‘Honeyland - Il Regno delle Api’. Dagli Oscar alle sale italiane, un'opera per riflettere sul delicato equilibrio tra Uomo e Natura

 

honeyland

 

Hatidze vive con l’anziana madre in un villaggio remoto e abbandonato, privo di strade, elettricità e acqua corrente. Hatidze è l’ultima donna di una generazione di apicoltori. Hatidze sembra uscita da una fiaba: si arrampica per le montagne, lungo sentieri a picco su alti strapiombi, per estrarre il miele dai favi selvatici. E qui canta alle api, e il suo modo di fare è così naturale che i suoi movimenti sembrano quasi una danza. Il poco miele che ricava lo rivenderà al mercato di Skopje, dopo quattro lunghe ore di cammino.


Un giorno la pacifica esistenza di Hatidze viene sconvolta dall’arrivo di Hussein e della sua chiassosa e numerosa famiglia nomade. La donna accetta ottimisticamente l’idea di avere dei vicini di casa, concedendo così una tregua al suo isolamento e alla sua solitudine, offrendo in cambio ai nuovi arrivati il suo affetto e i suoi consigli sull’apicoltura. Ma non ci vorrà molto prima che Hussein - sette giovani bocche da sfamare e nessun pascolo per il suo bestiame - fiuti l’opportunità e sviluppi interesse per la vendita del proprio miele, in una sfrenata caccia al profitto che diverrà causa di una rottura nell’ordine naturale, mettendo in grave pericolo la vita delle api e provocando un conflitto insanabile con Hatidze.

 

 

Opera di debutto dei documentaristi Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov e frutto di tre anni di lavoro nel nord della Macedonia, che hanno visto nascere un'intima e profonda collaborazione tra la piccola troupe e la protagonista, “Honeyland” è stato girato unicamente in condizioni di luce naturale e a lume di candela e lampade a petrolio, per dar vita ad un ritratto affascinante di solitudine e sopravvivenza, dedizione e resistenza. Esplorazione feroce e tenera al tempo stesso del delicato equilibrio tra Uomo e Natura, l'opera ci regala uno sguardo su un modo di vivere che sta rapidamente scomparendo, alla scoperta della straordinaria storia di una delle ultime guardiane di api in Europa.

 

Pensato per il grande schermo, il lungometraggio è visivamente ambizioso e guidato da una narrazione inaspettatamente drammatica e da un sorprendente senso dell’umorismo.

 

honeyland bis

 

Nell'ottobre del 2010 la Conferenza internazionale delle Parti della CBD (Convenzione sulla Biodiversità Biologica) ha stabilito un sistema di regole per accedere alle risorse genetiche e ripartire in modo equo e giusto i benefici derivanti dalla loro utilizzazione: nasce così il protocollo di Nagoya.


La diversità genetica degli organismi è il prerequisito fondamentale per l'adattamento ai cambiamenti ambientali, contribuendo così alla ricchezza delle risorse. Molteplici sono le condizioni in grado di creare o di eliminare tale variabilità. Quando la perdita è troppo rapida - per cause naturali o, come sempre più spesso avviene, per cause antropiche - il livello di diversità genetica può diventare troppo basso: individui geneticamente molto simili tra loro comportano conseguenze negative, sia a breve che a lungo termine, per la specie stessa.
La "crisi del miele" narrata attraverso quest'opera ci mette di fronte al rischio che comporta ignorare questi equilibri e sconvolgere il rispetto della biodiversità. La storia di Hatidze è lo specchio dentro cui guardare per riflettere su quanto Natura e Umanità siano strettamente intrecciate.

 

Siamo davvero disposti a perdere questa fondamentale connessione?

 

honeyland tris

 

Vincitore al Sundance Film Festival 2019 nelle categorie: World Cinema Grand Jury Prize- Documentary; World Cinema Documentary Special Jury Award For Cinematography; World Cinema Documentary Special Jury Award For Impact For Change.

 

Candidato agli Oscar 2020 come Miglior Documentario e Miglior Film Internazionale ed inserito nella cinquina dei finalisti nelle rispettive categorie.

 

Dopo alcune anteprime estive a Torino, Trento, Firenze e Treviso, da giovedì 8 ottobre Honeyland sarà proiettato su tutto il territorio nazionale a cominciare da Milano (Cinema Beltrade e Anteo), Firenze (Cinema Spazio Uno), Roma (Cinema Farnese) e Treviso (Cinema Edera), proseguendo con Torino (Ambrosio) a partire dal 15 ottobre e, successivamente, nel resto d'Italia.
Inoltre, sempre nella giornata di giovedì 8 ottobre, Honeyland sarà l’opera di apertura del Balkan Film Festival, che si terrà alla Casa del Cinema a Roma.

 

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