Musei d’impresa, nuove forme di narrazione per raccontare la cultura aziendale

Grafiche Antiga
Valorizzare più efficacemente e con modalità creative la propria identità e la storia del brand, ma anche il proprio impatto sociale e il legame con il territorio, grazie a una nuova visione del museo d’impresa e a forme innovative di narrazione della cultura aziendale. È quanto hanno fatto sei realtà del Trevigiano con il supporto di “PIC-Patrimonio industriale contemporaneo”, progetto di contaminazione di arte, cultura e impresa che le ha coinvolte in un percorso di formazione e accompagnamento.
Finanziato dalla Regione del Veneto tramite il Por FSE 2014-2020, il progetto è promosso da Aiku-Arte Impresa Cultura – il centro dell’Università Ca’ Foscari Venezia dedicato alle interazioni tra cultura, processi creativi e mondo delle imprese –, e gode del patrocinio di Assindustria Venetocentro nell’ambito di “Capitale della Cultura d'Impresa 2022”, riconoscimento assegnato quest’anno appunto alla macroarea Padova-Rovigo-Treviso-Venezia.
Le imprese partner sono Dersut, Grafiche Antiga, Arper, Villa Sandi, Irinox e Keyline, e oggi i risultati artistici di PIC, ora giunto alla sua conclusione, sono stati raccontati attraverso le innovative esperienze di queste due ultime aziende, dopo gli eventi precedenti dello scorso dicembre nelle sedi delle altre quattro
Con un approccio art&business, per le sei aziende trevigiane protagoniste il progetto ha così generato nuovi racconti dei luoghi della produzione e del lavoro, centrati sul loro patrimonio culturale. Attraverso la progettazione di musei d'impresa e interventi artistici in azienda, Aiku attiva infatti la creatività di artisti e professionisti della cultura per stimolare il cambiamento e l’innovazione strategica all’interno delle imprese, traducendo i risultati della ricerca universitaria in progettualità concrete di incontro e contaminazione tra i due mondi.

Villa Sandi
"Le imprese sono culture e hanno culture, perché fanno comunità di persone e conoscenze, sono parte di un contesto sociale e costruiscono la loro storia assieme al territorio che le ospita" spiega il coordinatore scientifico di Aiku, Fabrizio Panozzo, docente di management culturale a Ca’ Foscari, che aggiunge: "È un sistema, quello del “made in Veneto”, fatto non solo di efficienza ed eccellenza produttiva, di capacità tecnica e know-how avanzati, ma anche di bellezza e cultura, elementi che hanno necessità di essere riscoperti come fattore di generazione di valore e driver di competitività per le imprese, che qui devono trovare la chiave di una loro nuova narrazione. Ne possono essere il format efficace proprio i musei d’impresa, capaci di offrire nuove potenzialità e prospettive di riscoperta e valorizzazione del patrimonio culturale aziendale".
Grazie allo sguardo creativo degli artisti e all’utilizzo dei linguaggi e degli strumenti dell’arte e del digitale, il progetto ha innescato nuove visioni e introdotto soluzioni innovative nell’allestimento degli spazi come nella loro narrazione. Così la proposta di valorizzazione della cultura d’impresa si trasforma in un’esperienza immersiva ed emozionale per i visitatori, traendo ispirazione anche dalle modalità di fruizione dei più moderni musei europei. Ancora, con l’apporto specifico delle tecniche e del linguaggio teatrali, garantito dall’intervento di TOP-Teatri Off Padova, si sono formate competenze mirate a rendere più attuale il modo di pensare e di fare museo d’impresa, sfruttandone al meglio il potenziale, e lo storytelling più efficace.

Irinox
Delle sei imprese coinvolte, tutte di media dimensione e solida tradizione imprenditoriale, alcune tramite PIC hanno rafforzato iniziative di patrimonializzazione della cultura industriale già avviate nella forma del “museo d’impresa”: come Dersut, che ha potenziato il suo Museo del Caffè Dersut attraverso nuove strutture di narrazione visiva del “sapere del caffè” grazie alla collaborazione con l’artista Alessandro Baratto, con l’obiettivo di rendere la fruizione museale più viva, dinamica ed emozionale. Keyline, sulla stessa scia, con l’inedito virtual tour del Museo della Chiave Bianchi 1770 e dello showroom aziendale ha sviluppato, insieme all’artista Ivan Frattina, una modalità di comunicazione interattiva e digitale, volta a raggiungere anche un diverso pubblico e a mettere in dialogo il passato e il patrimonio culturale industriale della famiglia di imprenditori con il futuro e lo sviluppo tecnologico. Pure Grafiche Antiga ha implementato il proprio museo d’impresa, la Tipoteca (Museo della stampa e del design tipografico), sviluppando con la collaborazione di Marketing Arena una proposta educational distintiva e specifica per il suo target, veicolata attraverso strumenti digitali e una strategia comunicativa ad hoc.
Le altre realtà sono state supportate e accompagnate dal progetto, invece, nella fase di avvio e realizzazione di forme inedite di patrimonializzazione della propria cultura industriale. È il caso di Arper, che ha sviluppato una riflessione sul tema dell’archivio come strumento di storytelling evoluto dell’identità aziendale: il suo ruolo e la sua centralità sono stati indagati con l’artista Alessandro Calabrese, ospitato in residenza artistica a “Villa Filanda Antonini”. Anche Irinox – da sempre attenta all’arte contemporanea, tanto da ospitare nei suoi spazi la "Irinox art collection" e promuovere un premio dedicato ai giovani artisti emergenti – ha accolto una residenza artistica dell’artista Matteo Attruia; l’esperienza ha visto il coinvolgimento dei lavoratori e ha generato l’evocativa installazione intitolata “Wonder Will”, volta a valorizzare una cultura d’impresa che coniuga insieme la sensibilità per i linguaggi dell’arte e l’attenzione alla sostenibilità. Infine Villa Sandi, che ha come propria sede una villa veneta, gioiello d’architettura e di storia, ha ripensato il modo di narrare gli spazi delle sue secolari cantine: frutto del percorso di PIC è, in questo caso, un’installazione audiovisiva site-specific ad opera degli artisti di D20 Art Lab, con la quale si è voluto rendere visibile la stratificazione del tempo e dei saperi coinvolti nell’ecosistema della produzione del vino.

Keyline
“PIC - Patrimonio Industriale Contemporaneo” è un progetto finanziato dalla Regione del Veneto attraverso la DGR n. 254 del 02/03/2020 “Il lavoro si racconta - Botteghe e Atelier aziendali. Itinerari alla scoperta dei Patrimoni d’impresa”. Il progetto si pone all’interno dell’Asse I Occupabilità del POR FSE 2014-2020. Il progetto gode del patrocinio di Assindustria Venetocentro nell’ambito di “Capitale della Cultura d'Impresa 2022”.
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