Sei giovani imprenditori per un nuovo Appennino: al via ReStartApp 2025
Al via a Castel del Giudice - piccolo comune montano in provincia di Isernia ed esempio virtuoso di rigenerazione territoriale nelle aree interne del Molise - l'edizione 2025 di ReStartApp, il Campus di formazione, incubazione e accelerazione per le giovani imprese del territorio appenninico, promosso da Fondazione Edoardo Garrone.
Sono 6 i giovani aspiranti imprenditori selezionati per questa nuova edizione. Tra loro, 4 donne e 2 uomini. Gli startupper, di età compresa tra i 24 e i 36 anni e in prevalenza laureati, arrivano da diverse regioni italiane: non solo dal Molise, ma anche da Liguria, Campania e Umbria. I loro progetti spaziano dal foodtech alla nutraceutica, dalla green economy al turismo esperienziale, uniti dalla volontà di costruire imprese innovative e sostenibili in Appennino.
I partecipanti di ReStartApp 2025 saranno protagonisti di un percorso intensivo di 10 settimane – 8 in presenza e 2 a distanza – che fino al 3 ottobre li accompagnerà nella definizione, nello sviluppo e nel consolidamento dei propri progetti imprenditoriali. Formazione in aula, laboratori di creazione e sviluppo d’impresa, esperienze, testimonianze e casi di successo saranno focalizzati sulle specifiche idee di impresa dei partecipanti, per tradurre i progetti in Business Plan completi, strutturati ed economicamente sostenibili. La formula residenziale offrirà ai partecipanti un’esperienza di socialità e di confronto con il territorio e la comunità locale. Al termine dei lavori del Campus è prevista, inoltre, una fase di supporto e consulenza a distanza condotta dai docenti per finalizzare la stesura definitiva del proprio Business Plan.
Per agevolare la realizzazione dei tre migliori progetti, Fondazione Edoardo Garrone metterà infine a disposizione tre premi di startup per un valore complessivo di 60.000 euro e un servizio di consulenza gratuita post Campus della durata di un anno per i più meritevoli
Le idee di impresa di ReStartApp 2025
TERRAVIVA
Aliai Ansaldi, 36 anni, Rapallo (GE)
L’idea di impresa nasce da un sogno coltivato per oltre dieci anni in famiglia, radicato nell’amore per la natura e nella consapevolezza dell’importanza del legame tra terra, persone e comunità. Con la sua Terraviva, Aliai intende offrire una proposta di turismo rurale sostenibile ispirata alla filosofia della permacultura, in una casa immersa nel bosco, con servizi che spaziano dalla vendita diretta di ortofrutta e prodotti artigianali (tisane, confetture, sciroppi) alla valorizzazione del territorio attraverso attività culturali e terapeutiche come ortoterapia, yoga, poesia e laboratori sulle piante selvatiche. Lo spazio sarà progettato per favorire la riconnessione con sé stessi e l’ambiente, attraverso giardini aromatici, corsi tematici, percorsi sensoriali e iniziative di educazione ambientale. L’obiettivo è creare uno spazio dove natura, comunità e cultura si intreccino. L’impresa mira a diventare un punto di riferimento per il territorio, attivando reti con altre realtà locali per sviluppare un’economia circolare e solidale.
In prospettiva, è prevista l’iscrizione al registro delle fattorie sociali, per offrire anche servizi educativi e formativi in collaborazione con enti pubblici e realtà del Terzo Settore.
MOLisEhere!
Arianna De Lisa, 24 anni, Teggiano (SA)
L’idea punta a integrare ricerca scientifica, valorizzazione del territorio e impatto sociale con la volontà di promuovere la biodiversità agricola e lo sviluppo sostenibile delle aree interne appenniniche, spesso escluse dalle filiere produttive tradizionali. L’obiettivo è di sviluppare prodotti per il benessere e la salute, quali cosmetici, cosmeceutici, integratori alimentarie nutraceutici naturali, valorizzando le varietà antiche di mele delle aree appenniniche molisane (Sanguigna, Limoncella, Annurca, Gelata e Zitella), oltre a risorse inutilizzate quali gli scarti dell’industria agroalimentare legata alla distribuzione su larga scala. Tali materie prime, infatti, sono caratterizzate da alto contenuto di metaboliti secondari attivi, che rappresentano un patrimonio unico dal punto di vista nutraceutico e cosmetico.
Il modello di business si fonda sull’economia circolare: l’impresa si prefigge di trasformare sottoprodotti di basso valore in articoli innovativi e funzionali, riducendo lo spreco e creando nuova occupazione, nonché offrendo nuova vita a ciò che era destinato ad essere dimenticato o scartato, attraverso tecnologie di estrazione, caratterizzazione delle sostanze, processi sviluppati ad hoc e partnership con produttori locali. I prodotti si rivolgeranno a un mercato attento alla salute, all’ambiente e alla qualità delle materie prime, valorizzando le potenzialità dei territori interni e creando un impatto positivo ambientale, economico e sociale.
LA RUSTICHELLA DELL’APPENNINO
Rocco Di Mambro, 25 anni, Isernia
L’idea di impresa nasce da una profonda radice familiare e dalla connessione con il territorio appenninico. Per due generazioni, la famiglia Di Mambro ha operato nel settore della panificazione in Molise, maturando un know-how artigianale consolidato nella produzione di pane fresco e surgelato. A partire da questa esperienza e dall’osservazione diretta delle carenze nei borghi dell’Appennino – dove l’assenza di panifici e supermercati è un problema reale e diffuso – prende forma il progetto imprenditoriale di Rocco. L’impresa propone infatti un servizio unico nel suo genere: l’erogazione di pane caldo e fragrante 24 ore su 24, 7 giorni su 7, tramite vending machine innovative installate nei centri abitati dell’Appennino. Il prodotto, denominato La Rustichella dell’Appennino, sarà preparato con grani autoctoni coltivati in Appennino e sfornato al momento. Il Panificio Di Mambro si occuperà della produzione del pane precotto surgelato destinato alle vending machine, garantendo standard qualitativi elevati, freschezza e fragranza al momento dell’acquisto. L'obiettivo è colmare la mancanza di accesso a beni di prima necessità in molte aree appenniniche, valorizzando al contempo le eccellenze agricole locali e la biodiversità del territorio.
RADICI APERTE – Viaggi nella Cultura Viva
Mariapia Muccigrosso, 31 anni, di Campobasso
Radici Aperte – Viaggi nella Cultura Viva è un’impresa culturale e turistica che propone esperienze immersive nei borghi appenninici dell’Alto Molise, mettendo al centro le comunità locali come protagoniste attive. L’obiettivo è far calare il visitatore nei panni dell’abitante, offrendogli l’opportunità di vivere — o meglio ri-abitare — uno stile di vita autentico, lontano dai ritmi del turismo di massa. Il turista non è spettatore, ma attore di una narrazione collettiva. Il modello si basa su soggiorni esperienziali guidati da “ospiti narranti”: artigiani, agricoltori, insegnanti, anziani, giovani, che condividono storie, saperi e pratiche quotidiane. Le attività includono: residenze culturali di più giorni, con vitto, alloggio e laboratori (cucina tradizionale, tessitura, lavorazioni artigianali, ecc.); itinerari tematici tra storia, paesaggio, memoria e mestieri; formazione per gli abitanti e gli operatori locali, per aiutarli a diventare narratori consapevoli del proprio patrimonio immateriale.
Il progetto si svilupperà tramite una piattaforma digitale e una app dedicata, che consentirà da un lato a enti pubblici, associazioni e operatori locali di aderire al network, e dall’altro ai turisti di personalizzare pacchetti di viaggio esperienziale, scegliendo attività, durata e stile di soggiorno. L’impresa si propone di agire in sinergia con scuole, enti pubblici, associazioni e strutture ricettive, sviluppando una rete di “stazioni narrative” nei paesi coinvolti, in cui ogni tappa rappresenta un incontro, un racconto, un’esperienza di comunità.
ONIRO
Andrea Sodano, 25 anni, Napoli
Dall’esigenza di coniugare innovazione tecnologica e valorizzazione della materia prima, nasce l’idea di sviluppare un macchinario industriale capace di lavorare farine funzionali — provenienti da cereali alternativi, legumi e varietà locali — per realizzare prodotti da forno con una struttura controllata, ripetibile e adatta alla distribuzione su larga scala.
L’obiettivo è duplice: da un lato, offrire alle piccole e medie imprese del settore uno strumento concreto per crescere in efficienza e qualità; dall’altro, preservare e promuovere la biodiversità agricola e il patrimonio alimentare del territorio, rendendolo protagonista anche nel contesto della produzione industriale.
NEXTGEM
Gemma Vallorani, 26 anni, Terni
L’azienda nasce con un obiettivo chiaro: offrire alternative vegetali alla carne, ai formaggi e ai latticini che non siano semplici sostituti, ma veri prodotti di qualità, capaci di conquistare anche i palati più esigenti, dimostrando che scegliere il vegetale non significa rinunciare al gusto, ma anzi scoprire nuovi sapori, etici e sostenibili. I prodotti includeranno: alternative alla carne, quali burger, polpette, affettati e macinati vegetali, con consistenza e sapore autentici; formaggi vegetali: spalmabili, stagionati e filanti, ottenuti con processi naturali e senza compromessi sul gusto; latte e derivati plant-based, come bevande vegetali, yogurt e creme da cucina, perfetti per ogni occasione; snack e prodotti pronti, soluzioni veloci, gustose e nutrienti per la vita di tutti i giorni.
L’impresa intende lavorare con ingredienti naturali e metodi innovativi per creare prodotti buoni, accessibili e sostenibili, nella convinzione che il futuro dell’alimentazione debba essere rispettoso del Pianeta senza sacrificare il piacere di mangiare bene.
Nextgem si propone di realizzare prodotti plant-based innovativi, utilizzando ingredienti provenienti da filiere locali per sostenere direttamente l’economia del territorio, collaborando con agricoltori e realtà agroalimentari della zona.

Francesca Campora, Direttore Generale della Fondazione Edoardo Garrone
“Quella del 2025 è un’edizione di ReStartApp che rappresenta efficacemente la direzione in cui stiamo andando: imprese giovani, radicate nei territori, ma capaci di parlare un linguaggio contemporaneo, che unisce sostenibilità, tecnologia, innovazione e impatto sociale”, afferma Francesca Campora, Direttore Generale della Fondazione Edoardo Garrone. “Le idee dei partecipanti di quest’anno ci dimostrano infatti, ancora una volta, che l’Appennino può diventare davvero - anzi, è già - laboratorio di sperimentazione e innovazione diffusa. Il nostro ruolo, insieme ai tanti partner nazionali e territoriali che credono nella nostra stessa visione, è quello di accompagnare questi giovani, preparati e motivati, nella costruzione di modelli di impresa replicabili, solidi e coerenti con una nuova idea di sviluppo sostenibile delle aree interne, e del Paese intero”.
“Per Castel del Giudice, ospitare ReStartApp 2025 rappresenta, grazie alla Fondazione Garrone, una grande opportunità di crescita culturale”, sottolinea il sindaco di Castel del Giudice, Lino Gentile. “Siamo orgogliosi di accogliere giovani aspiranti imprenditori da tutta Italia che scelgono di investire tempo, energie e creatività per immaginare innovativi percorsi imprenditoriali, lasciandosi alle spalle consapevolmente il vittimismo rinunciatario. Questi progetti dimostrano che l’Appennino non è una periferia dimenticata, ma un luogo vivo e generativo, capace di attrarre talenti e costruire futuro. Come amministrazione, siamo convinti che iniziative come questa siano strumenti fondamentali per restituire la centralità alle aree interne attraverso percorsi di innovazione e sostenibilità”.
"ReStartApp rappresenta un momento di grande significato per la nostra provincia e per tutto l'Appennino”, precisa Daniele Saia, presidente della Provincia di Isernia. “Questo progetto incarna perfettamente la sintesi tra cultura d'impresa e cultura per i giovani, due elementi fondamentali per il rilancio dei nostri territori. La validità dell’iniziativa promossa dalla Fondazione Edoardo Garrone è testimoniata dai risultati concreti già ottenuti nelle precedenti edizioni. Oggi, con l'avvio di questa nuova fase che avrà il suo fulcro nel borgo di Castel del Giudice, guardiamo al futuro, accogliendo con entusiasmo coloro che vogliono investire sul nostro territorio, che è ricco di opportunità. Le nostre montagne, i nostri borghi, le nostre tradizioni rappresentano un patrimonio unico che può diventare il motore di una nuova economia sostenibile e innovativa”.
ReStartApp è promosso da Fondazione Edoardo Garrone nell’ambito dell’edizione 2025 di Progetto Appennino, realizzata in collaborazione con il Comune di Castel del Giudice, capofila di un ampio partneriato composto da GAL Alto Molise, Provincia di Isernia, Confcooperative Molise, Legacoop Molise, CIA – Agricoltori Italiani Molise, Caseificio Di Nucci, Marinelli Pontificia Fonderia di Campane, UNIMOL - Università degli Studi del Molise, Centro Biocult e Casa Frezza.
Intorno al Progetto Appennino si conferma infine il coinvolgimento attivo di una consolidata rete di partner istituzionali, che affiancano Fondazione Edoardo Garrone e ne condividono l’impegno per la riqualificazione delle aree interne del nostro Paese, quali Fondazione Symbola, Legambiente, UNCEM, Alleanza Mobilità Dolce, CAI – Club Alpino Italiano, Fondazione CIMA, Open Fiber, Tiscali e PEFC Italia.
Dal 2014, in 14 edizioni complessive, gli incubatori per giovani imprenditori della montagna ReStartApp e ReStartAlp, realizzati da Fondazione Edoardo Garrone in diverse aree degli Appennini e delle Alpi, hanno affiancato di più di 160 partecipanti e supportato l’avvio di oltre 60 imprese sui territori montani, da Nord a Sud Italia.
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