Welfare territoriale, una open call per raccogliere le buone pratiche in Italia

Welfare territoriale, una open call per raccogliere le buone pratiche in Italia

  • data di chiusura del bando: 16-11-2026
  • stato del bando: Aperto
  • Soggetto beneficiario: Imprese, Terzo settore, Ente pubblico

Come si può rendere il welfare territoriale più efficace, sostenibile e capace di rispondere ai bisogni delle persone e delle comunità? Per individuare soluzioni concrete, quattro organizzazioni promuovono una raccolta nazionale di buone pratiche, invitando enti locali, realtà del Terzo settore, imprese e corpi intermedi a raccontare le esperienze realizzate nei diversi territori italiani.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione per la Sussidiarietà, insieme ad AICCON Research Center, Forum del Terzo Settore e Fondazione IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale). L’obiettivo è mappare e valorizzare progetti sociali innovativi e sostenibili, capaci di offrire risposte efficaci alle esigenze delle comunità, mettendo a disposizione delle politiche pubbliche conoscenze ed esperienze maturate sul campo.

La call riguarda un ampio insieme di servizi e interventi: dall’infanzia e dagli asili nido alle RSA e ai servizi per la non autosufficienza, passando per attività sportive ed educative, assistenza e inclusione sociale, housing e abitare, conciliazione tra vita e lavoro, coperture e servizi sanitari, nonché iniziative rivolte ad anziani, giovani e famiglie.

"Il tema del welfare territoriale - sottolinea il Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Giorgio Vittadini, occupa un posto importante nel nostro lavoro di ricerca. La Fondazione ha da tempo in atto un percorso di riflessione, di analisi e suggerimenti di policy su come rendere sostenibile lo Stato sociale nel nostro Paese perché possa rimanere un fondamentale fattore di sviluppo e di crescita, oltre che di benessere e di coesione sociale".

Paolo Venturi, direttore di AICCON, evidenzia l’importanza di partire dalle esperienze già presenti nei territori: "Per agire un welfare territoriale è necessario osservare ciò che il territorio sta già generando in termini di soluzioni di cura e innovazione sociale. Il progetto vuole approfondire, valorizzare l’esistente per poi stimolare nuove policy sussidiarie".

Sulla conoscenza delle iniziative già attive insiste anche Giancarlo Moretti, portavoce del Forum del Terzo Settore: "Il Terzo Settore è un’antenna sui territori e, conoscendone bisogni, caratteristiche e fragilità, elabora soluzioni per offrire le risposte migliori alle persone. Avere conoscenza delle pratiche che già si realizzano, anche e soprattutto quelle più originali e innovative, è il primo passo per valorizzare le migliori esperienze di welfare territoriale, promuoverne la diffusione e ideare strumenti che le rafforzino".

Per Pierciro Galeone, direttore di IFEL, la trasformazione del welfare richiede una maggiore capacità di collaborazione tra i soggetti coinvolti: "Il welfare territoriale sta cambiando e dovrà farlo ancor di più in futuro. Serve maggiore qualità nelle relazioni tra intervento pubblico, iniziativa privata e terzo settore. Ma non si può realizzarla per decreto. Occorre partire dalle esperienze positive concrete e poi capire di quali regole e risorse hanno bisogno per consolidarsi e diffondersi. Sulla base di questi bisogni vanno costruite le politiche nazionali ed europee".


Dal Rapporto sulla sussidiarietà alle politiche per il welfare

La raccolta si inserisce nel percorso di ricerca e analisi dedicato dalla Fondazione per la Sussidiarietà al futuro dello Stato sociale. Un riferimento importante è il 18° Rapporto sulla sussidiarietà, Sussidiarietà e... welfare territoriale, curato da Emilio Colombo, Paolo Venturi, Lorenza Violini e Giorgio Vittadini e presentato e discusso presso la Banca d’Italia e alla Camera, oltre che in numerose città italiane, con la partecipazione di studiosi, operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni.

Il Rapporto affronta il ruolo del welfare nello sviluppo del Paese, interrogandosi sulla capacità del sistema di garantire servizi universali e di qualità, contrastare povertà e disuguaglianze e contribuire alla crescita economica e alla coesione sociale. Tra le criticità individuate figurano le differenze territoriali nella spesa, la difficoltà di analizzare in modo approfondito i bisogni, la frammentazione delle norme e l’eccessiva pluralità dei centri decisionali, oltre alla tendenza a standardizzare e irrigidire l’offerta.

Per individuare le condizioni necessarie a rendere il welfare più efficace, il Rapporto indica alcuni fattori qualificanti: la presa in carico delle persone e il superamento dell’approccio «offertista», la progettazione integrata dei servizi, il coordinamento centrale dei flussi di spesa e il superamento della spesa storica, la creazione di reti, gli investimenti sul capitale umano e la valutazione dei risultati.

Un altro elemento centrale è la collaborazione tra Stato, mercato e società civile nella co-costruzione di soluzioni pubbliche. In questa prospettiva, le esperienze già attive nei territori rappresentano un patrimonio da conoscere e valorizzare, perché possono offrire indicazioni concrete per migliorare il sistema di welfare e favorire la diffusione di interventi efficaci e sostenibili.

 

La open call nasce proprio con questo obiettivo: costruire una base empirica per ripensare il welfare a partire dai territori, individuare modelli replicabili, formulare indicazioni di policy fondate sull’osservazione dal basso e realizzare una banca dati ragionata delle buone pratiche raccolte

 


Come partecipare alla open call

Per candidare un progetto è necessario compilare il questionario online predisposto dai promotori. Il modulo permette di descrivere le attività realizzate, il loro funzionamento, i soggetti coinvolti, i risultati raggiunti e le condizioni che ne hanno reso possibile l’attuazione.

Le esperienze segnalate potranno essere ulteriormente approfondite nell’ambito delle attività di ricerca, formazione e diffusione della Fondazione per la Sussidiarietà. I progetti selezionati per gli approfondimenti avranno inoltre l’opportunità di acquisire visibilità a livello nazionale.

La raccolta punta a rendere condivisibili non soltanto i risultati, ma anche le soluzioni adottate, le modalità di collaborazione e gli apprendimenti maturati durante la realizzazione degli interventi, così da offrire riferimenti utili anche ad altri territori.

Possono essere presentati progetti che abbiano almeno 6 mesi di attività, ancora in corso oppure conclusi a partire dal 1° gennaio 2024.

 

La call resterà aperta fino al 16 novembre 2026

 

 

Per maggiori informazioni:

Pagina della call

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