Imprese e Diritti Umani: il secondo report dell'osservatorio permanente OIIDU

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La tutela e la promozione dei Diritti umani passa anche e soprattutto dalle imprese private, tra i maggiori generatori di valore – economico, ambientale e sociale – e di impatti, positivi e negativi, connessi alle loro attività.
Da qui è nata l'idea di Avanzi – Sostenibilità per Azioni, società indipendente con sede a Milano che dal 1997 promuove la sostenibilità attraverso l’innovazione sociale, di realizzare un Osservatorio permanente sulle politiche e strategie delle imprese in materia di Diritti umani (OIIDU), che si impegna a monitorare la situazione nazionale, stilando un rapporto annuale che include approcci, criticità, buone pratiche e casi studio a partire dall’analisi di un campione di grandi società italiane, quotate e non.
Attraverso la sua attività di ricerca, l’OIIDU monitora la situazione nazionale, mettendo a disposizione del sistema imprenditoriale un hub di informazioni pubbliche sul rapporto tra Imprese e Diritti Umani integrando approcci, criticità, buone pratiche e casi studio
La seconda edizione del Report, “Imprese e Diritti Umani. Un sistema in movimento verso la Direttiva UE”, sviluppato dal team dell’Osservatorio, raccoglie i contributi di Davide Dal Maso, Cristiana Carletti – Università Roma Tre, Eva Sacchi – Ipsos, Margherita Romanelli – WeWorld, Emiliano Giovine, Letizia Catalano – RP Legal & Tax, Fulvio Rossi – Avanzi – Sostenibilità per Azioni.
Rispetto alla prima edizione del 2023 è stato ampliato il campione di indagine, estendendolo da 28 a 50 grandi società italiane – di cui 40 quotate e 10 non quotate – e si è deciso di focalizzare il monitoraggio delle imprese sui seguenti fattori: esistenza e contenuti di una politica sui diritti umani, caratterizzazione del processo di due diligence (compresi meccanismi di segnalazione e reclamo) e la relativa applicazione alla catena di fornitura, attività di rimedio, gestione della formazione sul tema, politica delle risorse umane su aspetti riconducibili ad alcuni diritti umani specifici come diversità, inclusione, equità e parità di genere.
Secondo Fulvio Rossi, estensore del Report e Senior Advisor di Avanzi, “Buona parte delle grandi imprese riconosce la rilevanza del tema, ma il riferimento coerente ai Principi guida delle Nazioni Unite è pratica di pochi, così come un efficace coinvolgimento dei fornitori”.

I risultati della seconda edizione del Report sono stati presentati il 15 febbraio 2024, presso la Camera dei Deputati. Alcuni punti chiave:
- L'attenzione delle grandi imprese per i diritti umani è in crescita. Sono sempre in crescita anche le politiche e gli strumenti di gestione per prevenire i rischi di violazione
- Il 60% delle grandi imprese ha una politica dei diritti umani, ma solo il 40% ha definito elementi di due diligence, il nodo centrale dei Principi guida delle Nazioni Unite
- L'attenzione ai diritti umani dovrebbe riguardare anche la catena del valore. Le imprese ne sono consapevoli, ma gli strumenti adottati sono maturi solo in parte. Prevale il ricorso a clausole contrattuali che richiedono ai fornitori di osservare le politiche sui diritti umani delle imprese committenti, mentre è poco diffuso un approccio proattivo - ma anche costoso - di accompagnamento e capacity building dei fornitori.
- Il coinvolgimento degli stakeholder, altro punto chiave dei Principi ONU, è proprio solo di alcune best practice.
L’indagine annuale dell’Osservatorio registra dei movimenti – ancora deboli, ma incoraggianti. La maggioranza degli indicatori monitorati mostrano una tendenza positiva, sia in termini quantitativi sia in termini qualitativi
“Qualche segnale si intravvede. Sarà perché l’approvazione della direttiva sulla due diligence è imminente, sarà perché gli investitori cominciano a fare domande via via più pertinenti, sarà perché, in generale, l’importanza delle questioni di sostenibilità è sempre più percepita tra le imprese, il sistema si sta mettendo in moto”. Davide dal Maso, CEO di Avanzi – Sostenibilità per Azioni
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