Stupore e orientamento: quando la bellezza diventa bussola. Il progetto ad hOCCHI APERTI
Testo a cura di Antonella Tagliabue, UN-GURU
C’è un filo invisibile che unisce lo stupore alla scoperta di sé: la capacità di lasciarsi colpire dalla bellezza e, in quel momento, trovare un orientamento nuovo. È il cuore pulsante del progetto ad hOCCHI APERTI, promosso da Cometa con il sostegno di Con i Bambini, Fondazione De Agostini, Fondazione Pietro Pittini, Fondazione Amplifon e Fondazione Deloitte, insieme a una rete di oltre venti partner tra scuole, enti culturali e realtà artigiane di Como, Trieste e Torino.
Nato per contrastare la povertà educativa e accompagnare i giovani nel delicato tempo della scelta, ad hOCCHI APERTI si fonda su un principio semplice ma rivoluzionario: orientarsi significa lasciarsi stupire. Non solo informarsi su scuole e mestieri, ma incontrare esperienze reali di bellezza, arte, cultura e lavoro manuale, capaci di rivelare i talenti nascosti di ciascuno.
Lo racconta bene Erasmo Figini, fondatore di Cometa: “Lo stupore è il mio compagno di viaggio. È ciò che mi ha salvato la vita”. Nel suo intervento, lo stupore non è una parentesi emotiva, ma una postura educativa: la capacità di guardare la realtà con occhi nuovi, di lasciarsi toccare da ciò che si incontra, di scoprire in ogni esperienza un segno, un invito, una possibilità.
Dalla natura ai gesti quotidiani, dalla cura del bello all’incontro con l’altro, lo stupore diventa così il primo passo per l’apprendimento autentico. È un’energia che muove il desiderio, che rimette in moto ragazzi spesso scoraggiati o disorientati
Orientarsi nella meraviglia
Nel progetto ad hOCCHI APERTI, l’orientamento è visto non come un test o una procedura, ma come un cammino di consapevolezza. Lo scrittore Daniele Mencarelli, ospite dell'evento di presentazione che ha avuto luogo il 1° ottobre 2025 nell'ambito della Lake Como Creativity Week, lo descrive con parole vibranti: “L’orientamento è capire che la vita è una sorgente che cambia a seconda di ciò che incontra”. Il suo racconto di formazione – da ragazzo di periferia a poeta e narratore – diventa testimonianza viva: ogni talento nasce dall’incontro con qualcuno che sa vedere in te qualcosa che tu non vedi ancora. L’orientamento, allora, non è dare risposte preconfezionate, ma coltivare domande vere.
Nel dialogo tra relatori, la parola bellezza è risuonata come un coro. Maurizio di Robilant, fondatore della Fondazione Italia Patria della Bellezza, ha ricordato che “la bellezza è una promessa di felicità”. Per i ragazzi, imparare a riconoscerla significa scoprire ciò che li attrae, ciò che accende la passione e li orienta naturalmente verso il proprio talento.
Paola Dubini, docente alla Bocconi e presidente della Fondazione Alessandro Volta, ha parlato di cultura come di un respiro che ci lega al tempo e agli altri: “La cultura è ciò che ci definisce e ci tiene umani”.
Infine Alessandra De Nitto della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte ha riportato al centro le mani sapienti degli artigiani. Mani che pensano, creano, imparano, trasmettono. Mani che educano a un sapere incarnato, dove la conoscenza passa attraverso il fare.
Un percorso di scoperta per educare lo sguardo
Il progetto, attivo fino al 2028, intreccia laboratori esperienziali, visite a botteghe, incontri con maestri d’arte, percorsi di orientamento e momenti culturali.
Ogni attività è pensata per offrire ai ragazzi la possibilità di incontrare la bellezza dal vivo – nei luoghi, nelle persone, nei gesti – e per aiutarli a scoprire la propria “vocazione”, quel punto in cui talento, passione e realtà si incontrano. Come diceva un insegnante di Cometa durante l’incontro: “L’orientamento comincia quando qualcuno ci guarda davvero e ci fa domande che ci aprono”.
In un tempo in cui tutto corre veloce e lo sguardo rischia di scivolare sulla superficie, ad hOCCHI APERTI è un invito a fermarsi, a guardare, a lasciarsi colpire. È un progetto che unisce educazione, cultura, artigianato e comunità per restituire ai giovani il potere più rivoluzionario di tutti: quello dello stupore.
Perché solo chi sa stupirsi può davvero orientarsi — e solo chi è orientato dalla bellezza può cambiare il mondo.
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