Reddito di libertà. Un aiuto concreto per le donne vittime di violenza

Foto da Pixabay
È stata pubblicata sul sito dell’ INPS la circolare relativa all’erogazione del “Reddito di libertà” per le donne vittime di violenza, misura introdotta dall’art. 105-bis del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, recante «Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19» e disciplinata con il DPCM del 17 dicembre 2020 a firma della Ministra Bonetti.
Il “Reddito di libertà”, per il quale con riferimento all’annualità 2021 sono stanziati 3 milioni di euro, è riconosciuto dall’Inps con un contributo nella misura massima di 400 euro mensili pro capite, in un’unica soluzione per massimo dodici mesi, entro il limite delle risorse assegnate a ciascuna Regione o Provincia autonoma.
Destinato alle donne seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, il contributo è finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per l’autonomia abitativa e personale, nonché il percorso scolastico e formativo di eventuali figli e figlie minori
“Finalmente il reddito di libertà è operativo – spiega la Ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti -. Una misura di straordinaria importanza, che aiuta le donne vittime di violenza a intraprendere un percorso concreto di riappropriazione della propria libertà e della propria autonomia, una prospettiva di salvezza e di speranza. Il reddito di libertà è stato introdotto grazie a un emendamento a prima firma Lucia Annibali, alla quale sono profondamente grata per l’impegno profuso, e ha ottenuto di fatto una condivisione trasversale. Fa parte degli strumenti messi in campo nell’ambito del nuovo piano nazionale di contrasto alla violenza maschile contro le donne, nell’asse di promozione dell’autonomia e del protagonismo. Le donne non soltanto devono essere sostenute nella fase di denuncia ma sapere che non saranno lasciate sole e che per combattere la violenza economica mettiamo in campo anche misure di sostegno e di investimento come il reddito di libertà e il microcredito di libertà”.
La domanda deve essere presentata all’INPS tramite gli operatori comunali del Comune di residenza
Messaggio 7 marzo 2022, n. 1053
(Ultima modifica 8 marzo 2022)
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