WE LIGHT. Vestiti ipertecnologici per la smart city del futuro

Foto di StockSnap da Pixabay
La sicurezza di ciclisti, pedoni e runners su strada riguarda vari aspetti, tra cui gli accessori di sicurezza indossati dagli utenti. L’ISTAT rivela che in Italia, nel 2017, sono accaduti circa 174.933 incidenti stradali, mortali per 600 pedoni e 254 ciclisti. Le case di abbigliamento propongono perciò prodotti per una maggiore sicurezza su strada che nascono dall’unione del tessile e della moda con l’innovazione tecnologica.
Capi di abbigliamento dotati di sistemi elettronici, ottici e sensoristici, in grado di connettere chi li indossa all’ambiente esterno e garantire una maggiore sicurezza negli ambienti di lavoro e sulle strade
È l’obiettivo del progetto WE LIGHT (WEarable LIGHTing for smart apparels), finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, che vede tra i partner ENEA, Università di Modena e Reggio Emilia, CNR, INFN e il Laboratorio di Ricerca Industriale MIST E-R.

Interfaccia di applicazione della modellazione generativa per la realizzazione di modelli 3D ad alto contenuto di design con geometria variabile in maniera interattiva.
Questi capi leggeri, ergonomici e sicuri, molto adatti per ciclisti e runner, saranno integrati con sistemi microelettronici e sensori IoT incapsulati all’interno di materiali in grado di dissipare l’energia termica. I sensori consentiranno sia di attivare fibre ottiche e LED per aumentare la visibilità di chi indossa il capo d'abbigliamento al variare della luminosità, sia di acquisire i dati delle prestazioni atletiche e della qualità dell’aria.
Con un’app sul proprio dispositivo mobile sarà poi possibile consultare i dati raccolti raccolti in un “archivio” open source e avere suggerimenti sui percorsi “green” per evitare le zone urbane dove la qualità dell'aria risulti peggiore

Inserto deformabile con comportamento simile ad un tessuto stampato in 3D mediante in SLS in TPU
“I capi accessoriati con questi toolkit innovativi saranno altamente funzionali e utili anche in altri settori della moda o negli ambienti di lavoro dove ad esempio consentiranno di segnalare agli operatori l’accesso in zone pericolose tramite l’attivazione automatica di fibre ottiche o LED anche in relazione alle condizioni dell’ambiente esterno, come luminosità, umidità e temperatura”, sottolinea il ricercatore ENEA Sergio Petronilli del Laboratorio Cross Technologies per Distretti Urbani e Industriali (CROSS-TEC).

Modello CAD ottenuto dalla elaborazione della modellazione generativa
I ricercatori ENEA del laboratorio CROSS-TEC di Bologna si occuperanno in particolare di progettazione e stampa 3D degli inserti che fungeranno da contenitore per i sensori e i componenti elettronici.
Oltre a validare le tecnologie indossabili, il progetto WE LIGHT realizzerà le componenti hardware e software che serviranno da know-how per la filiera della moda e per ulteriori funzioni nelle smart city del prossimo futuro.
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