Politiche attive del lavoro: lo studio EURICSE su inclusione e lavori socialmente utili
Le politiche attive del lavoro possono svolgere un ruolo decisivo nei percorsi di inclusione sociale e occupazionale, soprattutto per le persone in condizioni di fragilità. È quanto emerge dalla ricerca di EURICSE, presentata a Trento e curata dalle ricercatrici Sara Depedri e Stefania Turri, che analizza l’efficacia degli strumenti attivati dalla Provincia autonoma di Trento.
Lo studio si inserisce nell’ambito dell’Accordo di Programma 2023–2025 con la Provincia autonoma di Trento, in collaborazione con l’Agenzia del Lavoro, e si basa su un’analisi triennale (2022–2024). L’approccio adottato è multidimensionale e longitudinale: integra infatti dati quantitativi e qualitativi provenienti da fonti amministrative, sistemi di monitoraggio e approfondimenti empirici sul campo.
Al centro dell’analisi vi sono due interventi complementari del sistema provinciale: i percorsi di accompagnamento e inserimento lavorativo di medio-lungo periodo (Intervento 3.3.C) e le attività di lavori socialmente utili orientate alla riattivazione e alla partecipazione sociale (Intervento 3.3.D). Considerati insieme, questi strumenti delineano un modello integrato capace di combinare dimensione lavorativa e inclusione sociale.
I dati confermano la solidità del sistema: ogni anno vengono attivati oltre 280 voucher nell’ambito dei percorsi di inserimento lavorativo, mentre circa 1.900 persone sono coinvolte nei lavori socialmente utili, attraverso circa 340 progetti. Si tratta di numeri che evidenziano una struttura consolidata di integrazione tra politiche del lavoro e politiche sociali
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la continuità dei percorsi occupazionali. Più del 50% dei partecipanti all’Intervento 3.3.C trova un’occupazione al termine dell’esperienza o entro tre mesi, mentre le stabilizzazioni contrattuali si collocano tra il 57% e il 64%, con il valore più alto registrato nel 2024. Anche per l’Intervento 3.3.D si osserva una buona tenuta: circa il 66% dei partecipanti mantiene una continuità pluriennale nei percorsi, e oltre il 40% risulta occupato anche dopo la conclusione dell’intervento, anche in ambiti diversi, a conferma della funzione attivante delle misure.
Oltre agli esiti occupazionali, la ricerca evidenzia effetti positivi sul benessere complessivo delle persone coinvolte, sulla qualità della vita e sul rafforzamento delle competenze professionali e relazionali. Il livello medio di soddisfazione raggiunge un punteggio di 8,2 su 10. In questo contesto, emerge il ruolo centrale delle cooperative sociali di inserimento lavorativo e degli enti locali, che contribuiscono in modo determinante alla progettazione e all’attuazione degli interventi sui territori.
La ricerca mette in luce anche alcuni margini di miglioramento, in particolare sul fronte della semplificazione amministrativa, della maggiore flessibilità operativa e del rafforzamento del coordinamento tra i diversi attori istituzionali e territoriali. In questa direzione, si evidenzia la necessità di rendere più snelli i processi di attivazione e gestione degli interventi, riducendo tempi e oneri burocratici e favorendo una maggiore integrazione tra livello provinciale, servizi per il lavoro e realtà locali.
Alla presentazione, ospitata presso il foyer della Sala InCooperazione a Trento, sono intervenuti Paola Iamiceli, presidente di EURICSE, e Stefania Terlizzi, dirigente generale dell’Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento. I risultati sono stati illustrati da Sara Depedri e Stefania Turri.
A seguire si è svolta una tavola rotonda dedicata alle prospettive di sviluppo delle politiche di inclusione lavorativa e al contributo dell’economia sociale nei processi di coesione territoriale. Il confronto, moderato da Riccardo Bodini, direttore di EURICSE, ha coinvolto rappresentanti istituzionali e del terzo settore, tra cui Stefania Terlizzi, Giacomo Libardi, Letizia Chiodi, Martino Orler e Silvia Berti.
Il rapporto di ricerca “Lavori socialmente utili e inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Valutazione degli Interventi 3.3.C e 3.3.D” è disponibile qui
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