Gluo, quando il digitale mette in comune le risorse del volontariato

Gluo, quando il digitale mette in comune le risorse del volontariato

Una “colla” che tiene insieme persone, competenze e risorse. È questo il significato di Gluo, parola che in lingua esperanto indica proprio la colla. Un nome che racconta bene la vocazione della piattaforma collaborativa nata nel 2020 per iniziativa del Csv Friuli-Venezia Giulia e oggi diventata un progetto nazionale promosso da CSVnet, l’associazione dei Centri di servizio per il volontariato, con il contributo dei 49 Csv presenti in Italia.

Anche l’immagine scelta per rappresentarla va nella stessa direzione: un’ape, simbolo di operosità, ma soprattutto di cooperazione. Perché l’idea alla base di Gluo.org è che, nel volontariato, condividere ciò che si ha possa essere un modo concreto per moltiplicare le risorse disponibili e ampliare le possibilità di azione.

La piattaforma mette infatti in relazione volontari e volontarie, cittadini, enti non profit e soggetti profit, offrendo la possibilità di condividere o utilizzare formazione, competenze, strumenti, attrezzature e spazi. Una logica che parte da una constatazione semplice: le risorse a disposizione delle organizzazioni non sono infinite, ma spesso esistono opportunità e competenze che rimangono inutilizzate o che non riescono a raggiungere chi ne avrebbe bisogno.

Il digitale può diventare allora un’infrastruttura di prossimità, capace di superare i confini territoriali e mettere in circolo quello che già esiste.


La formazione oltre i confini territoriali

È soprattutto nella formazione che questa intuizione ha trovato, negli ultimi anni, una delle sue applicazioni più concrete.

Nella sezione Formazione, Gluo raccoglie corsi, webinar e iniziative formative organizzati dai Csv, dagli enti del Terzo settore e anche da soggetti profit. Sono attività rigorosamente gratuite e accessibili online, pensate per rispondere alle esigenze quotidiane di chi opera nel volontariato.

Gli argomenti sono molto diversi: dalla realizzazione autonoma di una locandina alla normativa del Terzo settore, dalla privacy alla progettazione sociale, dal 5 per mille al fundraising. Negli ultimi tempi si è aggiunta anche l’intelligenza artificiale, mentre tra i temi che suscitano maggiore interesse ci sono gli adempimenti collegati alla riforma del Terzo settore.

La dimensione nazionale permette di affrontare uno dei problemi tipici della formazione rivolta alle piccole organizzazioni: la difficoltà di raggiungere un numero sufficiente di partecipanti per organizzare un corso e, contemporaneamente, la difficoltà per chi vive in territori più piccoli di trovare localmente l’offerta formativa di cui ha bisogno.

La condivisione online interviene su entrambi i fronti. Da una parte consente di ampliare la platea e riempire le aule virtuali; dall’altra permette ai volontari di partecipare a iniziative che magari sul proprio territorio non vengono proposte, senza dover affrontare spostamenti e con la possibilità di collegarsi anche da casa o durante una pausa dal lavoro.

Dallo scorso anno, inoltre, la formazione non si esaurisce con gli appuntamenti in diretta. Ai corsi in calendario si sono aggiunti quelli in catalogo: video e registrazioni di iniziative già realizzate che restano disponibili gratuitamente e possono essere consultati on demand.

 

I numeri danno la misura di una proposta in crescita: nel 2026, da gennaio a oggi, sono già 40 i corsi inseriti nel calendario di Gluo, mentre la piattaforma registra una media di circa 600 partecipanti complessivi all’anno

 

 

Dalle competenze individuali a un patrimonio condiviso

Ma condividere non significa soltanto mettere a disposizione corsi e contenuti. Significa anche riconoscere il valore delle competenze che ogni persona può portare dentro una comunità.

È questo il senso della sezione Consigli, dove chi sceglie di dedicare una parte del proprio tempo libero può mettere a disposizione ciò che sa fare attraverso suggerimenti, buone prassi e spiegazioni pratiche.

È una dimensione che rientra in quella forma di partecipazione che viene definita anche “volontariato digitale”: utilizzare le possibilità offerte dalla rete per essere utili agli altri. Attraverso un semplice annuncio, una persona può descrivere le proprie competenze e rendersi disponibile per chi ha bisogno di un confronto o di un aiuto; al contempo, chi ne fa richiesta ha così occasione di imparare qualcosa di nuovo, capire come risolvere un problema o trovare un modo per trasformare un’idea in qualcosa di concreto.

Anche qui la piattaforma sta ampliando la propria offerta con contenuti video, tutorial e pillole che spiegano come realizzare attività e operazioni utili alla gestione delle organizzazioni e dei progetti di volontariato.


Il valore delle risorse che restano ferme

La prossima sfida riguarda invece la dimensione più materiale della condivisione. Gluo punta a rilanciare le sezioni dedicate alla donazione di strumenti e attrezzature inutilizzate ma ancora in buone condizioni e alla condivisione degli spazi.

Una sala riunioni, un’aula o un’attrezzatura che per un’organizzazione non sono più necessari possono, infatti, rappresentare una risorsa importante per un altro gruppo di volontari. La piattaforma può diventare così un luogo in cui intercettare risorse che altrimenti rischierebbero di rimanere ferme, favorendone il riutilizzo.

È la stessa logica che attraversa l’intero progetto: non necessariamente servono nuove risorse, se quelle esistenti possono essere messe in relazione in modo diverso.


Una rete che passa dal digitale

La scommessa di Gluo, in definitiva, non riguarda soltanto la tecnologia. Il digitale è lo strumento, mentre l’obiettivo è costruire connessioni e rendere più accessibili risorse che già esistono.

Dalla formazione alle competenze, dagli strumenti agli spazi, la piattaforma prova a trasformare la condivisione in una pratica capace di rafforzare il volontariato e, insieme, le comunità in cui opera.

Il principio è quello dell’ape che ne rappresenta il simbolo: il valore non sta soltanto nel contributo del singolo, ma nella capacità di cooperare e di mettere in comune ciò che ciascuno può offrire.

In questo senso, Gluo punta a sfruttare fino in fondo le possibilità del digitale: accorciare le distanze, aumentare le opportunità e ottimizzare le risorse a disposizione, creando valore tangibile nelle comunità anche quando quelle comunità, fisicamente, sono lontane molti chilometri.

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