VisionAlps: Le Alpi come luogo ideale per startup innovative e smart workers

VisionAlps
Trasformare le Alpi dell’Alto Adige/Südtirol nella meta ideale per il mondo degli smart workers e per l’intera galassia del nomadismo digitale e delle startup innovative.
Più un territorio investe sull’innovazione, la digitalizzazione e la tecnologia - in un equilibrio armonioso che pone al centro la sostenibilità, i servizi alla persona e le infrastrutture - più diventa attrattivo verso i tanti player che, dopo la pandemia, hanno riorganizzato i modelli di impresa e l’organizzazione del lavoro. Un’enorme opportunità resa possibile dallo stanziamento di ingenti risorse del PNRR, che permetteranno alle amministrazioni pubbliche di programmare investimenti mirati, con il supporto di aziende e privati. Comprendere come intercettare queste risorse e come investirle è fondamentale per una reale ripartenza, anche a fronte dei problemi derivanti dalla guerra alle porte dell’Europa.
In questo scenario, il 3 novembre, presso il centro di ricerca Eurac di Bolzano, si svolgerà la presentazione del progetto VisionAlps, ideato dalla società milanese Innovabilify con una giornata intera di incontri, confronti e tavole rotonde fra soggetti business-to-business sul tema dei processi e degli strumenti per accelerare la trasformazione digitale dell’ecosistema alpino
Nell città di Bolzano come in tutto l’Alto Adige/Südtirol, tanto si è fatto per rendere attrattivo il territorio alle grandi aziende che operano da leader nei mercati internazionali. L’attenzione si è poi spostata verso progetti di incubatori di impresa, con un coinvolgimento attivo di centri di ricerca e di università e con una forte accelerazione, prima e dopo la pandemia, a favore delle startup innovative.
La tessera finale, a completare il mosaico, potrebbe essere l’attenzione rivolta alla nuova dimensione del lavoro – smart working - lontana dallo spazio fisico tradizionale, con l’orologio che scandisce i secondi a conclusione della giornata lavorativa. In questo disegno, un ruolo attivo non lo giocherebbero solo i centri urbani del fondovalle, su tutti Bolzano, ma anche le comunità montane che su tutto l’arco alpino sono soggette a fenomeni di spopolamento.
Secondo uno studio dell'Associazione italiana “Nomadi digitali”, questa trasformazione interessa maggiormente le donne, mentre l'età di riferimento va dai 25 ai 44 anni (67%). Cade uno stereotipo: non stiamo parlando solo di freelance. Il “nuovo” nomade digitale è un dipendente o collaboratore (52%), è impiegato nei settori del marketing e comunicazione (27%) e presenta in media un alto livello di istruzione (il 42% ha una laurea e il 31% un master o un dottorato). Non è single (il 44% preferisce la presenza del partner) e nella sua scelta porta con sé la famiglia.
Da qui la necessità per il territorio di investire nei servizi per i bambini ma anche per gli anziani, in fasce temporali flessibili determinate dalla durata del soggiorno di lavoro

Gianluigi Ferri, creatore di VisionAlps
“L’incontro di Bolzano – specifica Gianluigi Ferri, creatore di VisionAlps – renderà possibile un confronto sulla visione del futuro e un networking reale e costruttivo sulle trasformazioni che sempre più velocemente andranno a caratterizzare lo sviluppo economico. È importante, infatti, farsi trovare pronti ed organizzati per accompagnare e guidare questa fase di cambiamento”.
VisionAlps è stato presentato in anteprima a Sondrio e, oltre all’appuntamento di Bolzano, farà tappa ad Aosta e Cortina, creando di fatto un’asse lungo l’arco alpino. Tutti gli appuntamenti saranno fra loro collegati e complementari, per creare una unica “agenda virtuale” alpina con temi diversificati e saranno visibili online in streaming
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