Banca Popolare Etica è una banca cooperativa nata nel 1999 per iniziativa di organizzazioni del Terzo settore, del volontariato, dell’associazionismo e della cooperazione internazionale, con l’idea che il risparmio possa diventare uno strumento di cambiamento sociale. Opera in tutta Italia e, con il nome di Fiare Banca Etica, in Spagna. In quanto banca cooperativa si fonda sul principio “una testa, un voto”: i soci, organizzati anche in Gruppi di iniziativa territoriale, partecipano attivamente alla vita della banca e ne orientano le scelte.
Il credito è destinato in prevalenza a imprese e organizzazioni dell’economia sociale e solidale – cooperative sociali, associazioni, enti del Terzo settore, imprese impegnate nella transizione ecologica, nell’agricoltura biologica, nella cultura, nell’accoglienza, nella cooperazione internazionale e nel contrasto alle mafie – oltre che a persone e famiglie. Ogni finanziamento viene valutato non soltanto sul piano economico ma anche per il suo impatto sociale e ambientale, mentre restano esclusi settori come la produzione e il commercio di armi, i combustibili fossili, il gioco d’azzardo e gli allevamenti intensivi. Coerentemente con il principio di trasparenza, la banca rende pubblici i finanziamenti concessi alle persone giuridiche.
Intorno alla banca è cresciuto il Gruppo Banca Etica, che comprende Etica Sgr, dedicata ai fondi di investimento sostenibile e responsabile; la Fondazione Finanza Etica, impegnata nella ricerca, nell’educazione critica alla finanza e nell’azionariato attivo; la Fundación Finanzas Éticas in Spagna e CreSud, attiva nella microfinanza nei paesi del Sud del mondo.
Sul terreno dell’innovazione sociale Banca Etica accompagna la nascita e la crescita di imprese sociali, cooperative di comunità, progetti di rigenerazione urbana e di welfare territoriale, anche attraverso strumenti di garanzia, partenariati con enti pubblici e fondazioni e forme di finanza partecipativa.
A livello nazionale ed europeo partecipa alle reti della finanza etica (FEBEA e GABV) e promuove il riconoscimento normativo e il sostegno pubblico all’economia sociale, nella convinzione che una finanza orientata al bene comune sia una leva decisiva per costruire comunità più giuste e sostenibili.
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