Welfare culturale e prescrizione sociale in Italia: la prima mappatura nazionale
La cultura può contribuire al benessere delle persone e diventare parte integrante dei percorsi di salute e inclusione sociale. È da questa prospettiva che nasce l’“Indagine sulla prescrizione sociale di arte e cultura in Italia”, promossa da CCW – Cultural Welfare Center con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.
La ricerca rappresenta la prima mappatura nazionale delle organizzazioni che operano all’intersezione tra arte, cultura, salute e welfare, con particolare attenzione alle pratiche di prescrizione sociale culturale.
Nel report, il welfare culturale viene descritto come il campo più ampio delle esperienze che utilizzano arte e cultura come strumenti di salute, benessere e inclusione sociale. La prescrizione sociale culturale rappresenta invece uno dei dispositivi attraverso cui queste pratiche prendono forma, attivando percorsi nei quali professionisti della salute, del sociale o della comunità orientano le persone verso attività artistiche e culturali presenti sul territorio, anche attraverso modalità informali di proposta, accompagnamento o invito.
L’indagine si inserisce nel percorso avviato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo già dal 2017 sul rapporto tra cultura, salute e welfare, proseguito attraverso il programma Well Impact e sviluppato in collaborazione con il Cultural Welfare Center. Un lavoro che negli anni ha contribuito alla diffusione dei cosiddetti “cross over culturali”, ovvero le connessioni tra cultura e altri ambiti di policy, in particolare salute, sociale ed educazione.
Lo studio, realizzato nell’estate del 2025, combina una revisione della letteratura scientifica internazionale, un’indagine quantitativa tramite questionario online e un approfondimento qualitativo attraverso interviste e focus group con esperti ed esperte del settore.
La rilevazione ha individuato circa 1.300 soggetti attivi nel campo del welfare culturale; di questi, 918 hanno partecipato all’indagine. Tra le organizzazioni rispondenti, 617 praticano già attività di prescrizione sociale culturale, mentre 301 operano nel welfare culturale senza utilizzare ancora formalmente il modello della prescrizione sociale, pur dichiarando nella quasi totalità dei casi l’intenzione di attivarlo in futuro.
La ricerca evidenzia come il settore sia composto da una pluralità di attori: istituzioni culturali pubbliche e private, enti del Terzo Settore, strutture sanitarie e socio-sanitarie, cooperative sociali, biblioteche, musei, professionisti e professioniste della cultura e della salute. Ciò che accomuna queste esperienze è l’utilizzo dell’arte e della partecipazione culturale come leva per il benessere, la qualità della vita e l’inclusione sociale.
I dati raccolti mostrano inoltre un’elevata capacità di coinvolgimento delle persone nei percorsi attivati: il 97% di chi avvia un percorso di prescrizione culturale lo porta a termine. Le attività più diffuse comprendono lettura ad alta voce, attività educative nei musei, passeggiate culturali e narrative, teatro, arti visive, scrittura e narrazione.
La ricerca restituisce anche una fotografia territoriale articolata. Le esperienze risultano concentrate soprattutto nel Centro-Nord, con una presenza più limitata nel Mezzogiorno e nelle Isole.
Secondo l’indagine, questo divario riflette non soltanto differenti livelli di visibilità delle pratiche esistenti, ma anche la presenza disomogenea di condizioni favorevoli allo sviluppo di ecosistemi territoriali integrati tra cultura, salute e welfare
Accanto alle opportunità emergono alcune criticità strutturali, tra cui la fragilità dei modelli di finanziamento, la necessità di rafforzare il monitoraggio degli impatti, la limitata presenza di figure di raccordo dedicate – come il link worker – e il coinvolgimento ancora marginale della medicina generale nei percorsi di prescrizione sociale.
L’indagine sottolinea inoltre la necessità di consolidare il riconoscimento istituzionale del welfare culturale all’interno delle politiche pubbliche, anche in relazione allo sviluppo delle Case di Comunità e ai processi di riorganizzazione della sanità territoriale previsti dal Decreto Ministeriale 77/2022.
Più in generale, la ricerca propone una riflessione sul ruolo della partecipazione culturale come determinante sociale della salute, in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e con le più recenti strategie europee sul rapporto tra cultura e benessere.
L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un quadro condiviso di conoscenze, strumenti e pratiche capace di accompagnare l’evoluzione del welfare culturale da insieme di esperienze sperimentali a infrastruttura stabile, accessibile e integrata nei sistemi di cura e di promozione della qualità della vita.
Indagine sulla prescrizione sociale di arte e cultura in Italia
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