Nudge e sostenibilità: la forza della spinta gentile
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Nudge e sostenibilità: la forza della spinta gentile

 E se fosse possibile stimolare i comportamenti sostenibili senza l'utilizzo esclusivo di obblighi e divieti?

La “spinta gentile”, che gli anglosassoni chiamano nudge, nel nostro Paese è ancora poco conosciuta. Eppure negli ultimi anni, il "nudging" ha guadagnato sempre più attenzione nell'ambito delle scienze comportamentali e delle politiche pubbliche, con applicazioni in numerosi ambiti della nostra quotidianità. Ne ha fatta di strada da quando i suoi genitori, Richard H. Thaler e Cass R. Sunstein, lo hanno definito scrivendo Nudge: la spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni su denaro, salute, felicità, del 2008, arrivato in Italia nel 2009: un successo planetario.

Cos’è il nudge?
È un dispositivo in grado di orientare in modo potente e irresistibile le nostre azioni. Si tratta di un combinato disposto di accorgimenti senza multe, sanzioni e incentivi che rende più probabile un comportamento, desiderato da parte delle persone e da parte del decisore che lo ha voluto e messo in campo, senza limitare la libertà di adesione degli individui. Quindi, qualsiasi sia l’architettura della scelta costruita per generare adesione, sottrarsi deve essere facile: pochi click.

Siamo nel perimetro del nudge se il comportamento, desiderato e facilitato, soddisfa un beneficio socialmente condivisibile. Questo ci porta ad affermare che, nell’ambito della sostenibilità, è più che legittimo e auspicabile utilizzare “spinte gentili” per concretizzare i migliori comportamenti desiderati, senza sostituire gli strumenti tradizionali bensì affiancandoli, dal momento in cui non sempre questi ultimi si rivelano efficaci. Le istituzioni pubbliche e i gestori delle risorse pubbliche, con il loro ruolo centrale nella vita dei cittadini, sono in una posizione privilegiata per fare nudging e ottenere risultati apprezzabili con investimenti economici bassi.

Il nudge è una tecnologia sociale
Il nudge non richiede investimenti tecnologi o finanziari, e neppure brevetti o risorse fossili. Inoltre, anche le imprese che intendono indirizzare i comportamenti di dipendenti o stakeholder possono utilizzarlo negli spazi di lavoro con ricadute preziose anche al di fuori del perimetro aziendale. E possono utilizzarlo per orientare le scelte dei loro clienti se i loro prodotti/servizi o i loro fini soddisfano criteri ambientalmente e socialmente condivisibili.

 

La spinta gentile richiede un po’ di coraggio e di voglia di guardare e ascoltare gli altri, immaginando cosa può funzionare meglio per rendere coerenti i nostri comportamenti ai nostri desideri

 

Irene Ivoi cerniera libro

“La Cerniera. La spinta gentile al servizio della sostenibilità” (Pacini Editore, 2024) 

 

La Cerniera. La spinta gentile al servizio della sostenibilità
Nel suo ultimo libro “La Cerniera. La spinta gentile al servizio della sostenibilità” (Pacini Editore, 2024), Irene Ivoi ci aiuta a colmare l'innegabile distanza tra il nostro voler essere sostenibili e il nostro esserlo nei fatti.

Strutturato in modo da offrire al lettore un viaggio approfondito e, al contempo, operativo e pratico, il testo esplora come le tecniche di nudging possono soddisfare molteplici obiettivi importanti e ambientalmente condivisibili, illustrando le loro differenti applicazioni e focalizzandosi su quattro macro-aree: Rifiuti, Energia, Mobilità e Acqua.

Il primo capitolo, "Nove storie di cambiamenti", presenta casi in cui interventi ispirati al nudging hanno modificato situazioni complesse senza l'uso di strumenti come i divieti o gli obblighi. Tra le storie raccontate, ci sono esempi su come i numeri possono essere totalmente ininfluenti rispetto alle decisioni da prendere, oppure su come agire sulla devozione religiosa per ottenere un risultato che le norme non perseguono. Il secondo capitolo, "La spinta gentile (nudge): un irresistibile suggerimento comportamentale", offre una panoramica teorica e pratica sul dove, come e perché questo strumento funziona e getta le basi concettuali necessarie per comprendere le applicazioni successive.
Il terzo capitolo si concentra sulle quattro aree elencate: per ciascuna si parte da un aneddoto iniziale, cui seguono due casi di successo nell'applicazione delle tecniche di nudging, una descrizione delle principali barriere comportamentali specifiche del settore e, infine, una serie di idee e proposte da implementare.

 

Sostenere la raccolta differenziata dei rifiuti, ridurre lo spreco di acqua, promuovere l'uso dei mezzi pubblici, e molto altro ancora: i “decisori” possono davvero incoraggiarci a riflettere sulle nostre scelte quotidiane, per passare efficacemente dalle intenzioni ai risultati

 

Attraverso esempi concreti e analisi dettagliate, "La Cerniera" dimostra come interventi apparentemente semplici – ad esempio un attento ordinamento delle opzioni disponibili in una scelta o la progettazione di ambienti che facilitano le scelte “desiderabili” - possono portare a cambiamenti positivi e duraturi.

L'obiettivo è accendere nelle nostre menti una lampadina in più su come applicare concretamente gli spunti del design comportamentale per rendere le nostre azioni più coerenti ed efficaci.

 

Irene Ivoi cerniera

Irene Ivoi

 

Irene Ivoi. Designer, ricercatrice e comunicatrice per la sostenibilità e l'economia circolare da trent’anni. Approda alla spinta gentile (nudge) e al design dei comportamenti, persuasa che un cittadino convinto sia molto più interessante di uno obbligato.Tedx speaker, scrive su vari network, collabora con organizzazioni pubbliche e private. È componente del Centro Studi Iuav Futuro Continuo.

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