IMPULSO: dalla filantropia al procurement trasformativo. Apre la call per organizzazioni a impatto
ELIS Social Innovation Roadshow (Torino, 5 marzo 2026): i founder delle imprese a impatto della rete ELIS Social Innovation

IMPULSO: dalla filantropia al procurement trasformativo. Apre la call per organizzazioni a impatto

  • data di chiusura del bando: 19-07-2026
  • stato del bando: Aperto
  • Soggetto beneficiario: Imprese, Terzo settore

C’è un punto di svolta, nelle politiche di sostenibilità d’impresa, che segna il passaggio da dichiarazione di intenti a pratica concreta. Questo passaggio non avviene nei documenti di rendicontazione, ma lungo la supply chain: è qui che si misura la reale capacità delle organizzazioni di integrare obiettivi economici, ambientali e sociali. Oggi, infatti, non è più sufficiente monitorare i fornitori secondo criteri ESG; la sfida è coinvolgerli in un processo di co-progettazione, trasformando la catena di fornitura in un ecosistema generativo di valore condiviso.

In questo contesto si inserisce il paradigma della Open Social Innovation. L’idea di fondo è semplice ma radicale: il valore economico non è più l’obiettivo isolato dell’impresa, bensì il risultato di un sistema di relazioni capace di produrre benefici diffusi. In assenza di questa dimensione, l’innovazione rischia di ridursi a mero efficientamento, privo di reale capacità trasformativa.

 

Il procurement come leva strategica

Uno degli ambiti in cui questo cambiamento si manifesta con maggiore evidenza è il procurement. Per lungo tempo, le organizzazioni a impatto — imprese sociali, cooperative, reti territoriali, consorzi — sono state considerate principalmente come destinatarie di risorse filantropiche. Un modello che ha finito per limitarne il potenziale, relegandole a una posizione marginale rispetto ai processi economici strutturati.

Oggi si sta affermando un approccio diverso, riconducibile al cosiddetto transformative procurement. In questa prospettiva, le organizzazioni dell’economia sociale non sono più viste come beneficiarie, ma come partner strategici. Il criterio di scelta non è più esclusivamente etico, ma anche — e soprattutto — competitivo: queste realtà portano con sé capacità di innovazione, radicamento territoriale, inclusione di competenze eterogenee e una naturale aderenza agli standard ESG.

Per le imprese, integrare fornitori a impatto nella propria catena del valore significa rafforzare la resilienza dei sistemi produttivi, migliorare la qualità delle relazioni con il territorio e anticipare le evoluzioni normative e di mercato in materia di sostenibilità.

 

Il ruolo degli intermediari di sistema

Affinché questo cambiamento si realizzi su scala, è però necessario un lavoro di connessione tra domanda e offerta di innovazione sociale. È in questo spazio che si collocano iniziative come IMPULSO, promossa da Fondazione Compagnia di San Paolo e attuata da ELIS Innovation Hub.

Il progetto si configura come un’infrastruttura abilitante che mira a colmare il divario tra le esigenze delle corporate e le competenze espresse dall’economia sociale nei territori di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Più che un programma di finanziamento, IMPULSO è un dispositivo di attivazione: un acceleratore di relazioni in grado di tradurre visioni condivise in collaborazioni operative.

Il modello adottato è quello dell’open innovation strutturata, in cui un soggetto orchestratore — in questo caso ELIS Innovation Hub — facilita l’incontro tra attori diversi, costruendo un linguaggio comune e accompagnando i processi fino alla formalizzazione di collaborazioni.

 

Dalle competenze al mercato: l’architettura di IMPULSO

Il percorso proposto si sviluppa lungo alcune direttrici fondamentali. Da un lato, le organizzazioni a impatto vengono accompagnate in un processo di rafforzamento delle proprie competenze, attraverso attività di formazione e mentoring finalizzate a migliorarne il posizionamento nel mercato B2B. Dall’altro, viene creato uno spazio strutturato di incontro con il mondo corporate, culminante in momenti di confronto diretto con i decisori aziendali.

Per le imprese, il valore risiede nella possibilità di accedere a un bacino qualificato di innovazione sociale, già orientato alle esigenze del mercato e in grado di integrarsi nei processi aziendali senza comprometterne l’efficienza. Si tratta, in altri termini, di un marketplace guidato, in cui la sostenibilità non è un vincolo esterno, ma una leva di competitività.

 

IMPULSO si articola su sette dimensioni chiave che danno il nome al progetto: Innovazione, Misurabilità, Procurement Trasformativo, Umanità, Leadership collaborativa, Sostenibilità e Opportunità

 

Dal punto di vista delle politiche pubbliche, esperienze come IMPULSO offrono alcuni spunti rilevanti. In primo luogo, evidenziano la necessità di superare una visione frammentata dell’economia sociale, favorendo la costruzione di filiere integrate e riconoscibili. In secondo luogo, mostrano come il transformative procurement possa diventare uno strumento di politica industriale e sociale, capace di orientare i mercati verso modelli più inclusivi e sostenibili.

Infine, emerge con chiarezza il ruolo degli attori intermedi nel facilitare processi complessi di collaborazione multi-stakeholder. Senza queste “infrastrutture relazionali”, il rischio è che la domanda e l’offerta di innovazione continuino a muoversi su binari paralleli, senza incontrarsi.

 

Una call per rafforzare l’ecosistema

La sfida, oggi, è quella di scalare queste esperienze, trasformandole in modelli replicabili e duraturi. In questo quadro, si inserisce l’apertura della call  rivolta alle organizzazioni a impatto, ossia imprese sociali attive in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. L’invito è rivolto a realtà già pronte a operare nel mercato B2B, interessate a consolidare il proprio posizionamento e ad ampliare la scala del proprio impatto.

IMPULSO non rappresenta solo un’opportunità per i singoli soggetti, ma un passo verso la costruzione di un’infrastruttura di impatto più ampia, capace di partire dai territori per incidere a livello nazionale.

Il passaggio dalla logica della donazione a quella della creazione di valore condiviso non è soltanto un cambiamento operativo, ma culturale. Significa riconoscere che la sostenibilità, per essere efficace, deve essere incorporata nei meccanismi ordinari dell’economia. E che è proprio nella catena del valore — nei luoghi apparentemente più tecnici e meno visibili — che si gioca una delle partite più decisive per il futuro dei sistemi produttivi e sociali.

 

Candida la tua realtà entro le ore 12:00 del 19 luglio 2026

 

 

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