Papillo Tour: una mascotte, una storia e un viaggio per portare la prevenzione dell’HPV nelle scuole
Antonella Nespoli, Francesca De Nard e Cristina Lumia. Fonte ideaginger.it

Papillo Tour: una mascotte, una storia e un viaggio per portare la prevenzione dell’HPV nelle scuole

Come si spiega a un bambino che esistono virus in grado di causare tumori, ma che oggi possono essere prevenuti grazie alla vaccinazione e agli screening? E come si trasforma un tema complesso come la prevenzione dell’HPV in una conversazione accessibile per famiglie, insegnanti e comunità educative?

Da queste domande nasce The Papillo Tour, il progetto promosso dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca che punta a raccontare il Papillomavirus Umano (HPV) attraverso strumenti educativi semplici, inclusivi e narrativi. Al centro dell’iniziativa c’è Papillo, una mascotte pensata per accompagnare bambini e famiglie in un percorso di scoperta che unisce storie illustrate, linguaggio chiaro e materiali disponibili anche in più lingue.

L’obiettivo è ambizioso ma concreto: contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza su un’infezione che rappresenta oggi la più comune infezione sessualmente trasmessa al mondo e che, nelle sue conseguenze più gravi, può essere prevenuta attraverso la vaccinazione tra gli 11 e i 12 anni e mediante programmi di screening periodici.

"Il Papillomavirus umano è l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa al mondo, ma il punto centrale è che le complicanze dell’HPV sono prevenibili", sottolinea la team leader Cristina Lumia, ostetrica e dottoranda in Nursing and Midwifery presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. "Spesso l’HPV resta un tema lontano, difficile da spiegare e ancora più complesso da condividere con i più piccoli. Serve un modo nuovo di parlare di prevenzione, chiaro e accessibile. È proprio in questo spazio che nasce il Papillo Tour: un progetto di health literacy che parte dai bambini per coinvolgere le comunità educative e raggiungere le famiglie".


Dalla ricerca all’educazione

Il progetto nasce all’interno di BiUniCrowd , il programma dell’Università di Milano-Bicocca che sostiene iniziative di ricerca e innovazione attraverso il coinvolgimento diretto della società civile, delle istituzioni e delle imprese. Selezionato nell’ambito dell’ottava edizione del programma, Papillo Tour ha avviato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Ideaginger.it per raccogliere le risorse necessarie a trasformare l’idea in una rete di attività educative sul territorio.


L’obiettivo economico è fissato a 10 mila euro. I fondi raccolti serviranno a sviluppare materiali educativi cartacei e digitali, realizzare contenuti multilingue, creare il sito del progetto e organizzare le diverse tappe del tour in scuole, biblioteche e altri spazi educativi.

Ogni incontro sarà progettato come un momento di partecipazione attiva, confronto e scoperta. Le attività saranno guidate dalle professioniste del team attraverso un approccio dialogico e inclusivo, pensato per stimolare curiosità, domande e consapevolezza sui temi della salute e della prevenzione.

E c’è un ulteriore incentivo per chi sceglierà di sostenere l’iniziativa: al raggiungimento dei 5 mila euro raccolti, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca cofinanzierà il progetto, raddoppiando l’importo delle donazioni.

Ma l’ambizione di Papillo Tour non si ferma alle scuole italiane. Se la campagna dovesse superare l’obiettivo previsto, il progetto proseguirà infatti fino al Regno di eSwatini, nell’Africa Meridionale, dove si registra il più alto tasso di incidenza e mortalità per tumore cervicale correlato all’HPV. In questo contesto, i materiali e le attività saranno adattati alle esigenze locali grazie alla collaborazione con professionisti e realtà educative del territorio.

L’idea è mantenere invariato ciò che costituisce il cuore del progetto: trasformare informazioni sanitarie complesse in racconti comprensibili, capaci di generare fiducia, conoscenza e comportamenti consapevoli.

 


Una squadra multidisciplinare per la salute

Dietro Papillo Tour c’è un gruppo di professionisti provenienti da discipline diverse ma accomunati dall’obiettivo di rendere la prevenzione più accessibile.

Il progetto è coordinato da Cristina Lumia. La supervisione scientifica è affidata ad Antonella Nespoli, ostetrica e professoressa associata presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Del team fanno parte anche Francesca Squillace, esperta in educazione sanitaria e salute sessuale e riproduttiva, e la pediatra Giorgia Casti, responsabile anche del concept grafico dell’iniziativa.

Completano il gruppo Francesca Marchetti, ricercatrice in salute sessuale e riproduttiva in contesti di vulnerabilità presso UniCamillus, Francesca De Nard, specialista in igiene e medicina preventiva, e Alexandre Dumont, ginecologo-ostetrico ed epidemiologo presso l’IRD dell’Università di Parigi, che contribuisce con una prospettiva internazionale sui temi della prevenzione oncologica e della salute materna.

Per sostenere il progetto, la campagna di crowdfunding prevede diverse ricompense dedicate ai donatori, dai materiali educativi fino alla possibilità di diventare Papillo Ambassador e contribuire direttamente all’organizzazione di eventi educativi nelle scuole.

Perché, a volte, il modo più efficace per parlare di salute non è partire dai dati, ma dalle storie.

 

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