ASviS, Italia in ritardo sull’Agenda 2030: il 58% dei target non è raggiungibile
La presentazione del Rapporto ASviS 2026 - Fonte ASviS

ASviS, Italia in ritardo sull’Agenda 2030: il 58% dei target non è raggiungibile

Un programma serrato di interventi e riforme da realizzare subito e nel corso della prossima legislatura, per affrontare le emergenze del Paese, cogliere le opportunità e costruire un’Italia più equa, resiliente e sostenibile sotto ogni punto di vista. È quanto propone l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) nel suo undicesimo Rapporto, dal titolo “Agenda per la prossima legislatura. E non solo”, presentato oggi a Roma nell'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati.

Il Rapporto restituisce l’immagine di un’Italia ancora molto lontana dall’attuazione dell’Agenda 2030. Nel 2025, l’indice che sintetizza la performance del Paese rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile è rimasto sostanzialmente fermo e ben sei Obiettivi hanno registrato un peggioramento rispetto all’anno precedente. Inoltre, il 58% dei 38 target quantitativi fissati per il 2030 non appare raggiungibile: una percentuale invariata rispetto allo scorso anno, nonostante gli effetti positivi del PNRR.

Per la prima volta vengono presentati anche i risultati dell’analisi di 45 Target qualitativi. Da questa valutazione emerge che, in oltre la metà dei casi, soprattutto negli ambiti ambientale e sociale, le norme e le politiche esistono già, ma la loro attuazione risulta decisamente insufficiente.

“A livello globale stiamo assistendo ad una vera e propria ‘regressione insostenibile’, che incide sulle condizioni di vita delle persone e del Pianeta, e genera continue crisi – sottolinea Enrico Giovannini, Direttore scientifico dell'ASviS – ma si moltiplicano i segnali negativi anche in Europa e in Italia. L’Alleanza propone profonde modifiche al modo di disegnare le politiche pubbliche nel nostro Paese, superando l’approccio emergenziale che oggi le caratterizza, e offre alle forze politiche un vero e proprio programma di legislatura elaborato dai suoi oltre 300 aderenti, con interventi precisi per le dimensioni economiche, sociali, ambientali e istituzionali”.

Dietro i numeri presentati nel Rapporto ci sono le condizioni di vita delle persone e, soprattutto, delle giovani generazioni. In Italia, 1,1 milioni di minori vivono in famiglie in condizione di povertà assoluta. Solo il 31,1% dei giovani tra i 25 e i 34 anni è laureato, a fronte dell’obiettivo del 45% entro il 2030. Inoltre, alla riduzione della dispersione scolastica si accompagna un peggioramento delle competenze degli studenti.

Sul fronte della salute mentale, circa il 16% degli adolescenti e delle adolescenti e quasi un giovane su cinque nella fascia 18-34 anni presenta disagi psicologici. A questi dati si aggiunge quello degli oltre 600mila minori seguiti dai Dipartimenti di Salute Mentale.


Il percorso dell’Italia rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile

Il confronto con il 2010 evidenzia diversi peggioramenti e progressi complessivamente modesti. L’Italia si trova oggi in condizioni peggiori rispetto a 15 anni fa per cinque Obiettivi: sconfiggere la povertà, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, ridurre le disuguaglianze, vita sulla terra, pace, giustizia e istituzioni solide.

La situazione risulta sostanzialmente invariata per altri cinque Obiettivi: sconfiggere la fame, salute e benessere, imprese, innovazione e infrastrutture, città e comunità sostenibili, partnership per gli obiettivi.

Miglioramenti limitati si registrano in cinque casi: istruzione di qualità, parità di genere, energia pulita e accessibile, lavoro dignitoso e crescita economica, lotta contro il cambiamento climatico, imprese e innovazione. Progressi più consistenti si rilevano soltanto per l’economia circolare e la vita sott’acqua.

“Il mondo di oggi è molto diverso da quello che ci eravamo impegnati a costruire con l'Agenda 2030 – dichiara Marcella Mallen, Presidente dell'ASviS – ogni ulteriore rinvio aumenta i costi sociali, economici e ambientali, soprattutto per i più deboli. Prendere atto di questi risultati deve spingerci a rafforzare l'impegno, non ad abbandonarlo”.

 

L’ASviS propone un’agenda di interventi da attuare subito e nel corso della prossima legislatura, con particolare attenzione al contrasto alla povertà e alle disuguaglianze, alla competitività del sistema produttivo, alla transizione ecologica e digitale, alla salute, all’istruzione e al lavoro

 

Tra le proposte di sistema figura l’adozione della Strategia nazionale di sviluppo sostenibile, attualmente in fase di revisione da parte del Governo, come quadro di coordinamento di tutte le politiche settoriali, sotto la responsabilità della Presidenza del Consiglio.

L’Alleanza propone inoltre la costruzione di una governance anticipante, come l’Italia si è impegnata a fare sottoscrivendo nel 2024 il Patto sul Futuro dell’Onu. L’obiettivo è rendere il Paese capace di affrontare i rischi, ma anche di cogliere le opportunità future.

Un’altra proposta riguarda il riconoscimento dell’equità intergenerazionale come principio guida di tutte le politiche, in coerenza con la modifica costituzionale del 2022 e con l’introduzione della Valutazione d’impatto generazionale (Vig) e di genere (Vige) delle nuove norme, prevista dalla legge n.167/2025, da attuare il prima possibile.

“Un cambiamento profondo del nostro modello di sviluppo è possibile e necessario – dichiara Pierluigi Stefanini, Presidente dell'ASviS –. Le proposte dell'Alleanza riguardano azioni concrete da porre in essere subito e guardano oltre il 2030: si fondano sui principi della nostra Costituzione e sui valori europei. Vogliamo contribuire a dare risposte concrete alla domanda di futuro che arriva dalle giovani generazioni”.


Un quadro preoccupante anche in Europa e nel mondo

I ritardi dell’Italia si inseriscono in un contesto europeo e mondiale altrettanto preoccupante. Nell’Unione europea, la quota dei traguardi quantitativi raggiungibili entro il 2030 è scesa dal 53% al 47%. Nell’ultimo anno, sette Obiettivi hanno registrato un peggioramento: povertà, salute, istruzione, disuguaglianze, vita sott’acqua, giustizia e istituzioni solide e partnership. Soltanto per un Obiettivo, sconfiggere la fame, si registra un miglioramento.

A livello mondiale, soltanto il 15% dei Target dell’Agenda 2030 è sulla buona strada per essere raggiunto. Il 21% registra progressi moderati, il 32% avanzamenti marginali, mentre il 17% è in stagnazione e il 15% in regressione.

Conflitti, crisi climatica e ambientale, tensioni geopolitiche e indebolimento della cooperazione e della diplomazia rappresentano ostacoli al percorso verso lo sviluppo sostenibile. Nel 2025 gli aiuti allo sviluppo sono diminuiti del 23,1%, mentre la spesa militare mondiale ha raggiunto la cifra record di 2.900 miliardi di dollari, pari al 2,5% del Pil globale.

Anche l’impatto economico della violenza nel mondo restituisce la dimensione di queste criticità: nel 2025 è stato quantificato in circa 21.800 miliardi di dollari, una cifra pari a circa cinque volte il fabbisogno annuale di finanziamento necessario per raggiungere gli SDGs nei Paesi in via di sviluppo.

 

Il rapporto completo 2026

Pagina ufficiale

Resta connesso con l'innovazione sociale

Se questo contenuto ti è stato utile, iscriviti alla nostra newsletter settimanale: ogni lunedì, bandi, opportunità e progetti direttamente nella tua casella.

📧 Iscriviti alla newsletter
💼 Seguici su LinkedIn e Facebook
📱 Unisciti al canale Telegram


Tutti i contenuti di Innovazione Sociale sono accessibili gratuitamente. Chi collabora con noi sostiene un modello che dedica spazio a nuove realtà, mantiene rubriche come Bandi e finanziamenti e IMPATTI libere per tutti, e garantisce accesso universale all'informazione di qualità.

Dicono di noi...