La scena dell'impact investing in Italia. Il senso di investire oggi in progetti a vocazione sociale

Foto di Peter Burdon su Unsplash
Con un percorso professionale iniziato nel mondo della finanza più “classica” e approdato nel 2017 nel settore dell'impact investing, Filippo Psacharopulo, Investment Manager di SocialFare , primo centro per l’Innovazione Sociale in Italia, è la figura chiave dietro agli investimenti e ai rapporti fra le startup accelerate e investite da SocialFare attraverso il programma PLANET FOUNDAMENTALS, arrivato alla sua 15° edizione, e la rete di impact investor di SocialFare Seed.
Ecco cosa racconta sul mondo dell’impact investing in Italia.
Il tuo percorso professionale ha origine nel mondo della finanza “tradizionale”, dove hai lavorato fino al 2017 prima di dedicarti all’impact investing. Quali differenze importanti vedi fra i due approcci?
“In realtà, tutto il mondo della finanza si sta spostando verso investimenti con un impatto positivo sotto un profilo sociale e ambientale. Se 5 anni fa gli ESG erano criteri “di nicchia”, oggi sono considerati imprescindibili. Questo non dovrebbe sorprendere troppo: la finanza è uno strumento per lo sviluppo di impresa e come tale è normale che segua la direzione in cui va il mondo. La differenza sta soprattutto nella consapevolezza dell’investitore riguardo al fatto che il valore sociale genera valore economico e non solo - o non necessariamente - viceversa.
Il modello illuminato di Olivetti ha mostrato, in tempi non sospetti, che un’azienda attenta ai suoi dipendenti e al territorio in cui lavora è un’azienda che funziona bene e porta profitto: il valore generato è percepito dal mercato e dai clienti in termini di fiducia e qualità, quindi anche di riconoscimento di un valore economico. Non si tratta quindi di un concetto del tutto nuovo o di una recente scoperta, ma è vero che il mondo della finanza ha mostrato in passato di non dare sufficiente peso a questi criteri, arrivando a considerare un costo quello che oggi è sempre più riconosciuto come un elemento che porta valore aggiunto anche dal punto di vista economico. Un esempio molto semplice: se fino a ieri la rinuncia alla plastica era percepita come un vincolo obbligato ma oneroso, oggi è chiaro che questa scelta porta valore al cliente che si traduce anche in valore economico per l’azienda.”
Quanto conta la misurazione dell’impatto sociale per gli investitori?
“Gli investitori hanno tutto l’interesse a misurare e verificare l’impatto sociale delle startup in cui investono, anche perché, in caso questo si rivelasse poco significativo o non veritiero, il danno sarebbe anche economico.
È fondamentale che l’impatto sociale generato sia intenzionale: l’imprenditore deve voler creare un’impresa che generi profitti, ovviamente, ma che abbia nel contempo, e per mission, un impatto positivo sulla collettività. Per noi e per i nostri investitori questa mission aziendale ha un valore anche economico: in fondo, se rispondi ad un’esigenza sentita dalla comunità, metti in moto un’attività che funziona e vedrai i risultati a tutti i livelli.”
SocialFare Seed è il fondo privato di investimento a supporto delle realtà sviluppate da SocialFare, che ogni anno investe fino 500.000 euro nelle imprese e startup selezionate tramite il programma di accelerazione PLANET FOUNDAMENTALS. Quale elemento distintivo caratterizza l’approccio di SocialFare Seed nel mondo dell’impact investing?
“Attualmente la maggior parte dei fondi impact è later stage, vale a dire che investe in startup già avviate sul mercato e con una discreta maturità imprenditoriale, mentre scarseggiano le opportunità finanziarie a supporto delle fasi iniziali. Ci distingue dunque il fatto che investiamo nelle prime fasi di sviluppo di impresa, la fase più rischiosa ma anche quella in cui si può fare più innovazione. Siamo ancora in pochi in Italia a farlo. C’è bisogno di più azionisti lungimiranti, come i nostri, che decidano di impiegare anche solo una parte dei propri investimenti a supporto dell’avvio di impact startup promettenti: il rischio è più alto, ma con il tempo si vedono i risultati in termini di profitti oltre che di soddisfazione.”
Come avviene lo scouting delle startup su cui investite?
“Per individuare le startup con un determinato potenziale, gli investitori di SocialFare Seed hanno costruito una fondamentale relazione di fiducia con SocialFare: più che di certificazioni formali, infatti, gli investitori hanno bisogno di instaurare un rapporto di conoscenza approfondita e fiducia con chi seleziona i team imprenditoriali e lavora al loro fianco in fase di accelerazione. All'interno della rete di investitori di SocialFare Seed vi sono fondazioni quali Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRC, e imprese come FINDE, realtà di altissimo profilo e visione a lungo termine, quindi davvero l’accesso al nostro programma è un’opportunità particolarmente preziosa per le startup.”

Filippo Psacharopulo, Investment Manager di SocialFare
Come centro per l’Innovazione Sociale e incubatore certificato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, SocialFare è un osservatorio privilegiato sul mondo dell’impresa a impatto sociale in territorio italiano
Dal 2016, SocialFare intercetta imprenditori con un’idea, un team, un prototipo da sviluppare e un ottimo potenziale: ogni anno sono infatti centinaia le candidature valutate, tra cui vengono selezionate le più promettenti, poi affiancate a un programma intensivo di accelerazione guidato da un team multidisciplinare, che vede il coinvolgimento di advisor e mentor d’eccellenza.
A ciò si aggiunge il contributo di SocialFare Seed, tra i primi fondi di investimento a impatto in Italia, determinante nel creare startup di successo a livello imprenditoriale, economico e di impatto sociale, tra cui figurano Jojolly, Freedome, BonusX e Epicura. Simili risultati non possono che generare meccanismi virtuosi: tali esempi di successo non solo ispirano nuovi potenziali talenti, ma portano gli investitori a riconoscere in SocialFare la capacità di selezionare le startup giuste su cui puntare, realmente innovative e ad alto tasso di crescita.
Tra le realtà scoperte, affiancate e sviluppate dal team di SocialFare attraverso il programma PLANET FOUNDAMENTALS, nonché uno tra gli esempi più notevoli di impresa che ha saputo coniugare perfettamente profitto e impatto positivo, non si può non citare Unobravo: “Una delle nostre startup investite di maggiore successo, fondata da Danila De Stefano, giovane psicologa italiana che vive tra Londra e Napoli”, prosegue Filippo Psacharopulo. “La sua soluzione imprenditoriale ha risposto nel contempo a due differenti bisogni della nostra società, particolarmente sentiti a partire dall’emergenza sanitaria Covid-19: da un lato un tasso significativo di scarsa occupazione per gli psicologi in Italia, dall’altro un’esigenza crescente di supporto psicologico accessibile – sia in termini economici che di flessibilità di tempo e di spazio – da parte dei cittadini italiani residenti nel nostro Paese o all’estero. Rispondendo a questi due bisogni concreti, Unobravo ha avviato un’azienda di grande successo che nel luglio 2022 ha chiuso un round di investimento di 17 milioni di euro guidato da Insight Partners, fondo statunitense tra i più attivi a livello globale che per la prima volta ha investito in Italia.”
Un altro caso estremamente significativo è quello rappresentato da Aulab, digital factory accelerata da SocialFare ed investita nel 2018 quando ancora era una piccola startup nascente. I suoi fondatori hanno saputo creare un match vincente fra due esigenze: da un lato una forte richiesta insoddisfatta di programmatori e altri profili tech da parte delle aziende italiane, dall'altro l'esigenza per molti professionisti del Sud Italia di emigrare per trovare altrove maggiori opportunità di lavoro. “Aulab ha creato le condizioni per formare sviluppatori di alto profilo e creare un polo di riferimento in Puglia, dove oggi le aziende trovano le competenze di cui hanno bisogno, peraltro sfruttando tutte le opportunità di formazione e lavoro in remoto rese disponibili dalla tecnologia e che hanno permesso alla digital factory di crescere enormemente proprio a partire dal 2020”, conclude Psacharopulo.
La startup è stata acquisita dal Gruppo Multiversity (CVC Capital Partners) a settembre 2022, entrando così nell’ecosistema di formazione di Multiversity che, con Unipegaso, Unimercatorum, Istituto San Raffaele e l’entità di certificazione Certipass, è leader in Italia nel mercato dell’e-learning. L’operazione vede Multiversity entrare nel CDA di Aulab con l’obiettivo di aggiungere le competenze tech all’interno della ricchissima offerta formativa del primo polo di education italiano.

Gli esempi di UnoBravo e Aulab riconfermano l’importanza e l’alto valore di un programma di accelerazione quale quello offerto da SocialFare, dedicato allo sviluppo e al supporto di una nuova imprenditoria a impatto sociale capace di rispondere alle sfide contemporanee. PLANET FOUNDAMENTALS è infatti un percorso di accelerazione unico in Italia: della durata di 4 mesi, mette a disposizione esperti di progettazione, business planning, investment readiness, social impact assessment ed un prestigioso network di impact investor, mentor e advisor.
Possono candidarsi al bando, aperto fino al 30 aprile 2023, sia società già costituite che realtà ancora in fase di costituzione, in grado di distinguersi per l’offerta di prodotti/servizi altamente innovativi e con la mission di generare impatto sociale intenzionale, addizionale e misurabile.
La fase di selezione dei candidati si concluderà nel mese di settembre con i colloqui di preselezione che porteranno una rosa ristretta di candidati a presentarsi al Selection Day in presenza degli investitori soci di SocialFare Seed. Il programma per le startup selezionate, che avranno a disposizione fino a 100 mila euro, si realizzerà fra l’autunno 2023 e l’inizio del 2024.
Qui per scaricare il bando e candidarsi
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