Dove nascono le nuove economie: al via la call per l’Atlante del Neomutualismo

Dove nascono le nuove economie: al via la call per l’Atlante del Neomutualismo

  • data di chiusura del bando: 22-05-2026
  • stato del bando: Aperto
  • Soggetto beneficiario: Terzo settore

Il progetto di ricerca “COMMON PEOPLE. Il valore pubblico delle comunità intraprendenti”, promosso da AICCON Research Center e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Fondo per la ricerca in campo economico e sociale (FRES), entra nella sua fase operativa e lancia una call to action per individuare e valorizzare le esperienze di neomutualismo presenti nei territori.

Fino al 22 maggio 2026, cooperative, associazioni, reti, progetti, gruppi informali e comunità attive potranno candidarsi per entrare nel primo Atlante italiano del Neomutualismo, contribuendo a rendere visibile un fenomeno in forte crescita.

Negli ultimi anni, e con maggiore evidenza nel periodo successivo alla pandemia, in molti contesti locali italiani si sono sviluppate nuove forme di attivazione collettiva. Si tratta di pratiche che mettono in relazione cittadini, organizzazioni e istituzioni per affrontare bisogni sociali ed economici in modo condiviso. Non solo utilizzo di risorse già esistenti, ma capacità di generarne di nuove, attivando relazioni, opportunità e percorsi di sviluppo locale. Il progetto si propone di analizzare queste esperienze per comprenderne caratteristiche, dinamiche e potenziale trasformativo.

Come evidenzia Paolo Venturi, Direttore AICCON Research Center: “Common People” nasce come progetto di ricerca volto alla definizione ed emersione di quella moltitudine di istituzioni che nascono dalla comunità e alimentano economie inclusive e trasformative. Il progetto oltre a nutrire il pensiero accademico, ha l'ambizione di sostanziare e rendere concreta l'esistenza e il valore del Neomutualismo.”

 

Che cos’è il neomutualismo

Il neomutualismo rappresenta un paradigma emergente che promuove nuove forme di cooperazione tra persone, organizzazioni e comunità, con l’obiettivo di rispondere ai bisogni sociali attraverso soluzioni condivise. Nasce in un contesto in cui i sistemi tradizionali di welfare e mercato mostrano limiti crescenti, e si sviluppa grazie all’attivazione diretta delle comunità.

A differenza del mutualismo tradizionale, non si limita alla redistribuzione di risorse esistenti, ma punta a generarne di nuove (generatività), favorisce la collaborazione tra soggetti diversi (interdipendenza) e ambisce a trasformare i modelli di produzione di valore e di benessere nei territori (ambizione trasformativa).

 

Un focus sui territori

La ricerca si concentra in particolare sulle regioni del Sud Italia – Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria – e sulle aree interne di Emilia-Romagna e Toscana.

Una prima analisi delle vulnerabilità territoriali, condotta da ISTAT, evidenzia alcune criticità: nel Mezzogiorno l’incidenza della povertà assoluta rimane più elevata rispetto alla media nazionale, con un impatto significativo sui minori. Allo stesso tempo, il periodo post-pandemico mostra segnali di ripresa occupazionale che però non sempre si traducono in un rafforzamento strutturale delle economie locali.

Accanto a queste fragilità, emerge però un diffuso dinamismo delle comunità, che sperimentano nuove modalità di collaborazione e risposta ai bisogni.

 

Perché partecipare all’Atlante

La call rappresenta uno strumento chiave per intercettare queste esperienze. Attraverso una survey aperta, il team di ricerca raccoglierà pratiche concrete di innovazione sociale e cooperazione dal basso, contribuendo a costruire una mappa di un ecosistema spesso frammentato ma ricco di valore.

L’Atlante del Neomutualismo non sarà solo una raccolta di esperienze, ma uno spazio di riconoscimento e connessione tra realtà che condividono approcci e finalità. Le organizzazioni partecipanti saranno pubblicate sul sito del progetto e alcune potranno essere coinvolte in momenti di confronto per contribuire alla definizione di proposte utili alle politiche pubbliche.

I risultati dell’indagine confluiranno inoltre in una pubblicazione e saranno presentati in eventi a livello nazionale, offrendo visibilità ai territori e alle persone che ogni giorno contribuiscono a renderli più inclusivi e dinamici.

 

Chi può partecipare

Possono candidarsi tutte le realtà nate a partire dal 2020 – cooperative, associazioni, piattaforme, reti, progetti e gruppi informali – che attivano forme di collaborazione, coinvolgimento della comunità e generazione di valore collettivo. Non è richiesta una forma giuridica specifica, ma è fondamentale che le pratiche siano concrete e orientate alla crescita condivisa.

 

Qui per partecipare alla call



Il progetto è realizzato da un gruppo multidisciplinare composto dal team di AICCON Research Center, con il contributo di Mauro Caramaschi (Istat), Stefania Della Queva (Istat), Giovanni Mulazzani (Università di Bologna), Manuela Nicosia (Istat), Ivana Pais (Università Cattolica del Sacro Cuore), Mariella Stella (Casa Netural), Sabrina Stoppiello (Istat), Luca Tricarico (IRCrES – CNR), Flaviano Zandonai (Consorzio Nazionale CGM).

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