Stop alla plastica: la ripartenza del brand Misura ha il cuore verde

 

a misura di ambiente copertina

Fonte pagina Facebook Misura

 

Due milioni e mezzo di confezioni di plastica tradizionale – pari ad una superficie 22 volte più ampia della mastodontica Piazza Duomo di Milano - sono quelle che verranno eliminate sostituendo il packaging di alcuni dei prodotti Misura con una confezione fatta di materie prime di origine vegetale che , una volta raccolta e trattata, diventerà compost, quindi suolo fertile.

 

È la prima esperienza in assoluto di sostituzione degli incarti di plastica con materiali totalmente compostabili fra i quali il Mater-bi, derivante dal mais. Una confezione con effetto barriera all’ossigeno e all’umidità per prodotti che devono vivere sugli scaffali dei negozi, fuori dal frigo, per svariati mesi, mantenendo comunque freschezza e qualità inalterate.

 

Si tratta di un’innovazione che nasce da una collaborazione di oltre due anni tra Misura e Novamont, storico gruppo italiano nel campo della bioeconomia circolare, che ha sviluppato l’innovativa bioplastica Mater-Bi, con il contributo scientifico dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Slow Food (entrambi partner strategici del progetto) e di una filiera di innovazione tutta italiana costituita da Saes, Sacchital e TicinoPlast, realtà che hanno scelto la ripartenza sotto il segno della sostenibilità ambientale.

 

Così come è successo per gli shopper biodegradabili, un’esperienza italiana che poi è diventata legge europea, questa iniziativa ha l’ambizione di cambiare aspetto al mondo del packaging alimentare, lanciando un segnale importante e facendo da apripista per l’intero settore.

 

Packaging in carta certificata FSC, derivante da coltivazioni forestali sostenibili e controllate

 

E' così che l’azienda taglierà in un solo colpo il 52% della plastica utilizzata per tutti i suoi imballaggi, con l'obiettivo di ripartire sul serio dall'ambiente.

 

 

pasta compostabile

Fonte Misura

 

La plastica: quando le nostre scelte rischiano di sopraffarci

 

Secondo i dati WWF, ogni anno nel Mediterraneo si riversano 570 mila tonnellate di plastica abbandonata o non raccolta correttamente, con enormi ricadute sulla sopravvivenza degli ecosistemi acquatici e sulla stessa qualità del pesce che arriva sulle nostre tavole. In questo specifico momento, se anche solo l’1% di mascherine antivirus in utilizzo andasse a finire nei mari, a livello mondiale si tradurrebbe in una valanga di 10 milioni di presidi sanitari dispersi nell’ambiente.


“Quello dell'ambiente deve davvero diventare il terreno comune per guardare al futuro del Paese e del Pianeta”, ha spiegato Angelo Colussi, Presidente di Colussi Group. “Per questo ci siamo presi un impegno concreto, abbiamo fatto una scelta di campo rivolta a consumatori che sappiamo essere sempre più consapevoli. Si tratta di un investimento etico importante, che coinvolge la nostra filiera produttiva dall'inizio alla fine, e ci auguriamo di fare da apripista a un futuro più rispettoso per l'ambiente per tutte le aziende alimentari italiane. Ripartire dall'ecosostenibilità è l'unica strada da percorrere”.

 

 

grano a misura di ambiente

Foto di Ralf Kunze da Pixabay

 

“Il 59% dei suoli italiani è a rischio desertificazione. Occorre riportare materia organica nei terreni: per farlo, serve avviare una diversa gestione dei rifiuti organici, con l’obiettivo zero in discarica, ma anche il ridisegno complessivo di molte filiere produttive, a cominciare da quella del packaging alimentare e della raccolta e trattamento degli scarti alimentari”, spiega Catia Bastioli, Ad di Novamont. “L’innovazione scaturita dalla sinergia tra Novamont, Saes, Sacchital e TicinoPlast non è solo un imballo multistrato ad alte performance che può essere compostato insieme agli scarti alimentari, contribuendo a fornire materia organica pulita per la rigenerazione ed il mantenimento della fertilità dei suoli e per la decarbonizzazione dell’atmosfera. È un prodotto simbolico del lavoro che in questi anni è stato fatto nel settore della filiera delle bioplastiche e biochemical in Italia e l’esempio concreto di ciò che l’applicazione di un modello di bioeconomia circolare può realizzare, per cambiare il paradigma di sviluppo e rigenerare le risorse anziché distruggerle. Si tratta non del risultato finale di un percorso ma del punto di partenza per sperimentare e crescere insieme con nuove soluzioni che riguardano tutta la filiera”.

 

 

Ma la ripartenza green di Misura, con il progetto “A MISURA d'Ambiente” va anche oltre: assieme allo stop alla plastica, partono anche i finanziamenti di 10 progetti di riforestazione in tutta Italia, l'uso di materie prime alimentari ottenute con tecniche sostenibili, l'utilizzo di fonti di energia elettrica al 100% da rinnovabili all'interno degli stabilimenti, la lotta allo spreco di cibo.

 

“A MISURA d’Ambiente”: la ripartenza green in numeri

 

Nel 2020 Misura complessivamente eliminerà 2 milioni e mezzo di confezioni di plastica, con una riduzione del 52% delle tonnellate immesse sul mercato rispetto al 2019. Tra il 2022 e il 2023, l’incarto compostabile sarà esteso ad ulteriori prodotti del marchio: una riduzione del 79% del quantitativo di plastica che veniva utilizzata fino allo scorso anno, in termini di tonnellate.

 

Per arrivare a dimezzare la plastica l'azienda è andata oltre la scommessa del materiale compostabile: la plastica degli incarti esterni di alcune merceologie è stata sostituita con carta certificata FSC, per la cui produzione non sono stati dunque toccati boschi antichi o disboscate aree a rischio biodiversità e le foreste sono state coltivate con metodi compatibili con il loro mantenimento e la cura del suolo. Parliamo di circa 28 milioni di confezioni di carta convenzionale risparmiate grazie alla sostituzione con carta certificata, rispetto ai livelli di consumo del 2019.

 

E ancora, alimentando impianti e stabilimenti con energia certificata da fonti 100% rinnovabili sarà possibile risparmiare l'emissione di oltre 6.500 tonnellate di gas nocivi: è come se si fermassero per un anno circa 6.000 auto.

 

Il contributo alla tutela dell'ambiente non finisce qui. Misura finanzia 10 progetti di riforestazione da nord a sud in 9 regioni per rinverdire, risanare, aiutare l’Italia: a Torino, Milano, Pordenone, Sant’Arcangelo di Romagna, Palo Laziale, Roma, nel parco nazionale del Vesuvio e in quello del Gargano, sui calanchi di Matera. In totale, saranno messi a dimora 13.400 alberi, per un totale di 9.380 tonnellate di CO2 assorbita nel corso della loro vita.

 

L'azienda ha poi radicalmente modificato il suo network distributivo, ottimizzandolo e di conseguenza registrando, a parità di volumi, una riduzione della distanza percorsa su strada di ben 386.443 chilometri l’anno.

 

Infine, la lotta agli sprechi. Dal 2017 Misura collabora con il Banco Alimentare a contrasto degli sprechi alimentari, destinando al consumo umano - anziché agli allevamenti - tutto ciò che, sebbene ottimo, non può essere venduto. Solo nei primi 5 mesi di quest'anno sono state consegnate al Banco Alimentare oltre 1,5 milioni di colazioni e l’obiettivo è quello di far crescere la porzione destinata alle mense e alle persone in difficoltà.

 

fiori a misura di ambiente

Fonte pagina Facebook Misura

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