Microbi Chef: la ricerca che studia come “mettere il tumore a dieta”
Il team di Microbi Chef . Fonte Università Bicocca

Microbi Chef: la ricerca che studia come “mettere il tumore a dieta”

Capire di quali nutrienti si alimenta un tumore per individuare nuove prospettive di ricerca. È da questa idea che nasce Microbi Chef, il progetto dell'Università di Milano-Bicocca selezionato nell'ambito di BiUniCrowd, il programma che sostiene la ricerca attraverso campagne di crowdfunding con il coinvolgimento di cittadini, imprese e istituzioni.

Lo studio si concentra sul tumore del colon, tra le forme tumorali più diffuse. L'obiettivo è comprendere se esista una relazione tra il microbiota intestinale e i nutrienti che le cellule tumorali utilizzano per crescere, aprendo la strada a future strategie terapeutiche sempre più personalizzate.

A guidare il progetto è il Laboratorio di Bioinformatica e Computational Systems Biology dell'Università di Milano-Bicocca, coordinato dalla professoressa Chiara Damiani, che negli ultimi anni ha sviluppato strumenti informatici capaci di identificare le preferenze metaboliche dei tumori dei singoli pazienti.

"Non esiste un solo tumore al colon. Le varie tipologie - spiega Chiara Damiani, team leader del progetto - si evolvono in modo diverso da paziente a paziente. Ogni persona ha un patrimonio genetico unico, un proprio stile di vita e un ambiente biologico differente. Nel nostro intestino vivono miliardi di microrganismi che trasformano ciò che mangiamo: chef esclusivi che formano una squadra, diversa per ogni paziente, con una ricetta personalizzata".


Il ruolo del microbiota nella crescita del tumore

Ogni tumore utilizza specifici nutrienti per sostenere la propria crescita. Alcuni sfruttano prevalentemente gli zuccheri, altri i grassi o differenti metaboliti prodotti dall'organismo. Comprendere quali siano queste preferenze rappresenta un passaggio fondamentale per sviluppare nuovi approcci alla ricerca oncologica.

Il progetto Microbi Chef vuole approfondire il possibile legame tra microbiota intestinale e metabolismo del tumore del colon. Per farlo sarà necessario analizzare l'RNA di 20 campioni tumorali già associati a pazienti di cui è nota la composizione del microbiota.

"Dobbiamo caratterizzare in maniera più approfondita campioni tumorali di cui conosciamo già la composizione della flora intestinale del paziente", sottolinea la professoressa Damiani. "Analizzare l'RNA di 20 tumori al colon ci permetterà di osservare se esiste una relazione tra microbiota e dieta del tumore. Faremo il primo passo di un percorso più articolato, gettando le basi delle prossime ricerche".


La campagna di crowdfunding per sostenere la ricerca

Per realizzare questa fase dello studio è stata avviata una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Ideaginger.it, nell'ambito del programma BiUniCrowd.

L'obiettivo è raccogliere 8mila euro, risorse che consentiranno di effettuare le analisi molecolari sui 20 campioni di tumore del colon.

Anche in questo caso il modello di BiUniCrowd prevede il cofinanziamento: al raggiungimento di 4mila euro, l'Università di Milano-Bicocca raddoppierà le donazioni raccolte, permettendo di raggiungere il budget necessario per il progetto.

Se la campagna dovesse superare l'obiettivo iniziale, il team potrà ampliare il numero di campioni analizzati, aumentando la capacità di individuare correlazioni più complesse tra microbiota e metabolismo tumorale.

 

 

L'ambizione del progetto va oltre questa prima fase di ricerca.

"I risultati ottenuti grazie alla campagna di crowdfunding - conclude Chiara Damiani - potranno essere utili a ulteriori progetti per capire se è possibile mettere davvero il tumore a dieta. Se adeguatamente dimostrata, la relazione tra dieta del tumore e composizione del microbiota potrebbe aprire la strada a ricerche finalizzate a intervenire sul 'team degli chef', verso strategie mirate di modulazione del microbiota come possibile coadiuvante terapeutico".


Un team multidisciplinare

Microbi Chef riunisce competenze di bioinformatica, modellazione matematica, intelligenza artificiale e biologia sperimentale.

Oltre alla professoressa Chiara Damiani, il team comprende Federica Facciotti, responsabile del Laboratorio di Immunologia Mucosale dell'Università di Milano-Bicocca ed esperta nelle interazioni tra microbiota e tumore; Bruno Giovanni Galuzzi, ricercatore del CNR-IBSBC che segue i modelli predittivi e gli strumenti di intelligenza artificiale; Francesco Lapi, dottorando impegnato nello sviluppo software e nella gestione dell'infrastruttura dati; Giulia Toniutti, responsabile della comunicazione scientifica; Alberto Mazzari, che ha curato l'identità visiva della campagna, ed Emanuele Guanella, laureando magistrale che sviluppa la propria tesi di ricerca all'interno del progetto.

Chi sceglierà di sostenere la campagna riceverà diverse ricompense, dall'ingresso nella community dedicata con webinar e aggiornamenti scientifici, fino all'incontro con i ricercatori e alla visita dei laboratori. Tra le iniziative più originali c'è anche la possibilità di ispirare la creazione di un "microbo chef", il personaggio grafico che accompagnerà il progetto.

 

Qui la campagna

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