Temerari Incerti: insieme per una comunità orientante
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Guide Sicure per Temerari Incerti: insieme per una comunità orientante

Di Antonella Tagliabue

“L’orientamento dei ragazzi è una questione di armonizzazione, è una domanda ben ascoltata”. A dirlo è Ugo Morelli, Professore di Scienze cognitive applicate alla vivibilità, al paesaggio e all’ambiente, di Psicologia del lavoro e dell’organizzazione e di Psicologia della creatività e dell’innovazione.

Ugo Morelli è co-autore con Vittorio Gallese di “Cosa significa essere umani?” (Raffaello Cortina Editore), oltre che referente scientifico di Guide Sicure per Temerari Incerti, progetto che consiste nella definizione di un modello dell’educazione alla scelta e di orientamento nelle scuole secondarie, momento fondamentale nel percorso di sviluppo individuale, nel territorio comasco di cui è capofila la cooperativa sociale Cometa.

 

Il progetto parte dalla consapevolezza che l’educazione alla scelta e l’orientamento divengono didattica formativa, non più “effetto collaterale”, caratterizzata da interventi interdisciplinari della comunità educante, che attraverso laboratori esperienziali rileva e valorizza i livelli attitudinali e intellettivi dei minori

 

In “Cosa significa essere umani?” si sottolinea l’importanza di riconoscere la corporeità e il sistema corpo, cervello e mente in ogni esperienza di apprendimento.

 “Come abbiamo fatto a pensare che l’orientamento sia solo una questione cognitiva? Le prime basi dell’orientamento si costruiscono proprio attraverso le relazioni affettive. La scuola spesso penalizza il corpo e predilige un modello centrato sull’istruzione e non sull’educazione, che riguarda tutti noi nell’arco di tutta la vita”, afferma Morelli che spiega come occorra ricostruire modalità nuove e percorsi di orientamento fondati sulla relazione affettiva, che è anche una relazione estetica.

 

 

“La relazione viene prima del soggetto in un’aula scolastica o nei processi orientativi. L’orientamento si fa a tutte le ore, non solo nelle ore dedicate all’orientamento. Noi pensiamo alle relazioni come qualcosa che si possa attivare o disattivare, come accendere o spegnere la luce. Ma la relazione è un processo intuitivo, che può essere pieno di fallimenti. Dobbiamo educare al dialogo, al conflitto e al suo contenimento, non alla sua negazione.

Quando parliamo di orientamento pensiamo che la scelta sia qualcosa che si fa quando è il momento necessario e urgente (come la scelta del corso di studi). Ma quello è il peggior momento per farlo se non abbiamo educato alla scelta, all’incertezza della scelta, alle condizioni che permettono di scegliere. Dobbiamo considerare i processi emozionali che intervengono nella scelta, e non solo. Oggi bambini anche molto piccoli portano già con sé le problematiche dell’alienazione dei legami sociali e i loro genitori vorrebbero consegnare alla scuola dell’infanzia la gestione di processi emozionali primari come paura e aggressività”.

 

Ugo Morelli spiega come nell’orientamento non c’è solo un individuo che va motivato, ma c’è una relazione che motiva.

“La questione della relazione affettiva e della regolazione affettiva (per esempio se il bambino ha un desiderio non mi dispero se non lo soddisfo immediatamente) è un problema di base. Genitori e ragazzi entrano in crisi se gli si dice che qualcosa è sbagliato, ma occorre gestire anche i sentimenti collegati agli sbagli o alle esperienze che non sono positive. Oggi siamo tutti disorientati. Viviamo tempi di grande incertezza. Chi può dire oggi quali sono le professioni del domani?

Spesso l’orientamento si concentra sul dove (il lavoro del futuro) ma il come, la capacità soggettiva di regolazione affettiva, il rafforzamento delle competenze emozionali e il saper affrontare le scelte con i giusti aiuti è fondamentale per sostenere una dimensione orientativa, senza separare emozione e cognizione, che non possono essere separate.
Quello che possiamo fare come educatori è ascoltare i ragazzi, come si sentono rispetto alle loro esperienze di vita. Non cosa sanno ma come si sentono”, conclude Morelli.

 

ugo morelli temerari incerti cooperativa cometa

Ugo Morelli

 

Ugo Morelli racconta inoltre come per il progetto Temerari Incerti è stato adottato lo strumento dell’Affective Neuroscience Personality Scales, in una versione appositamente semplificata. È un questionario che indaga le emozioni di base e la struttura portante della personalità. Questa versione più semplice permette a insegnanti, genitori e ragazzi di dire come si sentono rispetto alle variabili da considerare nell’azione orientante. L’elaborazione dei risultati sarà fondamentale per il lavoro di Temerari Incerti nella costituzione di una comunità educante, a cui partecipano tutti i soggetti coinvolti nell’orientamento: famiglie, imprese, scuola, associazioni, comunità.

“Sono tre le traiettorie sulle quali stiamo lavorando con Temerari Incerti: ricollocare le relazioni affettive alla base dell’orientamento, il tema degli spazi extrascolastici come luoghi di accompagnamento per i ragazzi e poi il tema dell’ecologia su cui si può sperimentare, ritrovare una relazione con i luoghi e il paesaggio”, aggiunge Giorgia Turchetto Project Manager di Temerari Incerti. “Mettiamo al centro i saperi spontanei dei ragazzi. Il progetto è complesso perché frutto di un lavoro che ha attivato una capacità di ascolto diversa. L’orientamento è faticoso e forse dovremmo cominciare a parlarne prima rispetto a quanto si fa oggi nelle scuole. Gli strumenti che usiamo attualmente per valutare il talento e il potenziale dei ragazzi attivano la paura del futuro. Ma sono innanzitutto gli adulti che devono ripensarsi nella relazione orientativa e ripensare le simmetrie relazionali adulto-minore”.

 

Guide per Temerari Incerti. Vite attive in Comunità Orientanti. Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD.

Capofila responsabile di progetto è COMETA COOPERATIVA SOCIALE. Sono partner di progetto: Camera di Commercio di Como-Lecco, Colombo coperture, Fondazione Colloquia, collaboriamo, Citibility, IATH, i comuni di Blevio, Brunate, Como e Faggeto Lario, la Polisportiva S. Agata, CSV Insubria, il Forum Ass. Famiglie Como, IC Como Lago, On Trasformazioni generative.

 

 

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