'5 passi verso la progettazione europea'. Oltre la paura di sbagliare: il lato positivo del fallimento
Testo a cura di Ilaria Rudisi
Quando un’organizzazione si affaccia per la prima volta ai bandi, nazionali o europei, si trova sempre ad affrontare alcune paure: la prima fra tutte è la paura del fallimento.
Ma all'interno di un processo articolato - quale è la richiesta di finanziamento di un Progetto - il fallimento è fisiologico, anzi spesso è proprio il primo fallimento a migliorare e solidificare i progetti che poi vengono finanziati.
Il fallimento non dipende sempre ed esclusivamente dalla qualità del nostro Progetto. Spesso infatti la lettura di tale esperienza, condizionata dai nostri dubbi e dalle nostre insicurezze, non avviene secondo una chiave oggettiva: in realtà, gli elementi a giustificazione del rifiuto di finanziamento sono di molteplice natura ed è per questo che è necessario analizzarli seguendo un approccio oggettivo.
Andiamo ad esaminarli:
- Analisi della griglia di valutazione
Ogni bando ha una griglia di valutazione che riporta gli aspetti che verranno valutati per determinare il punteggio finale; la griglia si compone di diverse sezioni che analizzano differenti elementi. Per un bando europeo questa si divide sempre in 3 macro-aree: rilevanza, qualità, impatto.
La prima - rilevanza - ci indica l’aderenza della proposta progettuale al “problema” che l’Ente finanziatore (in questo caso la Commissione Europea) vuole risolvere. Facciamo un esempio pratico, prendendo a riferimento un bando LIFE, programma che si occupa di ambiente ed economia circolare: qual è il grado di aderenza del nostro Progetto rispetto alle richieste della Commissione Europea che sta cercando soluzioni al problema della microplastica? Il Progetto proposto presenta qualcosa di nuovo? Innova qualcosa di già implementato? Quanto entra nel dettaglio? Tutte queste sono domande che il valutatore si dovrà porre al fine di determinare il punteggio nella categoria rilevanza.
La seconda area - qualità - misura la costruzione del Progetto, la struttura dei pacchetti di lavoro (work packages), la composizione della rete di progetto, le skills dei professionisti coinvolti, gli strumenti di project management e gli strumenti di monitoraggio e analisi dei rischi.
Infine, la terza area - impatto - misura la capacità di cambiamento del Progetto e di innovazione. Questa è la sezione di Progetto in cui raccontiamo al valutatore quali saranno i cambiamenti concreti nel contesto di riferimento una volta terminata l’implementazione del nostro Progetto.
- Statistiche della call of application
A livello europeo, così come a livello nazionale, la competizione è sempre più elevata e, pur riportando un punteggio molto alto, addirittura vicino al punteggio massimo (sempre 100), avviene comunque che il Progetto non risulti finanziabile.
Analizzare le statistiche può aiutarci a capire come costruire efficacemente la strategia di lavoro con i bandi. All'interno del primo passo della nostra guida alla progettazione abbiamo visto come non sia consigliato concentrarsi esclusivamente su un unico bando, bensì pianificare la partecipazione a più bandi all'interno di un arco temporale di 12-18 mesi. Quindi, se un bando che ci interessa ci indica che, ad esempio, su 700 progetti ne sono stati finanziati 100 nonostante 600 fossero sopra soglia, capiremo immediatamente che non possiamo contare solo su quell’occasione, ma dovremo, partendo da un progetto matrice, definire la partecipazione contestuale a più call of application di diversi Enti finanziatori.
Ma esiste anche un’altra opzione: spacchettare il Progetto e candidarlo in parti separate su diverse call. Ad esempio, se ho un Progetto di formazione in campo culturale, potrebbe essere strategico scorporare la parte di formazione pura e lavorare con i bandi Erasmus e, al contempo, lavorare su Creative Europe o con fondazioni nazionali o internazionali per quanto riguarda la parte culturale.
Come si leggono i dati e dove si trovano?
La maggior parte dei bandi europei sono ciclici, in particolar modo all’interno di uno stesso periodo di bilancio europeo, della durata di 7 anni. Quando individuiamo una call of application di nostro interesse, andremo sul portale della Commissione Europea Funding and Tenders e cercheremo dunque l’edizione dell’anno precedente. Troveremo una griglia come la seguente:

La griglia ci indica:
- Numero di progetti presentati sulla call
- Numero di progetti ammissibili (progetti con tutti i requisiti per entrare nella fase di valutazione)
- Numero di progetto sopra soglia (progetti che hanno ottenuto un punteggio idoneo al finanziamento)
- Numero di progetti finanziati
Il numero 3) è un dato molto importante: molto spesso, infatti, progetti di qualità non riescono ad essere finanziati. Perché? Ciò avviene poiché progetti collocati in graduatoria prima del nostro sono stati finanziati ed è stato esaurito il plafond del bando. Ecco dunque che questa eventualità ci fornisce un dato molto importante sulla qualità del nostro Progetto: se ci fossero stati più fondi, il nostro Progetto sarebbe passato.
Decidere di lavorare con i bandi ci chiede di abbracciare il fallimento, di metterci in discussione e di non aver paura
Lavorare con i bandi ci impone di investire, di mettere in dubbio i processi interni della nostra organizzazione, di sperimentare, di cadere e di mantenere lo sguardo verso l’obiettivo.
Essere accompagnati da un esperto vuol dire facilitarci nel percorso: non perché il professionista possa assicurarci il finanziamento al primo colpo (anzi, sarebbe alquanto sbagliato affermarlo, proprio per tutti i dati oggettivi di cui abbiamo appena parlato), ma in quanto un occhio esperto può individuare gli aspetti dei processi interni che è necessario aggiustare, riesce a garantire un buon project design, è in grado di dialogare con il finanziatore e portare l’organizzazione all’obiettivo.
E proprio la padronanza degli strumenti di project management e project design, la conoscenza dei Programmi di finanziamento e delle dinamiche degli Enti finanziatori, la capacità di leggere le organizzazioni e di accompagnarle per mano in un processo complicato ma assolutamente strategico, sono ciò che ci fornisce la misura della qualità del lavoro di un buon consulente.
Ilaria Rudisi. Laureata in Legge e specializzata in Diritto Amministrativo ed Europeo, è consulente di bandi di finanziamento europei e nazionali e di finanza agevolata. Lavora quotidianamente a stretto contatto col mondo del Diritto Amministrativo Europeo occupandosi di grants europei, dalla fase di scrittura del progetto al Project Management e alla gestione delle procedure di monitoraggio, comunicazione, rendicontazione e disseminazione. In qualità di Senior Advisor e di Project Manager in ambito di progettualità e finanziamenti europei e nazionali, lavora con molpeplici realtà in Italia e in Europa: PMI, aziende, startup, Università, Enti e Terzo Settore. Dal 2020 è CEO di Nami Evolution, società di consulenza per i finanziamenti europei. Nel 2023 ha dato vita al progetto Dinamica Europa, una guida in formato podcast al mondo dei finanziamenti europei.
Per approfondire:
"5 passi verso la progettazione europea"
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