Fragile ma unita. La Toscana e la forza del volontariato
Foto di Federico Barattini. Fonte Cesvot

Fragile ma unita. La Toscana e la forza del volontariato

Il 47,6% dei cittadini toscani dichiara di preoccuparsi spesso o continuamente per il futuro, mentre il 44% convive con livelli elevati di stress e ansia. Sono alcuni dei dati principali emersi dall’indagine “Una Regione sotto pressione. Cittadini, volontariato e vita sociale in Toscana”, realizzata da Cesvot e curata da Sociometrica.

Il quadro economico appare critico: il 39,5% della popolazione ritiene il proprio reddito insufficiente e circa 220.000 persone si trovano in una condizione di emergenza economica. Parallelamente, il 96,5% percepisce un aumento della conflittualità sociale, alimentata da disuguaglianze, differenze generazionali e tensioni legate al contesto digitale.

A peggiorare la situazione contribuisce un diffuso silenzio sulle difficoltà personali: il 45,3% dei toscani conosce qualcuno che soffre senza chiedere aiuto. Tra le principali barriere emergono la vergogna (54,7%) e la mancanza di punti di riferimento (35,4%). In questo contesto di fragilità, il volontariato si conferma un elemento centrale di supporto.

"L'indagine ci restituisce l'immagine di una Toscana sotto forte pressione economica ed emotiva, dove l'incertezza per il futuro pesa quotidianamente soprattutto sui giovani e sui redditi più fragili. Tuttavia, di fronte a questa crescente frammentazione sociale e all'isolamento, la rete della solidarietà regge. Il volontariato si conferma così non solo un presidio indispensabile di assistenza materiale, ma il collante umano fondamentale per ricostruire i legami e la speranza della nostra comunità" spiega Antonio Preiti, curatore della ricerca.

"Questi dati ci raccontano una società che non è in crisi ma che vive sotto una pressione crescente", commenta Luigi Paccosi, presidente di Cesvot. "In questo scenario la vera sfida è la tenuta sociale delle nostre comunità. Il volontariato rappresenta uno degli anticorpi più importanti perché crea relazioni, fiducia e prossimità tra le persone. Per evitare che qualcuno resti indietro dobbiamo rafforzare proprio questi legami di comunità, intercettare il bisogno prima che diventi emergenza e costruire reti di solidarietà capaci di accompagnare le persone nelle fasi più fragili della vita. È in questa capacità collettiva di prendersi cura gli uni degli altri che si misura la qualità e la bellezza di una società".

 

 

Il ruolo del volontariato: riconosciuto e indispensabile

Il 79,3% dei cittadini considera i volontari figure fondamentali per il bene comune. Ancora più significativo è che il 55,3% ritiene il terzo settore insostituibile nello svolgimento di alcune funzioni sociali.

Per il 29,8% della popolazione il volontariato rappresenta un aiuto concreto, mentre per il 25,5% garantisce servizi essenziali che le istituzioni non riescono a coprire completamente. Tra le persone con minori risorse, questa percezione cresce ulteriormente: il 39,5% considera il volontariato un supporto imprescindibile.

Si osserva inoltre una trasformazione nella percezione dei volontari: il livello di stima, pur rimanendo elevato, passa dall’84,4% del 2025 al 79,3%. Questo dato non indica una perdita di fiducia, ma piuttosto una normalizzazione della figura del volontario, sempre più vista come scelta civica diffusa e non come gesto eccezionale.

 

Nuove forme di partecipazione: il cambiamento generazionale

Il rapporto evidenzia un’evoluzione significativa nelle modalità di partecipazione. Gli over 50 restano il pilastro delle organizzazioni strutturate, con il 15,1% attivamente coinvolto.

Al contrario, i giovani della Gen Z mostrano una minore adesione formale (solo il 3,5% è iscritto a un’associazione), ma risultano i più attivi nelle forme di volontariato informale: il 26,3% si impegna autonomamente, senza vincoli organizzativi. Si tratta del valore più alto tra tutte le fasce d’età.

Questa trasformazione rappresenta al tempo stesso una sfida e un’opportunità. Il terzo settore dispone di un grande potenziale giovanile, ma deve adattarsi con modelli più flessibili e meno burocratici per intercettarlo.

 

Giovani e bisogni emergenti

I giovani risultano tra i più esposti alle pressioni sociali: il 21,1% degli under 30 vive una preoccupazione costante per il futuro, una quota cinque volte superiore rispetto agli over 65.

Le principali criticità riguardano la precarietà lavorativa (42,3%), i bassi salari (47,8%) e le difficoltà abitative (40,3%). Tuttavia, oltre agli aspetti economici, emergono bisogni più profondi: il 40,8% chiede orientamento per affrontare la complessità della vita adulta, mentre il 51,3% ricerca riconoscimento e dignità.

In questo scenario, il volontariato rappresenta una risposta concreta, offrendo spazi di relazione, senso di appartenenza e opportunità di partecipazione attiva.

 

Verso una collaborazione più strutturata con le istituzioni

Il terzo settore non chiede autonomia isolata, ma un ruolo più integrato nelle politiche sociali. Il rapporto individua tre condizioni fondamentali per rafforzarne l’efficacia.

La prima è il riconoscimento istituzionale (33,5%), che implica una valorizzazione concreta del contributo dei volontari. La seconda riguarda la necessità di stabilità e continuità (31,3%), superando la logica dei progetti frammentati. Infine, emerge l’importanza della co-progettazione e dell’ascolto (29,0% e 26,8%), elementi chiave per costruire politiche realmente efficaci e radicate nei territori.

 

“Una Regione sotto pressione. Cittadini, volontariato e vita sociale in Toscana”

 

Nota metodologica

Disegno dell'indagine
Il presente rapporto raccoglie i risultati di un'indagine demoscopica realizzata su un campione rappresentativo della popolazione della regione Toscana con età superiore ai 18 anni. L'indagine è stata progettata per esplorare le condizioni di vita, il benessere soggettivo, la percezione del volontariato e della partecipazione civica, la conflittualità sociale e le aspettative dei cittadini toscani rispetto al futuro.

Il campione
La numerosità campionaria è stata di 800 casi (800 interviste condotte a buon fine). Il campione è stato costruito in modo da risultare statisticamente rappresentativo della popolazione adulta toscana attraverso una stratificazione per quattro variabili di controllo: · Provincia di residenza (10 classi) · Classe di età (4 classi: 18-29, 30-54, 55-64, 65 anni e oltre) · Genere (2 classi: uomini, donne) · Titolo di studio (3 classi: laurea/post-laurea, diploma superiore, scuola dell'obbligo) La struttura del campione rispecchia fedelmente la composizione demografica della popolazione toscana residente secondo le fonti ISTAT. I dati sono stati successivamente ponderati per correggere eventuali scostamenti residui rispetto alla distribuzione della popolazione di riferimento.

 

 

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