La robotica al servizio della scuola. In arrivo un innovativo progetto per contrastare l'abbandono precoce delle aule

 

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Banner foto creata da osaba - it.freepik.com

 

Elementi di robotica applicata inseriti nelle attività di laboratorio delle scuole per facilitare l’apprendimento di materie scientifiche e dell’inglese e contrastare i fenomeni di dispersione e abbandono scolastici. Questo è l’obiettivo del progetto “Rob.In”, coordinato dalla cooperativa sociale europea ESCOOP insieme a ENEA, per realizzare in Puglia una rete di laboratori di robotica educativa rivolta prevalentemente a studenti tra i 14 e i 17 anni con bisogni educativi speciali per disabilità specifiche di apprendimento, disturbi cognitivi/relazionali, deficit di attenzione e concentrazione, basso livello socio-economico.

 

Finanziato dall’impresa sociale “Con i bambini”, il progetto prevede la realizzazione di tre laboratori in altrettanti quartieri di Taranto, Cerignola (FG) e San Giovanni Rotondo (FG), dove le scuole risentono molto dell’abbandono e della dispersione, anche a causa di alti tassi di disoccupazione, lavoro minorile e microcriminalità spesso legata a traffico e uso di sostanze stupefacenti.
ENEA si occuperà sia della creazione dei laboratori che della formazione del personale docente.

 

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Foto di macco0514 da Pixabay

 

“Gli obiettivi didattico formativi sono lo sviluppo del pensiero logico, la promozione delle interazioni interpersonali, dell’apprendimento cooperativo e della creatività ma anche l’innalzamento del grado di autostima”, spiega il ricercatore ENEA Andrea Zanela. “All'interno dei laboratori verranno proposte attività di robotica durante le lezioni di fisica, matematica, scienze e inglese, coinvolgendo attivamente e in modo nuovo i ragazzi, che potranno trasformarsi da semplici utilizzatori di dispositivi a sviluppatori di nuove applicazioni, in grado stabilire una correlazione forte e diretta con le future attività professionali”, prosegue Zanela.

 

All’interno dei laboratori i ragazzi potranno creare relazioni tra loro e con il mondo esterno, sviluppando reti sociali che potranno coinvolgerli anche al di fuori del contesto scolastico, facilitandone la presa di distanza da ambienti “difficili”.

 

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Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

 

“ENEA fornirà una consulenza tecnico-scientifica per sviluppare una comunità digitale che permetterà ai ragazzi di avere uno scambio continuo di informazioni e interagire con università, centri di ricerca, scuole superiori e aziende”, conclude Zanela.

 

 

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