L'abitare come rivoluzione: Le Seppie di Belmonte Calabro
Il nostro viaggio attraverso le "visioni comuni", buone pratiche per il neopopolamento delle aree d'Italia maggiormente a rischio abbandono, iniziato in Trentino col progetto Arte Sella, giunge ora al suo termine in Calabria, in provincia di Cosenza, nel comune di Belmonte Calabro.
Dallo spazio pubblico come luogo espositivo permanente allo spazio vuoto come frontiera di incroci e connessioni: di nuovo l'arte si conferma strumento perfetto per migliorare il tessuto culturale e sociale delle aree marginali
Dall'azione combinata della facoltà di Architettura della London Metropolitan University, del Comune di Belmonte Calabro e della locale associazione culturale Ex Convento, nasce nel 2016 un progetto di riattivazione territoriale che mira ad occupare gli spazi vuoti e abbandonati dei territori decentrati e marginali, sia fisici che virtuali, creando il substrato ideale a favorire scambi fra la realtà locale e la rete internazionale, con l'obiettivo di creare una nuova comunità alimentata dall’interscambio di conoscenze. Un nuovo modello di vivere e lavorare collettivamente, che vede nello spazio pubblico una frontiera di connessioni.
Nasce così - grazie al lavoro di un iper-collettivo internazionale di giovani professionisti, nomadi e creativi - La Rivoluzione delle Seppie, un processo di sviluppo locale che vede l'individuo diventare abitante temporaneo ma costante del paese e che coinvolge studenti, architetti, artisti e studiosi. L'intero processo, dalla sua nascita ad oggi, ha generato effetti positivi e tangibili sul territorio, determinanti per chi vive il borgo, come il primo bancomat di Belmonte Calabro, o le lezioni d’inglese in paese.

Fonte pagina Facebook La Rivoluzione delle Seppie
Ogni anno, dal 2016, Belmonte Calabro diventa palcoscenico per Crossings, un laboratorio di "educazione non formale" in architettura, arte, design, comunicazione e relazioni, creato dalla comunità e per la comunità, perfetto modello per rappresentare la decima e ultima categoria presa in esame all'interno della ricerca 50 Visioni Comuni di Fondazione Hubruzzo e Carsa, dedicata alle "Scuole alternative e Summer School".
Incontri, workshop, talk, happening, performance, momenti di convivialità e di condivisione tra studenti internazionali, professionisti, ricercatori, ma anche turisti, abitanti del luogo e migranti, Crossings è palestra per interrogarsi, sperimentare e cercare nuove modi di convivere e di abitare, di lavorare e di studiare, con un approccio basato su "learning-by-doing, partecipazione, transdisciplinarietà, sperimentazione, riuso dei beni materiali e immateriali, autocostruzione, convivialità, orizzontalità".
Da Belmonte a BelMondo: riattivare in questo senso un piccolo paese, abitandolo temporaneamente ma in maniera costante, può essere la giusta soluzione per innescare nuove sinergie, portando linfa e stimoli al territorio
Testo a cura di:
Sara Mangone - Innovazione Sociale
Con la collaborazione di:
Simone D’Alessandro. Rtd/A di Sociologia Generale e Docente di Sociologia dei Processi Creativi presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara. Direttore Ricerche pro bono di Hubruzzo Fondazione Industria Responsabile. Già Direttore Operativo di Carsa. Tra le sue 122 pubblicazioni: Local Development and Creative Project Communities, Studi di Sociologia n. 1/2023. Towards a Sociology of Innovation Ecosystems: Decision-Making under Uncertainty between Social Construction and Bounded Rationality, Italian Sociological Review Vol. 12, n. 3, 2022; Creative Actions and Organization: Towards a Reflexive Sociology of Serendipity, Cambridge Scholar Publishing, 2021; Ripartire dai borghi per cambiare le città, Franco Angeli, Milano, 2020; Dalle maggioranze silenziose alle identità neuronali: la post-società degli ibrividui, in La Critica Sociologica, Vol 214, N. 2; La ricostruzione Post-Sisma della città de L’Aquila come fenomeno mediatico in Sociologia e Politiche Sociali n. 3, 2019 www.hubruzzo.net – www.simonedalessandro.com – www.carsa.it – simone.dalessandro74(@)gmail.com
Donatella D’Anniballe, laureata in Lingue, culture e traduzione letteraria con un master di I livello in Environmental Management and Communication e un master in Social Media Marketing. Ha iniziato ad appassionarsi alla scrittura online, facendo pratica sul primo blog aperto nel 2006. Oggi racconta storie e valori strategici di realtà online su social network, blog e siti web. Ha piantato 14 alberi nel mondo; dopo 19 anni ha ricominciato a suonare il pianoforte e sogna di scrivere un libro (anche più di uno).
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