Energia, nuova valuta del benessere. Come il Real Estate può guidare la transizione ecologica europea
Testo a cura di Elena Stoppioni
L'energia sta diventando la valuta più preziosa del XXI secolo. Senza energia accessibile e competitiva, non possono esistere né crescita economica, né benessere sociale, né sostenibilità ambientale. Questo concetto, già sostenuto nei primi anni duemila da Norbert Lantschner, ideatore e direttore dell’Agenzia CasaClima, è stato ribadito con forza da Mario Draghi al MIPIM di Cannes. L’ex Presidente della BCE ha delineato un quadro chiaro: l’Europa deve affrontare sfide esistenziali che spaziano dalla crescita economica alla sicurezza energetica, dalla decarbonizzazione alla competitività industriale. E in questo scenario, il settore immobiliare ha un ruolo determinante.
Oggi il 40% delle emissioni globali di CO₂ proviene dal settore edilizio e il 36% del consumo energetico mondiale è attribuibile agli edifici (Fonte: IEA, 2023). Ciò significa che qualsiasi strategia di transizione ecologica ed economica deve necessariamente partire da qui. Il Real Estate può dunque essere il driver del cambiamento, adottando soluzioni ESG concrete per rendere le città più resilienti, efficienti e sostenibili.
Ma come può il settore immobiliare guidare questa trasformazione? Quali strumenti e strategie sono necessari per garantire che la decarbonizzazione vada di pari passo con la crescita economica?
L'energia come driver di competitività
La crisi energetica del 2022 ha dimostrato quanto l’Europa sia vulnerabile alla volatilità del mercato del gas e del petrolio. Il costo dell’energia è uno dei principali fattori che influenzano la competitività delle imprese e la qualità della vita nelle città. Non è un caso che Draghi abbia sottolineato la necessità di abbassare il costo dell’energia per rendere l’Europa più forte.
Nel 2022, il prezzo medio dell’energia elettrica in Europa ha superato i 250 €/MWh, mentre negli Stati Uniti si attestava intorno ai 40 €/Mwh (Fonte: Eurostat, 2023). Questa differenza è insostenibile per l’industria europea e per il settore immobiliare, che deve affrontare costi operativi sempre più elevati.
La soluzione passa attraverso due strategie complementari:
- Incrementare la produzione di energia rinnovabile. L’Europa deve accelerare l’adozione di fotovoltaico, eolico e sistemi di accumulo per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.
- Migliorare l’efficienza energetica degli edifici. L’80% degli immobili europei è inefficiente dal punto di vista energetico (Fonte: EU Energy Performance of Buildings Directive, 2023). Ristrutturare il patrimonio edilizio esistente è essenziale per ridurre i consumi e abbattere le emissioni.
La decarbonizzazione: opportunità, non ostacolo
L’Europa ha fissato obiettivi ambiziosi: ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Tuttavia, il rischio è che politiche troppo rigide possano frenare la crescita economica.
Un esempio emblematico è il settore dell’automotive: mentre l’UE ha imposto il phase-out dei motori a combustione interna entro il 2035, non ha ancora sviluppato un’infrastruttura adeguata per la mobilità elettrica. Lo stesso errore non può essere commesso nel Real Estate.
Per evitare che la transizione ecologica si trasformi in un freno alla competitività, servono incentivi concreti per la riqualificazione energetica degli edifici e per la costruzione di nuove strutture a impatto zero. Ad esempio:
- Allineamento alla Tassonomia Europea. Gli investimenti immobiliari devono rispettare i criteri stabiliti dalla Tassonomia UE, garantendo che le nuove costruzioni e le ristrutturazioni contribuiscano agli obiettivi climatici e ambientali.
- Finanza Sostenibile. Strumenti come i Green Bond e i Sustainability-Linked Loans possono facilitare gli investimenti ESG nel Real Estate.
- Infrastrutture intelligenti. La digitalizzazione e i Building Management Systems (BMS) possono ottimizzare i consumi e ridurre gli sprechi energetici.

Mario Draghi - MIMIT. Fonte ufficio stampa Lombardini22
La strategia Brown to Green: una rivoluzione necessaria
Il concetto di Brown to Green sta diventando sempre più centrale nella strategia degli investitori immobiliari. Si tratta di trasformare edifici ad alta intensità di carbonio ("brown assets") in asset sostenibili ("green assets"), migliorandone l’efficienza energetica e riducendone l’impronta ambientale.
Secondo l’European Green Deal, entro il 2030 sarà necessario riqualificare almeno il 35% degli edifici esistenti per ridurre le emissioni di CO₂ e allinearsi agli obiettivi climatici. La strategia Brown to Green rappresenta non solo una necessità ambientale, ma anche una grande opportunità economica: gli edifici sostenibili hanno un valore di mercato superiore e attraggono più investitori.
Il ruolo delle banche e il regolamento Basilea
Un aspetto chiave della transizione del settore immobiliare riguarda il sistema bancario e le normative di Basilea III e IV, che impongono requisiti più stringenti per il finanziamento degli asset immobiliari.
Attualmente, le banche europee hanno il 40-50% dei loro attivi legati al settore immobiliare, e l’introduzione di requisiti di capitale più severi potrebbe rendere più difficile il finanziamento di nuovi progetti. Tuttavia, il mercato può trovare una soluzione attraverso strumenti finanziari innovativi, come la cartolarizzazione ESG, che permetterebbe di trasferire il rischio dagli istituti di credito agli investitori istituzionali.
Un altro fattore critico è la necessità di allineare la finanza alle politiche di transizione energetica: se le banche continuano a finanziare edifici inefficienti, il rischio è di creare un mercato immobiliare poco resiliente e destinato a perdere valore nel tempo.
Il futuro del Real Estate è ESG
Il messaggio di Mario Draghi al MIPIM è stato chiaro: l’Europa può vincere la sfida della sostenibilità solo se decarbonizzazione e competitività viaggiano insieme. Il Real Estate ha la responsabilità – e l’opportunità – di essere protagonista di questa trasformazione.
Abbiamo bisogno di edifici più efficienti, di città più resilienti e di politiche che incentivino l’innovazione. L’energia è la nuova valuta del benessere e il settore immobiliare deve saperla gestire al meglio per garantire un futuro sostenibile.
La strategia Brown to Green, l’adozione di standard ESG e una finanza più allineata alla transizione ecologica saranno i pilastri della trasformazione del Real Estate nei prossimi anni.
Siamo pronti a guidare questo cambiamento? La risposta deve essere un convinto sì.
Elena Stoppioni. Direttrice di L22ESG, la business unit dedicata alle tematiche Environmental | Social | Governance di Lombardini22, gruppo leader nel settore dell'architettura e dell'ingegneria. Presidente di Save The Planet APS, associazione internazionale non profit attiva nella divulgazione di una nuova cultura ecologica. Ingegnere ambientale e formatrice nel campo della fisica tecnica, dell’edilizia sostenibile e delle certificazioni ambientali.
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