Amandola, il borgo che innova partendo dalla comunità. Intervista a Adolfo Marinangeli

Amandola, il borgo che innova partendo dalla comunità. Intervista a Adolfo Marinangeli

Quando si parla di piccoli borghi italiani, spesso il racconto si concentra sulle difficoltà: spopolamento, invecchiamento della popolazione, crisi dei servizi. Ma ci sono territori che stanno scrivendo una narrazione diversa. È il caso di Amandola, comune di circa 3.500 abitanti nelle Marche, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, guidato dal suo sindaco Adolfo Marinangeli. Un borgo che, invece di chiudersi nella marginalità, ha scelto di costruire un modello di sviluppo fondato sulla comunità, sull’innovazione sociale e sulla cura del territorio. Quello di Amandola è un esempio di come un’amministrazione possa agire come catalizzatore di energie locali, promuovendo coprogettazione, sostenibilità e inclusione.

 

“Siamo area in crescita”
Uno dei primi elementi che colpisce nel discorso di Marinageli è la volontà - e l'importanza - di cambiare linguaggio. Non più “area interna” – termine che nel tempo ha assunto un’accezione di marginalità – ma “area in crescita”. Una scelta non solo semantica, ma profondamente politica: "Noi vogliamo crescere nonostante le difficoltà, e farlo come comunità estesa", sottolinea il sindaco.

Uno dei progetti simbolo di questa visione è Serenity, pensato per contrastare l’isolamento delle persone anziane. Amandola, come molte aree montane, sta affrontando l’invecchiamento della popolazione. Dopo la ricostruzione dell’ospedale distrutto dal grave sisma del 2016, l’amministrazione ha voluto spingersi oltre, integrando servizi sanitari e sociali. Serenity è un dispositivo tecnologico che monitora lo stato di salute degli anziani e li collega quotidianamente a un operatore per una chiacchierata, un aiuto, un supporto. “Non è solo tecnologia: è ascolto, è calore umano. E le persone si sentono meno sole”, racconta Marinangeli.

La valorizzazione della comunità e il suo impatto passano anche attraverso un turismo più lento, profondamente e autenticamente radicato nel territorio. “Cerchiamo un turismo compatibile, che valorizzi la persona, le relazioni. Un turismo stabile, con il quale poter colloquiare, al quale poter far sentire la nostra vicinanza”, prosegue il primo cittadino. Non a caso il comune è stato recentemente riconosciuto come Villaggio Montano Certificato CAI per il suo valore ambientale e sociale.

Ma la realizzazione di una realtà come quella di Amandola passa anche attraverso il riconoscimento delle nuove esigenze del mondo del lavoro. “Crediamo molto nello smart working e pensiamo che possa essere un tassello importante del nuovo turismo stanziale. Abbiamo lavorato per questo, per disseminare nel nostro centro storico la fibra ottica e la banda ultralarga, proprio per permettere di avere una connessione potente. Se non c'è la tecnologia, i giovani scappano perché non hanno la possibilità di fermarsi”.

 

Coprogettare per crescere insieme
Il cuore della strategia di Amandola è nella coprogettazione, che vede privati, Pubblica Amministrazione, Terzo Settore e cittadini come parti attive di un processo condiviso di crescita comune. Esempio efficace di partecipazione comune sono le iniziative legate alle comunità energetiche.

Da due anni la comunità di Amandola è infatti impegnata in un percorso ambizioso: la creazione di una CERS – Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale. Una sigla che va oltre l’acronimo istituzionale CER, aggiungendo quella “S” che fa la differenza: solidale. “Abbiamo deciso che gli incentivi che arriveranno non resteranno semplicemente un vantaggio individuale. Saranno reinvestiti nel sociale, in progetti per la comunità, per aumentare la qualità della vita di tutti”, racconta Marinangeli.

Per andare oltre il guadagno individuale, occorre però un cambio di paradigma. Il primo ostacolo da affrontare è culturale. Spesso, di fronte a un progetto collettivo, la domanda che sorge è: “Ma io che cosa ci guadagno?”. La risposta, ad Amandola, è chiara: tu personalmente forse non guadagni nulla, ma la tua comunità sì. E, in questo guadagno collettivo, c’è anche il tuo benessere.


Un’economia che si prende cura
“Se lavoriamo insieme, possiamo costruire una politica energetica che generi risparmi, sostenibilità e – soprattutto – coesione sociale”, spiega il primo cittadino. Nell’idea di CERS di Amandola, l’energia diventa un bene comune. Non solo un mezzo per ottenere risparmio energetico, ma anche uno strumento di inclusione e partecipazione. I fondi generati dal sistema non restano chiusi nei bilanci, ma vengono destinati a politiche sociali condivise con la cittadinanza.

È un modello in cui pubblico e privato si incontrano: il Comune guida, coordina e sostiene, ma è la comunità locale la vera protagonista. Chi aderisce alla CERS non lo fa solo per un tornaconto personale, ma per contribuire a una nuova idea di bene comune, dove l’energia alimenta non solo le case, ma anche i legami sociali.

 

Una lentezza strategica
Quello di Amandola è dunque un esempio concreto di innovazione sociale dal basso, in cui la transizione ecologica diventa anche transizione culturale e civica. E dove il futuro si costruisce con reti invisibili fatte di ascolto, collaborazione e fiducia.

In un tempo in cui tutto sembra dover accadere in fretta, Amandola ci ricorda che alcune rivoluzioni – quelle vere – hanno bisogno di cura, attenzione e lentezza. Una lentezza consapevole, che permette di ascoltare, coinvolgere e costruire con profondità. Una lentezza che non è inerzia, ma strategia.

Quella di Amandola è una comunità che si mette in gioco, che programma insieme, che genera futuro: questo è fare innovazione sociale. Una sfida non semplice, soprattutto nei piccoli comuni dell’entroterra, ma che può diventare replicabile ovunque. Perché è dai piccoli comuni che può nascere un’Italia più coesa, sostenibile e innovativa.

 

Ascolta il podcast o guarda il video qui sotto

 

 

Chi è Adolfo Marinangeli? Dal 2014 ricopre il ruolo di primo cittadino di Amandola, comune della provincia di Fermo, nelle Marche. Ha iniziato la sua carriera politica negli anni ’80, rivestendo diversi incarichi a livello provinciale e regionale. È stato componente del Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici della Regione Marche e dal 1995 è iscritto nell’elenco dei Direttori Generali delle ASL della stessa regione. È stato Assessore provinciale alle Politiche europee e alle Politiche per la montagna. Laureato in Ingegneria Civile Edile presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, con indirizzo in “Progetti per la ristrutturazione e il risanamento edilizio”, esercita da oltre trent’anni la libera professione di ingegnere, con una particolare attenzione ai progetti complessi finanziati dalla Comunità Europea. Nel 2023 è stato insignito del Premio "Angelo Vassallo", quale Sindaco della bella politica.

 

 

Articolo a cura di Innovazione Sociale
Videointervista a cura di Antonella Tagliabue, UN-GURU

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