e presenta un limite: essendo legata alla retribuzione variabile, non garantisce la continuità delle tutele su cui i lavoratori dovrebbero poter contare. Inoltre, la maggior parte dei dipendenti preferisce ricevere il premio in denaro. In un Paese come l'Italia, caratterizzato da livelli salariali tra i più bassi d'Europa, valorizzare i Public Benefit significa offrire un sostegno concreto ai redditi senza incidere sul budget aziendale.”
Oltre al vantaggio economico, le imprese possono svolgere un ruolo attivo nell'informare i dipendenti sui diritti e sulle opportunità disponibili.
“Attraverso i Public Benefit le aziende possono svolgere un importante ruolo sociale, aiutando i dipendenti a conoscere e ad accedere ai diritti di cui possono beneficiare come cittadini: una funzione sociale importante che le imprese non dovrebbero trascurare”, precisa Scansani.
L'impatto può essere realmente significativo: secondo BONOOS, infatti, in un'azienda con 500 dipendenti, se anche solo il 20% accedesse alle misure monetarie disponibili, si genererebbero in media 120.000 euro l'anno di sostegno ai redditi, senza alcun investimento diretto ed aggiuntivo per l'impresa.
Un mercato in crescita
Avete già raggiunto oltre 100.000 lavoratori e 230 aziende clienti. Come sta reagendo il mercato e quanto è importante per i grandi Provider di welfare integrare la vostra soluzione?
Giovanni Scansani: “La risposta del mercato è stata molto positiva. Fin dalla nascita di Bonoos, finanziando la crescita esclusivamente con le risorse generate dall'attività, abbiamo raddoppiato il fatturato nel 2025, triplicato il numero di clienti e continuato a rafforzare il team. Anche il 2026 è iniziato con prospettive incoraggianti, con un primo trimestre in crescita del 41%. A conferma del valore della soluzione sono arrivati anche importanti riconoscimenti nel settore HR-Tech.”
La crescita dell'azienda conferma l'interesse verso il tema dell'integrazione tra welfare pubblico e privato. ”Sul mercato B2B abbiamo acquisito clienti sia tra le grandi aziende, già dotate di programmi di welfare evoluti, sia tra imprese di medie dimensioni, che vedono nei Public Benefit un punto di partenza per sviluppare nel tempo politiche di welfare più strutturate”, prosegue Scansani.
Oltre ai bonus e alle agevolazioni, la piattaforma offre servizi di Life-Admin, come assistenza fiscale, consulenza previdenziale e legale, counseling familiare ed educazione finanziaria, tutti fruibili gratuitamente dai lavoratori e sempre più richiesti nell'ambito delle iniziative dedicate al benessere finanziario e alla conciliazione vita-lavoro.
Con oltre 100.000 profili registrati, il livello di soddisfazione dichiarato dai beneficiari si attesta intorno al 90%, un indicatore che ha favorito il rinnovo dei contratti e l'espansione del modello, confermandone la solidità e l'efficacia.
Tecnologia e sostenibilità sociale
La missione dell'azienda si inserisce in un tema sempre più centrale per le imprese: la sostenibilità sociale. Facilitare l'accesso ai diritti esistenti significa infatti contribuire a una maggiore inclusione, ridurre le disuguaglianze informative e rafforzare il ruolo del welfare come strumento di coesione.
BONOOS è una Società Benefit. In che modo la vostra tecnologia contribuisce agli obiettivi di sostenibilità e all'inclusione sociale della classe media?
Giovanni Scansani: “La nostra missione è utilizzare la tecnologia per rendere il welfare pubblico più accessibile, contribuendo a una maggiore sostenibilità sociale. Attraverso la conoscenza e la semplificazione dell'accesso a bonus e agevolazioni, aiutiamo lavoratori e famiglie ad aumentare il proprio reddito, favorendo al tempo stesso una più efficace attuazione delle politiche pubbliche. Per questo abbiamo definito specifiche finalità di beneficio comune, che misuriamo e rendicontiamo ogni anno. I risultati generati per le aziende clienti sono inoltre integrabili nei loro bilanci di sostenibilità, contribuendo agli obiettivi ESG e agli SDGs.”
Oltre il welfare aziendale
L'idea alla base di BONOOS parte da una constatazione semplice: una parte consistente del welfare esiste già, ma spesso non viene utilizzata. Dunque, all'interno di un mercato del lavoro che chiede alle aziende di assumere un ruolo sempre più attivo nel benessere delle persone, la vera innovazione potrebbe non essere l'introduzione di nuovi benefit, bensì la capacità di valorizzare quelli che già esistono.
La sfida, secondo BONOOS, non è tanto creare nuove misure quanto rendere accessibili quelle già disponibili. Un obiettivo che passa attraverso informazione, semplificazione burocratica e tecnologia, trasformando risorse spesso invisibili in una concreta opportunità per lavoratori, aziende e per l'intero sistema sociale.
Fonti:
1 Eurostat, “Annual full-time adjusted salary in EU”
2 Edenred, “Osservatorio Welfare Aziendale 2025”
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