Pnrr, è nato l’osservatorio sul Terzo Settore

Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo Settore. Fonte foto pagina facebook Forum Terzo Settore
“Valorizzare il contributo che il Terzo settore può dare in termini di competenze, visione ed esperienza è cruciale per far sì che il Pnrr centri i suoi obiettivi di sviluppo sociale ed economico dei territori. Serve cultura della collaborazione, anche e soprattutto in questa fase storica del Paese in cui povertà, disuguaglianze ed emarginazione sociale sono in forte crescita”. Lo dichiara Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo Settore, in occasione della presentazione a Roma dell’Osservatorio su Pnrr e Terzo settore, realizzato in collaborazione con Openpolis con l’obiettivo di aiutare gli enti a svolgere attività di advocacy, cogliere le opportunità di partecipazione al Pnrr e a orientarsi tra i provvedimenti governativi.
Tra le oltre 300 misure previste dal Pnrr, l’osservatorio si concentra sulle 59 che interessano anche il Terzo settore (per un totale di 270 provvedimenti attuativi) in ambiti come l’ambiente, le persone con disabilità o non autosufficienti, la rigenerazione urbana, la povertà educativa, i beni confiscati
In totale, le risorse previste per attuare le 59 misure sono pari a 37 miliardi e 610 milioni ma, a causa di una difficile conoscibilità dello stato di attuazione del Pnrr, se da un lato è possibile conoscere quali sono le iniziative finanziate, dall’altro non è dato sapere quante risorse sono state effettivamente erogate sui territori e a quali destinatari.
Tra le misure più finanziate troviamo il Piano asili nido e scuole dell’infanzia (4.6 miliardi) per aumentare l’offerta educativa nella fascia 0-6; segue la riforma delle politiche attive del lavoro e formazione (4.4 miliardi) e la misura “Casa come primo luogo di cura” per la presa in carico del 10% della popolazione over 65 (4 miliardi).

Solo una misura, quella riguardante il Servizio civile universale, andrà completata entro quest’anno ed è al momento in corso d’opera. L’unica al momento completata, invece, è la definizione di un nuovo modello organizzativo della rete di assistenza territoriale, che non prevede investimenti finanziari. Delle altre, 45 sono in corso, 4 sono in ritardo nella realizzazione e 9 ancora da avviare, ma gran parte di queste ha scadenza nel 2026.
La “puntualità” nell’attuazione del Pnrr dovrà quindi essere verificata soprattutto nei prossimi anni e, da questo punto di vista, l’osservatorio del Forum Terzo Settore rappresenterà uno strumento fondamentale.
Per quanto riguarda il coinvolgimento del Terzo settore attraverso gli avvisi, al momento 3 sono quelli aperti a cui possono partecipare gli enti (Turismo delle radici, Servizio civile digitale, Fondo per il turismo sostenibile), mentre 21 sono quelli che l’hanno prevista ma sono già scaduti. Gli enti di Terzo settore sono stati invece esclusi, in modo piuttosto sorprendente, dal Bando sulla realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi e da quello sulla rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali dei luoghi della cultura.
Il coinvolgimento all’interno dei bandi è nella maggior parte dei casi indiretto, cioè demandato alle istituzioni locali, che possono scegliere o meno di avvalersi della collaborazione delle organizzazioni attive sui territori
“Il coinvolgimento del Terzo settore – prosegue Vanessa Pallucchi – è garanzia di maggior successo nell’attuazione del Pnrr ma ad oggi è ridotto, demandato agli enti locali, e si rischiano perciò risultati disomogenei. Si è ancora in tempo, però, per cambiare il paradigma che vede il contributo del Terzo settore come ‘accessorio’ e lavorare, al contrario, per attuare in pieno l’amministrazione condivisa. Questo vuol dire avvalersi dell’apporto del Terzo settore tanto nella fase di redazione dei bandi a livello centrale (co-programmazione) quanto in quella di co-progettazione a livello locale (scrittura dei progetti)”.
“Il Pnrr è una grande opportunità per il Paese ma non è la panacea di tutti i mali e deve necessariamente essere integrato con politiche di lungo respiro, che facciano proprie e portino avanti gli obiettivi di questo importante piano di investimenti” conclude Pallucchi.
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