Prospettive+: 25 milioni per rafforzare le competenze digitali di disoccupati e inattivi
- data di chiusura del bando: 15-05-2026
- stato del bando: Aperto
- Soggetto beneficiario: Imprese, Terzo settore, Ente pubblico
Accrescere le competenze digitali delle persone disoccupate e inattive tra i 34 e i 67 anni per favorire la riqualificazione professionale e l’ingresso nel mercato del lavoro. È questo l’obiettivo di “Prospettive+”, seconda fase del bando “Prospettive”, promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale, che mette a disposizione una dotazione complessiva di 25 milioni di euro.
Lo scale-up dei progetti a maggiore impatto
Il Piano Strategico 2025-2026, definito dal Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale, prevede la realizzazione di uno scale-up dei bandi già sperimentati, attraverso nuove opportunità aperte a tutti gli stakeholder interessati. In questo quadro, i progetti sostenuti nella prima edizione di “Prospettive” che hanno dimostrato maggiore efficacia nella fase sperimentale riceveranno una premialità nel nuovo bando.
L’obiettivo di “Prospettive+” è sostenere, rispetto alla prima edizione, un numero più contenuto di progetti, ma di dimensioni più rilevanti in termini di risorse economiche assegnate, beneficiari raggiunti e composizione dei partenariati. L’intento è quello di consolidare le esperienze più efficaci e trasferire al decisore pubblico le migliori pratiche in termini di impatto, sostenibilità e risultati generati.
Il contesto italiano
Secondo i più recenti dati Eurostat pubblicati a dicembre 2025, l’Italia registra un miglioramento significativo sul fronte delle competenze digitali: la quota di popolazione tra i 16 e i 74 anni con competenze digitali di base passa dal 45,7% al 54,2%. Si tratta del secondo incremento più alto nell’Unione Europea, dopo la Danimarca, consentendo al Paese di ridurre il divario con la media europea, pari a circa il 60%.
Nonostante il trend positivo, persistono forti disuguaglianze legate all’età e al livello di istruzione. Nella fascia 35–54 anni, le competenze digitali di base riguardano il 78,3% dei laureati, ma solo il 25,7% di chi possiede al massimo un titolo di istruzione secondaria inferiore, con effetti diretti sulle possibilità di reinserimento nel mercato del lavoro per le persone fuori dall’occupazione.
A queste fragilità si sommano le disuguaglianze territoriali. I livelli più elevati di competenze digitali si registrano nella Provincia autonoma di Trento (56,8%), in Lombardia (53,4%), in Emilia-Romagna e nel Lazio (51,5%), mentre le percentuali più basse si osservano in Calabria (32,2%) e Campania (32,5%), ampliando il divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno.
La domanda di profili digitali è in forte crescita: nel biennio più recente si contano oltre 222.000 annunci per professioni ICT e una quota di specialisti ICT pari al 4% degli occupati, contro il 5% della media UE. Tuttavia, l’offerta di lavoratori adeguatamente formati resta insufficiente. Questo disallineamento emerge anche nella struttura del lavoro: solo il 37,1% degli occupati utilizza strumenti digitali per almeno metà del proprio tempo di lavoro, rispetto al 41,2% nell’Unione Europea, segno di una diffusione ancora limitata delle competenze digitali nei contesti produttivi.
Il quadro occupazionale conferma queste fragilità: a novembre 2025 il tasso di occupazione in Italia è pari al 62,6%, con un tasso di disoccupazione del 5,7% e una quota di inattivi ancora molto elevata, pari al 33,5% della popolazione in età lavorativa, con un’incidenza maggiore tra donne e adulti che non cercano attivamente un impiego.
A incidere negativamente è anche la partecipazione ancora contenuta alla formazione continua. Nel 2022 circa il 35,7% delle persone tra i 25 e i 64 anni ha preso parte ad attività di lifelong learning, con una crescita stimata tra il 39% e il 41,5% nel 2024-2025 secondo dati INAPP ed Eurostat. Nonostante il progresso, il tasso resta inferiore all’obiettivo UE del 47% fissato per il 2025, riducendo le opportunità di aggiornamento soprattutto per disoccupati e inattivi, che rischiano di restare esclusi dai processi di innovazione e trasformazione produttiva.
In questo scenario, investire nel rafforzamento delle competenze digitali delle persone disoccupate e inattive rappresenta una priorità strategica per aumentare l’occupabilità, favorire il reinserimento lavorativo e ridurre le disuguaglianze sociali e territoriali, contribuendo alla sostenibilità economica e sociale del Paese
Per Alessio Butti, Sottosegretario di Stato con delega all’Innovazione tecnologica: “Per il Governo investire nelle competenze digitali rappresenta una priorità strategica per il futuro dell’Italia. In un momento storico caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche e dalla crescente diffusione dell’Intelligenza Artificiale, il rafforzamento di un solido patrimonio di competenze è una condizione essenziale per garantire piena partecipazione alla vita del Paese e sostenere uno sviluppo economico e sociale duraturo. Promuovere l’inclusione digitale significa mettere ogni cittadino nelle condizioni di essere protagonista della vita democratica e di cogliere le opportunità offerte dall’innovazione. In questa direzione si inserisce il sostegno del Dipartimento per la Trasformazione Digitale all’azione e al ruolo del Fondo per la Repubblica Digitale e in particolare al nuovo bando rivolto a disoccupati e inattivi, il cui obiettivo è consolidarne le competenze, favorirne la riqualificazione professionale e accompagnarne l’ingresso nel mercato del lavoro. Un’azione concreta per ridurre il divario digitale e costruire un’Italia più moderna e competitiva”.
Per Giovanni Azzone, Presidente di Acri: “Con questo nuovo bando il Fondo Repubblica Digitale prosegue l’impegno per contribuire a ridurre il divario di competenze digitali nel Paese. La diffusione delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale rende sempre più necessario un aggiornamento continuo, ma non tutti hanno le stesse possibilità di accedervi, con il rischio di acuire le disuguaglianze già esistenti. Le prime evidenze della valutazione d’impatto sui progetti finora sostenuti dal Fondo indicano risultati positivi, sia nel rafforzamento delle competenze sia nelle opportunità di inserimento lavorativo. Le Fondazioni di origine bancaria confermano dunque la loro fiducia in un’iniziativa che contribuisce a sperimentare soluzioni efficaci per rendere più equo l’accesso alle nuove competenze digitali.”
Per Giovanni Fosti, Presidente del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale: “Con il bando Prospettive+, il Fondo per la Repubblica Digitale prosegue nel proprio impegno per un Paese più giusto e inclusivo, in cui la transizione digitale non lasci indietro nessuno. Le persone disoccupate e inattive non sono semplici destinatarie degli interventi, ma protagoniste di un percorso di crescita collettiva che riconosce il valore di ogni cittadina e cittadino. La nuova fase di scale-up punta a consolidare e valorizzare le esperienze più efficaci, mettendo a disposizione del decisore pubblico modelli solidi e replicabili su scala nazionale. In questo quadro, la collaborazione tra Governo e Fondazioni di origine bancaria rappresenta un pilastro essenziale per costruire una visione di lungo periodo e mobilitare le risorse necessarie a ridurre i divari sociali e territoriali che ancora segnano il nostro Paese.”
Prospettive+
Il bando Prospettive+ è finalizzato a sostenere progetti capaci di rafforzare le competenze digitali delle persone disoccupate e inattive, favorire la loro riqualificazione professionale e accompagnarne l’inserimento nel mercato del lavoro. Gli interventi sono rivolti alla fascia di età compresa tra i 34 e i 67 anni e si configurano come percorsi integrati che uniscono formazione, orientamento e accompagnamento all’occupazione.
Le proposte progettuali devono prevedere azioni coordinate che includano l’intercettazione e l’ingaggio dei beneficiari, attraverso strategie mirate di individuazione e coinvolgimento del target, percorsi strutturati di formazione digitale per l’acquisizione e il potenziamento sia delle competenze di base sia di quelle avanzate, coerenti con i fabbisogni professionali richiesti dal mercato del lavoro, e attività dedicate allo sviluppo delle competenze trasversali, dalle soft skills alle life skills. Centrale è anche la continuità della partecipazione, con azioni specifiche finalizzate a prevenire l’abbandono dei percorsi formativi, anche attraverso servizi di conciliazione coerenti con i bisogni delle persone coinvolte. A queste si affiancano percorsi di orientamento e accompagnamento al lavoro, che possono includere il coinvolgimento diretto delle imprese nei processi di inserimento occupazionale.
Dal punto di vista territoriale, i progetti devono coinvolgere obbligatoriamente almeno due regioni, pena l’inammissibilità, ma possono essere strutturati anche su scala nazionale. La dotazione finanziaria complessiva è pari a 25 milioni di euro, con un costo unitario massimo di 3.500 euro per beneficiario. Il contributo per ciascun progetto varia da un minimo di 1 milione a un massimo di 3 milioni di euro, mentre la durata degli interventi deve essere compresa tra 18 e 30 mesi.
Le proposte devono essere presentate da partenariati composti da un minimo di tre a un massimo di otto soggetti. Ogni partenariato deve individuare un Soggetto responsabile, incaricato di coordinare i rapporti con il Fondo per la Repubblica Digitale. Tale soggetto deve essere pubblico o privato senza scopo di lucro, costituito da almeno due anni, con sede legale in Italia, e non può essere un’associazione di categoria né un sindacato. Salvo specifiche eccezioni previste per università, centri di ricerca ed enti pubblici, può presentare una sola proposta progettuale.
I partner possono essere soggetti pubblici o privati non profit, con sede legale in Italia e registrati sulla piattaforma Re@dy. È inoltre ammessa la partecipazione di partner for profit esclusivamente per attività di supporto specialistico alla formazione digitale o per azioni di inserimento lavorativo, entro un limite massimo del 30% del budget complessivo del progetto.
Le proposte devono essere presentate esclusivamente online tramite la piattaforma Re@dy entro le ore 11.00 del 15 maggio 2026
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